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	<title>Lavora con ABS &#187; giovani</title>
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	<description>il lavoro con noi, la nostra azienda, il nostro essere consulenti</description>
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		<title>Giovani neolaureati in Ing. Informatica</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 09:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.
Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.
Avete finito gli studi ? Siete pronti a non entrare più in quelle aule se non per qualche evento speciale ?
Bene, perchè noi siamo alla ricerca di giovani Ingegneri Informatici da introdurre nei nostri team tecnici di sviluppo come Programmatori Junior.
I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:
• Laurea ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/08/4085528413_603ed9dbf3_z.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-340" title="Politecnico Aula" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/08/4085528413_603ed9dbf3_z-300x225.jpg" alt="Aula del Politecnico" width="300" height="225" /></a>ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.</p>
<p>Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.</p>
<p>Avete finito gli studi ? Siete pronti a non entrare più in quelle aule se non per qualche evento speciale ?</p>
<p>Bene, perchè noi siamo alla ricerca di giovani Ingegneri Informatici da introdurre nei nostri team tecnici di sviluppo come Programmatori Junior.</p>
<p>I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:</p>
<p>• Laurea in Ingegneria Informatica<br />
• Buona conoscenza della lingua inglese<br />
• Capacità di relazione con il cliente interno ed esterno.<br />
• Nozioni di base di Java e/o Oracle<br />
• Eventuale conoscenza di PL/SQL</p>
<p>I candidati saranno inseriti nell&#8217;area High Tech ed introdotti, dopo un primo periodo di formazione, nei progetti più importanti su territorio nazionale. Il piano di formazione sarà studiato nel dettaglio insieme ai giovani neolaureati ma in generale si parte con un modulo base per il database Oracle ed il linguaggio procedurale PL/SQL. Quindi la direzione potrà essere quella relativa alla programmazione Java (con moduli specifici per strumenti quali Eclipse, Hibernate, iBatis o linguaggi ad hoc come  PHP o framework come Struts) oppure verso l&#8217;apprendimento dell&#8217;Oracle Application Framework (OAF) in ambito ERP.</p>
<p>La crescita professionale è garantita da precisi percorsi formativi di lungo periodo.</p>
<p>I/Le candidati/e interessati/e sono pregati di inviare il Curriculum Vitae in formato word a lavora[at]conabs.it</p>
<p>La ricerca è estesa a candidati di entrambi i sessi (art. 1 L. 903/77 e art. 4 L.125/91)I candidati sono invitati a leggere sul nostro sito all&#8217;indirizzo www.absontheweb.com l&#8217;informativa sulla privacy (D.Lgs. 196/2003).</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/romandd/4085528413/in/set-72157622760204260/" target="_blank">rdd_</a></pre>
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		<title>Ingegneri Informatici Junior</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/ing-inf-junior/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/ing-inf-junior/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 15:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.
Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione   alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.
Avete finito gli studi ? Siete pronti a mollare la sicurezza dei vostri libri di testo e raccogliere la sfida del lavoro ?
Bene, perchè noi siamo alla ricerca di giovani Ingegneri Junior Informatici da formare come sviluppatori.
I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:
• Laurea in Ingegneria ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-395" title="540162418_c0473a1c7a_o" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/02/540162418_c0473a1c7a_o-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.</p>
<p>Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione   alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.</p>
<p>Avete finito gli studi ? Siete pronti a mollare la sicurezza dei vostri libri di testo e raccogliere la sfida del lavoro ?</p>
<p>Bene, perchè noi siamo alla ricerca di giovani Ingegneri Junior Informatici da formare come sviluppatori.</p>
<p>I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:</p>
<p>• Laurea in Ingegneria Informatica (3 anni)<br />
• Buona conoscenza della lingua inglese<br />
• Capacità di relazione con il cliente interno ed esterno.<br />
• Nozioni di base di Java e/o .net</p>
<p>I candidati saranno inseriti nell’area High Tech ed introdotti, dopo  un primo periodo di formazione, nei progetti più importanti su  territorio nazionale. Il piano di formazione sarà studiato nel dettaglio  insieme ai giovani neolaureati ma in generale si parte con un modulo  base per il database Oracle ed il linguaggio procedurale PL/SQL. Quindi  la direzione potrà essere quella relativa alla programmazione Java (con  moduli specifici per strumenti quali Eclipse, Hibernate, iBatis o  linguaggi ad hoc come  PHP o framework come Struts) oppure verso  l’apprendimento dell’Oracle Application Framework (OAF) in ambito ERP.</p>
<p>La crescita professionale è garantita da precisi percorsi formativi di lungo periodo.</p>
<p>I/Le candidati/e interessati/e sono pregati di inviare il Curriculum Vitae in formato word a lavora[at]conabs.it</p>
<p>La ricerca è estesa a candidati di entrambi i sessi (art. 1 L. 903/77   e art. 4 L.125/91)I candidati sono invitati a leggere sul nostro sito   all&#8217;indirizzo www.absontheweb.com l&#8217;informativa sulla privacy (D.Lgs.   196/2003).</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/edo-finelight/540162418/in/pool-59077742@N00/" target="_blank">edoardocosta</a>
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		<title>Grande azienda vs piccola, una decisione difficile</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/grande-vs-piccola-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[




Iniziare la propria carriera in una grossa azienda oppure cercare una opportunità nel mondo delle piccole imprese ?
E&#8217; una delle mille domande che si pongono i giovani, neolaureati o no, che si affiacciano sul mondo del lavoro. Premetto subito che non c&#8217;è una risposta univoca.
Molto dipende dalla propensione del singolo e dai vari ambienti lavorativi che si possono incontrare, però è possibile definire qualche punto fermo.
Ulteriore premessa: qui parliamo di aziende dell&#8217;ICT italiano. Generalizzare è pericoloso e generalizzare comprendendo altri mercati del lavoro rispetto a quello italiano è ancor peggio. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_187" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-187" title="grandevspiccola" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/10/grandevspiccola-300x239.jpg" alt="Grande azienda vs piccola azienda" width="300" height="239" /></dt>
</dl>
</div>
<p>Iniziare la propria carriera in una grossa azienda oppure cercare una opportunità nel mondo delle piccole imprese ?</p>
<p>E&#8217; una delle mille domande che si pongono i giovani, neolaureati o no, che si affiacciano sul mondo del lavoro. Premetto subito che non c&#8217;è una risposta univoca.<br />
Molto dipende dalla propensione del singolo e dai vari ambienti lavorativi che si possono incontrare, però è possibile definire qualche punto fermo.</p>
<p>Ulteriore premessa: qui parliamo di aziende dell&#8217;ICT italiano. Generalizzare è pericoloso e generalizzare comprendendo altri mercati del lavoro rispetto a quello italiano è ancor peggio. Perciò parliamo di aziende dell&#8217;IT italiano.</p>
<p><em><strong>Burocrazia</strong></em><br />
Essere grandi significa anche doversi dotare di una struttura gerarchica ben definita e spesso condita da innumerevoli livelli di burocrazia.<br />
Che si tratti di configurare i propri account oppure di chiedere un permesso particolare, il mondo della grande azienda impone norme ferree e spesso alienanti.<br />
D&#8217;altro canto il piccolo di solito si deve organizzare in maniera più flessibile per essere più efficace sul mercato e quindi si ritrova a dover disegnare procedure snelle e senza troppi fronzoli.<br />
Sono due visioni e due modi di agire differenti. Ad ognuno capire in quale contesto si sente più a proprio agio.</p>
<p><strong><em>Rapporto diretto con la dirigenza</em></strong><br />
Questo è un elemento molto importante da tenere in considerazione. Nelle piccole aziende il contatto diretto con la dirigenza o proprietà è molte volte non mediato. Di solito la linea di middle management è ridotta all&#8217;osso, e di conseguenza è possibile discutere direttamente con le &#8220;alte sfere&#8221;.<br />
Nella grande struttura la scala gerarchica è spesso a più livelli ed il contatto diretto quasi mai voluto o cercato.<br />
L&#8217;importanza di poter parlare direttamente con la proprietà permette di poter dare il là ad iniziative personali, legate ai vostri interessi professionali, come ad esempio proporre nuovi strumenti e tecnologie oppure presentare qualche idea di business da esplorare. Vi vedete farlo nella grande azienda ?</p>
<p><em><strong>Possibilità di carriera </strong></em><br />
L&#8217;ambiente della piccola azienda permette al giovane in gamba di procedere rapidamente nella propria carriera. Intendiamoci, nel piccolo la meritocrazia deve essere al primo punto dell&#8217;ordine del giorno: procede chi ha dimostrato capacità adeguate. Non deve esistere il concetto di carriera assicurata tramite passaggi scolpiti nel marmo delle &#8220;tavole aziendali&#8221;, cosa che tra parentesi sta scomparendo ormai anche nelle più fossilizzate grandi aziende.<br />
Valorizzazione perciò dei talenti e delle professionalità.<br />
Nell&#8217;ambiente delle grandi aziende molto dipende dall&#8217;influenza e dalla volontà del manager sotto cui vi trovate. Oppure come dicevamo prima tutto è cristalizzato in vecchie regole di crescita professionale tramite scatti di anzianità.</p>
<p><strong><em>Formazione</em></strong><br />
Nella grande azienda i percorsi formativi sono ben definiti e strutturati, almeno sulla carta. Nella maggior parte dei casi è proprio così e si riesce ad entrare in un virtuoso cammino formativo sotto lo sguardo attento della direzione del personale. Nel peggiore dei casi invece, tutte le promesse al riguardo fatte in fase di colloquio si manifestano con un paio di giorni di affiancamento a progetto in corso.<br />
Nella piccola la formazione è meno formalizzata ma più orientata agli obiettivi, e quindi a volte si rinuncia al corso del super guru del momento per riuscire ad organizzare un paio di giorni di confronto con la persona senior che sta affrontando oppure ha già affrontato l&#8217;argomento durante la propria carriera.</p>
<p><strong><em>Nicchia di mercato</em></strong><br />
Il posizionamento delle piccole imprese sul mercato è spesso legato all&#8217;esplorazione di nicchie di mercato, e nel caso dell&#8217;IT, di speficiche tecnologie o strumenti informatici. Da una parte questo vuol dire trovare un forte livello di conoscenza del tema, dall&#8217;altra non avere la possibilità di gestire una folta varietà di argomenti.<br />
In linea generale la grande azienda ha, invece, un respiro più ampio e mette a disposizione un tale numero di progetti e di possibili tecnologie da affrontare che la piccola difficilmente può garantire. Attenzione però che nelle grandi aziende uno dei rischi più forti è quello di entrare in gruppi di lavoro che si occupano sempre dello stesso cliente e su cui si lavora sempre sulle stesse tecnologie. Difficile poi uscirne senza problemi.</p>
<pre><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/saltatempo/171553774/" target="_blank">saltatempo</a></em></pre>
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		<title>5 domande sui giovani neolaureati e l&#8217;IT</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 16:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ricevo via mail il cv di un giovane laureato. Un anno e mezzo di esperienza nel campo IT e poco più, il cv ? un disastro.
Nessuna notizia utile, una paginetta scarsa contenente più che altro dati anagrafici e di poco valore.
Mi sono cascate le braccia e sono andato a rileggermi il post di febbraio di quest&#8217;anno dove mi permettevo di dare qualche consiglio ai neo laureati .
Evidentemente il candidato in questione non aveva letto il mio post !  
Negli stessi giorni mi capitava di leggere le indicazioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-242" title="universita" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/07/universita.jpg" alt="universita" width="300" height="200" />L&#8217;altro giorno ricevo via mail il cv di un giovane laureato. Un anno e mezzo di esperienza nel campo IT e poco più, il cv ? un disastro.</p>
<p>Nessuna notizia utile, una paginetta scarsa contenente più che altro dati anagrafici e di poco valore.<br />
Mi sono cascate le braccia e sono andato a rileggermi il <a href="http://lavora.conabs.it/curriculum-laureato-5-semplici-consigli" target="_blank">post di febbraio</a> di quest&#8217;anno dove mi permettevo di dare qualche consiglio ai neo laureati .</p>
<p>Evidentemente il candidato in questione non aveva letto il mio post ! <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Negli stessi giorni mi capitava di leggere le indicazioni dell&#8217;ISTAT sul mondo del lavoro (<a href="http://www.istat.it/lavoro/unilav/" target="_blank">istat università e lavoro 2009</a> ) una sorta di guida al mondo del lavoro partendo dai dati statistici dei giovani laureati degli ultimi anni. Tra i vari elementi che mi colpivano, il dato secondo cui a tre anni dall&#8217;ingresso nel mondo del lavoro il livello salariale dei laureati in ingegneria è ancora differenziato per sesso mi lasciava basito. Ma come ? A tre anni dalla fine dell&#8217;università ? Nel mio piccolo non avevo mai percepito questa differenza ad inizio carriera.</p>
<p>Insomma, con questi argomenti per la testa, mi è venuta la voglia di conoscere come la pensavano nel nostro ambiente (l&#8217;IT italico) gli addetti ai lavori. Detto fatto, ho chiesto  ad una serie di contatti di rispondere a 5 semplici domande sui giovani e l&#8217;IT. Alcuni lo hanno già fatto con grande velocità e gentilezza, altri lo farannno ed altri ancora non lo faranno proprio (&#8220;è il bello del web, ragazzi&#8221;).</p>
<p>Terrò aggiornato il post con le varie risposte che man mano mi arriveranno. Naturalmente i commenti sono aperti per raccogliere anche i vostri suggerimenti o esperienze dirette !</p>
<p>Le domande:</p>
<p><em><strong>Domanda 1</strong></em><br />
<em>Se dovessi dare un solo consiglio al neolaureato che sta impostando il proprio CV per il primo colloquio su cosa ti focalizzeresti ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart " target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>L&#8217;idea che un candidato debba preparare un solo curriculum per tutte le aziende a cui chiedere lavoro, è molto comoda per il candidato ma è sbagliata. Se dovessi dare un solo consiglio riguardo al CV, direi: personalizzalo in base all&#8217;azienda a cui ti rivolgi.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Non usare il formato del CV cosiddetto &#8220;europeo&#8221;. E&#8217; standardizzato, noioso, troppo prolisso e non permette di emergere. Quando ho visto un cv &#8220;europeo&#8221; la mia tentazione è sempre stata di cestinare. Un po&#8217; di fantasia, caspita!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Evidenziare l&#8217;interesse e la flessibilità, non necessariamente le conoscenze tecnologiche o di processo: queste ultime variano sempre, per poter stare al passo e poter ancora essere al top, servono le prime due. Serve mostrare che si è fatto qualcosa perchè ci piaceva, perchè facendolo ce lo siamo fatti piacere, ci siamo entrati con tutte le scarpe. Serve mostrare che non abbiamo problemi a cambiare, a continuare ad imparare, che abbiamo imparato ad imparare.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Sulle capacità di relazionarsi.<br />
Capisco che un giovane non possa avere nel suo curriculum esperienze di relazioni forti come quelle Reali&#8221;, ma quelle &#8220;digitali&#8221; se ben contestualizzate, vanno indicate.<br />
Oggi Team Leader e Project leader si può fare anche in digitale.<br />
Quindi indicherei anche la propensione a socializzare per creare n buon &#8220;clima organizzativo&#8221; e uno spirito di &#8220;gruppo&#8221; che, oggi sono più importanti degli skill specifici. Dopo questa premessa (condita dall&#8217;indicazione del profilo Linkedin) enuncerei gli skill e i grades!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Un minimo di personalizzazione: spiegare perché la propria figura potrebbe essere utile proprio a quella particolare azienda e quali sono i motivi per i quali il canditato vorrebbe lavorare per l&#8217;azienda.<br />
(Che poi sia fuffa perché di questi tempi si cerca un lavoro basta che sia un lavoro, siamo tutti d&#8217;accordo, ma è positivo dimostrare intraprendenza.)</p></blockquote>
<p>Sul fatto di non usare il cv europeo, ho i miei dubbi. Mi metto dalla parte delle aziende ed avere un riferimento preciso sull&#8217;ordine di presentazione delle informazioni e sul fatto che alcune informazioni siano sempre presenti rimane un bel vantaggio. Si perderà un po&#8217; di spontaneità, questo è vero, ma si spera che il giovane si concentri sui contenuti.</p>
<p>D&#8217;accordissimo sull&#8217;evidenziare le capacità di relazionarsi e di potersi appassionare a quello che si è fatto.</p>
<p><em><strong>Domanda 2</strong></em><br />
<em>Dal punto di vista tecnico quale tecnologia / linguaggio non dovrebbe mai mancare nel cv di una persona dell&#8217;IT italiano ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non credo ci sia una sola risposta. Viva la specializzazione.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Dipende. In ogni caso, oggi, è banale dirlo, occorre conoscere internet e tutto ciò che tecnologicamente ruota attorno ad essa.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Qualsiasi risposta a questa domanda sarebbe in contrasto con la mia precedente risposta.<br />
Semmai direi che è sempre importante capire cosa interessa in un certo momento ed in un certo luogo all&#8217;IT, mediato con gli interessi di chi deve scrivere il cv.<br />
Obiettivo molto difficile da raggiungere per un neolaureato (che pensa che ciò che è interessa è ciò che gli hanno appena finito di insegnare all&#8217;Università). Difficile anche per chi si focalizza troppo su un singolo argomento/area.<br />
Forse sarebbe meglio dire che non dovrebbe mai mancare una delle nuove tecnologie di maggior interesse in quel momento, in aggiunta a quelle più diffuse negli ultimi anni e già consolidate.</p>
<p>Cercando di essere più pratici e di uscire da una risposta che, anche rapportata al mio cv, sarebbe, comunque, da &#8220;vendere&#8221; durante un colloquio, direi che, ancora oggi, quando vaglio risorse, ricerco, a seconda dei ruoli (e non in ordine di importanza):<br />
- conoscenze significative (non necessariamente top) di uno dei due maggiori linguaggi/ambienti oggi sul mercato (Java, .NET)<br />
- comprensione delle problematiche architetturali (a diversi livelli ed in senso generico &#8211; con un aiuto alla progettazione fornito dai vari Design Patterns)<br />
- potrebbe essere (ancora?) importante conoscere le architetture di base del Web (nota: non i protocolli, ma la logica sottostante)<br />
- conoscenza di database (progettazione, comprensione della struttura, sql &#8211; reali, non teorici: Oracle, SQLServer, PostgreSQL, &#8230;)<br />
- &#8230;</p>
<p>Se non mi fermi tu, mi fermo io: una risposta lineare a questa domanda io non la conosco.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Oggi è importante capire le tendenze in atto. Quindi Soa e Cloud sono i due paradigmi di riferimento. Più nel dettaglio XML e Java, Perl, Python per il cloud.<br />
Ma non disdegno affatto la conoscenza di una buona progettazione di Business Mash-up e quindi la capacità di costruire sopra le API aperte dei Social Media e Social Network.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Le tecnologie e i linguaggi vanno e vengono, al di là delle mode del momento, è più importante dimostrare interesse, voglia di imparare e di intraprendere nuove strade. Essere aperti al cambiamento e avere una visione chiara del mondo IT. Senza contare che, secondo me, dipende molto dal tipo di tecnologie in uso all&#8217;interno dell&#8217;azienza, che a volte possono essere totalmente diverse le une dalle altre.
</p></blockquote>
<p>La domanda era troppo vaga è vero. Ad essere sinceri come dice Gigi anche io mi aspettavo dalle ultime &#8220;nidiate&#8221; di laureati una conoscenza maggiore di Social Network ma soprattutto delle varie possibilità offerte dalle API agganciate. Fino ad oggi sono rimasto un po&#8217; deluso &#8230;</p>
<p><strong><em>Domanda 3</em></strong><br />
<em>In Italia è idea comune che le aziende non vogliano investire nella carriera dei propri giovani tecnici, spesso si sente dire che al tecnico in Italia saranno sempre inibite le posizioni manageriali mentre all&#8217;estero è tutto un altro cinema. Per tua esperienza è veramente così ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non saprei. A naso direi di no.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Purtroppo in Italia è indiscutibilmente così, anche se ci sono chiaramente tante eccezioni (ed io sono stato, per mia fortuna, una di quelle).<br />
Da noi, purtroppo, ci sono culture &#8216;figlie di un dio minore.&#8217; Dichiararsi &#8220;ignoranti in matematica&#8221; suscita quasi simpatia&#8230;. non è da &#8220;veri ignoranti&#8221;. Ve lo immaginate il Presidente della Repubblica che afferma: &#8220;sono completamente ignorante in Italiano&#8221;&#8230;. oppure che fa la stessa affermazione riguardo alla matematica?<br />
Purtroppo la cultura cosiddetta &#8220;umanistica&#8221; è ancora considerata LA cultura a dispetto di tutte le altre. E questo spiega perchè nel nostro paese si fatica a tradurre delle ottime idee in altrettanto ottime soluzioni.  Una provocazione: se in Parlamento avessimo l&#8217;80% di ingegneri, in due anni avremmo risolto l&#8217;80% dei problemi del nostro Paese!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Assolutamente sì (anche se non ovunque: sto facendo un discorso medio).<br />
Nonostante la mia (e di pochi altri che conosco) personale carriera mostri (parzialmente, almeno) il contrario, è verissimo che si scoraggia questa impostazione.<br />
Forse non per volontà, ma per incapacità di vedere le cose in altro modo. Forse per poca preparazione in questo senso da parte di alcuni manager.</p>
<p>In Italia, per essere tecnici e manager di alto livello, bisogna:<br />
1. crederci fortemente<br />
2. capire che le richieste sono altre e cercare di non chiudersi in un guscio solo tecnico, ma seguire tutte le strade possibili<br />
3. andare contro le impostazioni &#8216;naturali&#8217; di certe aziende</p>
<p>I punti 1 e 2 sono fondamentali per ottenere più facilmente il punto 3:<br />
- crederci è necessario per continuare ad approfondire questioni tecniche, anche quando stai più organizzando altri o gestendo progetti, che progettando o sviluppando<br />
- non rimanere solo tecnico è essenziale perchè, se mi permetti una immagine iperbolica (da intendersi come rivolta esclusivamente ad un pubblico adulto e tecnico), è necessario capire che le persone, le loro esigenze e necessità, l&#8217;organizzazione del progetto e i soldi che da questo ritornano, fanno parte della nostra architettura software e dei bug che dobbiamo risolvere.</p>
<p>Raggiunti i punti 1 e 2, come dicevo, il punto 3 diventa quasi una passeggiata, nonostante le premesse.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Si, abbastanza. Questo perché le Università di Informatica sono troppo cristallizzate sulle tecnologie (sistemi, programmazione e analisi) mentre bisognerebbe insegnare ITIL, Project management e Knowledge Management
</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>E&#8217; difficile farsi pagare la formazione, spesso è la prima voce del budget che viene sacrificata. Tanto chi fa il nostro mestiere ha la passione che lo spinge a imparare comunque, e molte volte le aziende ci marciano.</p>
</blockquote>
<p>Discorso intrigante da approfondire.</p>
<p><em><strong>Domanda 4</strong></em><br />
<em>Nell&#8217;edizione 2009 di Università e Lavoro dell&#8217;ISTAT viene riportato che nel 2007 il reddito medio netto a poco più di tre anni dal conseguimento del titolo è pari a 1300 euro, in particolare nel Gruppo ingegneria la media è di 1.466 euro. Il fatto su cui riflettere è che c&#8217;è ancora una differenza tra l&#8217;uomo ingegnere (1486 euro) e la donna ingegnere (1376 euro).</em><br />
<em>A me ha sorpreso questa distinzione di reddito a 3 anni dalla laurea, tu cosa ne pensi ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non mi sorprende. Le donne sono discriminate sul lavoro, in Italia più che altrove.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Più che sulla differenza tra colleghi uomini e donne, fattore noto, purtroppo, mi concentrerei su un dato ancor più grave. Un ingegnere a tre anni dalla Laurea, in genere, ha responsabilità tecniche importanti e non se ne rende conto. I giovani ingegneri calcolano, progettano, programmano&#8230;. sono abituati a lavorare parecchie ore al giorno perchè è l&#8217;università che li ha formati così.<br />
Ma la loro professionalità non è valorizzata e così purtroppo, i trattamenti economici non sono adeguati.<br />
Non è accettabile per la nostra società che una figura professionale che ha alle spalle anni di studi e tre anni di lavoro percepisca uno stipendio paragonabile a quello di figure non qualificate (1376 euro!). E&#8217; una spirale maledetta che svalorizza le professioni tecniche, sposta i margini verso altre figure, rendendo il lavoro di chi &#8220;fa funzionare le cose&#8221; sempre più difficile.<br />
Certo gli ingegneri non possono aspettarsi che siano altri a risolvere questa questione&#8230; devono avere più consapevolezza, orgoglio e senso di appartenenza&#8230;</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Con una moglie ingegnere informatico, che fa il mio stesso lavoro e che lavora ad altissimi livelli, direi che è vero che, in alcuni casi, si scoraggiano le donne a fare questo mestiere, forse fin dall&#8217;Università.<br />
La mia esperienza è che questo non derivi tanto dalle aziende o dai manager, quanto piuttosto dai clienti che valutano, aprioristicamente, una donna meno di un uomo (atteggiamento forse talvolta evidenziato anche dalla difficoltà nell&#8217;uso del titolo: chiamate &#8216;signora&#8217; e &#8216;signorina&#8217;, raramente &#8216;dottoressa&#8217;, quasi mai &#8216;ingegnere&#8217;) o dai colleghi, che, talvolta, non sopportano, ancora oggi, di vedere una donna che li gestisca.</p>
<p>Resto, comunque, stupito come te per questo valore medio nei primi 3 anni: per quella che è la mia esperienza, mi aspetterei di vedere più vicini, se non identici, questi valori, in un periodo iniziale: gli effetti di cui parlavo sopra riguardano soprattutto l&#8217;evoluzione della carriera (e sempre parlando in termini medi: in valore assoluto le donne riescono a raggiungere le stesse posizioni e le stesse retribuzioni, per quanto mi capita di vedere).</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Purtroppo c&#8217;è una forbice a prescindere dal sesso. Nell&#8217;IT viene remunerata di più la figura commerciale e l&#8217;account manager che supera ogni anno il forecast attribuito. Penso, addirittura, che gli stipendi tecnici subiranno un ulteriore diminuzione a causa del cloud e della concorrenza asiatica.
</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>E&#8217; una schifezza.</p></blockquote>
<p>Io lo rimarco anche qui. Per quello che ho potuto constatare in prima persona il livello d&#8217;ingresso mi è sempre sembrato lo stesso. E&#8217; chiaro però che l&#8217;ISTAT per definizione guarda l&#8217;intero Paese e quindi è probabile che in altri scenari la situazione sia diverso. Il concetto di fondo discriminante tra laureato donna e laureato uomo rimane veramente assurdo.</p>
<p><strong><em>Domanda 5</em></strong><br />
<em>Un consiglio spassionato per i giovani su come affrontare il primo giro di colloqui di lavoro.</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non presentarsi impreparati. Documentarsi dettagliatamente sull&#8217;azienda con cui si affronterà il colloquio.<br />
Studiarsi il caso di <a href="http://ubuntista.wordpress.com/2008/05/23/come-sono-stato-assunto-da-amazon/" target="_blank">Simone Brunozzi con Amazon</a> e farne tesoro. Siamo nell&#8217;era di Google!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Andate rilassati e ripetetevi che &#8220;ce la potete fare&#8221; <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Non esagerate mai, non mentite sulle vostre capacità, mostrate cosa sapete davvero fare e dite cosa vi interessa veramente fare.<br />
L&#8217;azienda vi sta facendo un colloquio per valutare le vostre capacità, ma anche voi state facendo un colloquio all&#8217;azienda per vedere se vi interessa lavorare lì: vi deve piacere, se dovete passarci qualche anno di vita.<br />
Chi vi colloquia sa che non avete esperienza, quindi si concentrerà su argomenti base, in una situazione normale, valutando più quello che potete rendere in prospettiva, piuttosto che quello che sapete in quel momento.<br />
Se pensate che vi stiano chiedendo cose per cui serve un&#8217;esperienza che non avete, le possibilità sono due:<br />
1. stanno sbagliando a farvi il colloquio (possibile, ma più raro: se capita in due colloqui di fila, considerate seriamente il punto 2)<br />
2. forse quello che vi stanno chiedendo non richiede l&#8217;esperienza che voi immaginate, ma o è veramente basico o stanno cercando di capire come ragionate.</p>
<p>E ricordatevi che durante un colloquio si possono imparare parecchie cose, sia per il prossimo colloquio, che per il resto della vostra carriera.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Passione, sincerità, entusiasmo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Informale ma ordinato: lo sanno tutti che i tecnici girano senza cravatta. Cercare di essere tranquilli, non dire balle mai, ascoltare molto e cercare di capire bene di cosa ha bisogno l&#8217;azienda che abbiamo davanti: non tutti sono adatti per tutti i lavori.</p>
<p>Aggiungo l&#8217;inglese: è *fondamentale*. Una perfetta comprensione dei testi tecnici scritti e una buona capacità espressiva orale sono presupposti indispensabili per fare bene il nostro lavoro.</p></blockquote>
<p>A mio avviso queste risposte hanno dipinto un panorama variegato ed interessante, ai neolaureati l&#8217;onere di ascoltare queste voci e trarne alcuni spunti di riflessione prima di scrivere ed inviare il proprio CV.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<p>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/zanganassa/2398137428/" target="_blank">zanganassa</a></p>
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		<title>Oggi diamo i numeri</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 14:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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Oggi proviamo a dare i numeri.
Riportiamo qualche indicatore numerico aziendale su tre temi specifici: istruzione, età media e tempo medio di permanenza dei nostri consulenti.
Ad oggi possiamo contare sul fatto che:
- il 68% dei consulenti sono laureati di cui il 61% in Ingegneria.
- l&#8217;età media dei nostri lavoratori è di 32 anni ed il 38% è al di sotto dei 30 anni.
- la permanenza media degli attuali consulenti è di 3,5 anni
Photo by Alex Dodd
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<p>Oggi proviamo a dare i numeri.</p>
<p>Riportiamo qualche indicatore numerico aziendale su tre temi specifici: istruzione, età media e tempo medio di permanenza dei nostri consulenti.</p>
<p>Ad oggi possiamo contare sul fatto che:</p>
<p>- il <strong>68%</strong> dei consulenti sono <strong>laureati </strong>di cui il<strong> 61%</strong> in <strong>Ingegneria</strong>.</p>
<p>- l&#8217;<strong>età media</strong> dei nostri lavoratori è di<strong> 32 anni </strong>ed il <strong>38%</strong> è al di sotto dei <strong>30 anni</strong>.</p>
<p>- la <strong>permanenza media</strong> degli attuali consulenti è di <strong>3,5 anni</strong></p>
<p>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/alexdoddphotography/3175486026/" target="_blank">Alex Dodd</a></p>
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