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	<title>Lavora con ABS &#187; Azienda</title>
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	<description>il lavoro con noi, la nostra azienda, il nostro essere consulenti</description>
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		<title>11 anni di consulenza IT</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 06:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel gennaio 2011 (11/01/11) ABS ha compiuto il suo 11° anno di vita mentre il mese prossimo sarò io stesso a spegnere l&#8217;undicesima candelina di consulenza IT.
E beh ? direte voi. Beh, tutto questo mi serve solo come scusa per scrivere qualcosa sulla consulenza e sulla mia visione dell&#8217;ambiente di lavoro ideale. Ed ora ve la sorbite tutta tutta.
Il reclutamento
Ho conosciuto ABS ancor prima che partisse formalmente, partecipando nel lontanissimo 1999 agli incontri che il Politecnico di Milano organizzava tra studenti ed azienda. Cosa che tra parentesi il Politecnico fa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-404" title="2489077457_ec87dd5d14_o" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/04/2489077457_ec87dd5d14_o-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Nel gennaio 2011 (11/01/11) ABS ha compiuto il <a href="http://www.absontheweb.com/?p=103" target="_blank">suo 11° anno di vita</a> mentre il mese prossimo sarò io stesso a spegnere l&#8217;undicesima candelina di consulenza IT.</p>
<p>E beh ? direte voi. Beh, tutto questo mi serve solo come scusa per scrivere qualcosa sulla consulenza e sulla mia visione dell&#8217;ambiente di lavoro ideale. Ed ora ve la sorbite tutta tutta.</p>
<p><strong><em>Il reclutamento</em></strong></p>
<p>Ho conosciuto ABS ancor prima che partisse formalmente, partecipando nel lontanissimo 1999 agli incontri che il Politecnico di Milano organizzava tra studenti ed azienda. Cosa che tra parentesi il Politecnico fa ancora benissimo con il suo <a href="http://www.careerservice.polimi.it/go/Home/Polilink/Career-Service" target="_blank">Career Service</a> e che da allora ha arricchito la propria offerta con una serie di nuovi servizi di orientamento agli studenti.<br />
All&#8217;epoca ci parlarono di Extended ERP, di ottimizzazione della Supply Chain e di ebusiness, di consulenza, di progetti e di grandi sfide.<br />
Mi ricordo che durante la presentazione pensai : ma quindi tutte queste sigle ed argomenti non sono solo capitoletti dei miei libri universitari ma cose concrete. Bello.</p>
<p><strong><em>La consulenza</em></strong></p>
<p>Già da allora il mondo della consulenza, oggetto affascinante e misterioso per un laureando in ingegneria, mi appariva come un approdo naturale per il mio percorso di studi ma soprattutto per il mio modo di concepire il lavoro. Mi è sempre stato, infatti, difficile immaginarmi in un contesto lavorativo statico in cui &#8220;timbrare&#8221; il cartellino e far cadere la penna alle 18.00 precise.</p>
<p>All&#8217;inizio della mia carriera mi dipingevo la consulenza come uno strumento per trovare sempre nuovi stimoli e nuovi problemi da risolvere.Uno strumento per cambiare spesso scenario e conoscere tante realtà aziendali differenti. Uno strumento per crescere ed imparare velocemente.</p>
<p>E&#8217; stato effettivamente così in questi 11 anni ? In linea di massima penso di si.</p>
<p>Non sono sempre state rose e fiori, spesso ho dovuto spalare più che coltivare profumati fiorellini, ma non in definitva non ho mai rimpianto la scelta fatta.<br />
Ho conosciuto parecchie persone molto in gamba da cui ho imparato tantissimo e molto probabilmente qualsiasi altra scelta inziale non me lo avrebbe concesso.<br />
Una delle cose che provo sempre a trasmettere alle nostre giovani reclute è proprio quello di cercare di assorbire il massimo da chi ci sta intorno. Senza essere fastidiosi o supponenti ma educati e disposti ad ascoltare e mettere in pratica subito quello che si impara.<br />
Lavorare in tanti progetti diversi mi ha consentito di incappare in tanti temi differenti ed in altrettante modalità di affrontarli.</p>
<p><strong><em>L&#8217;importanza di chiamarsi ABS</em></strong></p>
<p>Nella consulenza l&#8217;ambito progettuale spesso annulla, o sminuisce, l&#8217;ambiente prettamente aziendale. Lasciando in secondo piano la costruzione di un contesto aziendale coeso e gradevole.<br />
Per fortuna le persone di ABS hanno sempre spinto per far crescere il senso di appartenenza verso l&#8217;azienda ed hanno investito tanto del proprio tempo (spesso quello libero) per migliorare l&#8217;ambiente lavorativo.<br />
Proprio in questi giorni leggevo su un blog le considerazioni di un lavoratore che si domandava cosa fosse veramente il senso di appartenenza ad una azienda.<br />
Ebbene io non ho una risposta facile facile ma nel mio personalissimo caso vuol dire sposare i principi che il management e l&#8217;operato giornaliero dei lavoratori costruiscono insieme.<br />
Vuol dire poter aver fiducia nei colleghi e nei diretti superiori, sicuri che le regole di business aziendali non vengano applicate in contrasto con la professionalità e la libertà del singolo lavoratore.<br />
All&#8217;inizio della mia carriera ho dovuto scegliere tra una classicissima offerta dell&#8217;allora Andersen Consulting e quella più innovativa e &#8220;casereccia&#8221; di una ABS all&#8217;inzio della propria storia.<br />
Ho sposato la seconda scelta scommettendo sulla possibilità di crescere velocemente e di non essere trattato come uno sterile numero o un&#8217;asfittica voce di ricavo in qualche pagina di bilancio.<br />
In questi anni ho assistito al consolidamento della gestione delle risorse in chiave &#8220;umana&#8221; e del coinvolgimento attivo in tutte le fasi decisionali della vita aziendale.</p>
<p><strong><em>Il futuro</em></strong></p>
<p>Tante cose sono state fatte, tante altre sono da farsi. L&#8217;importante è riuscire ad investire il proprio impegno per ottenere un ambiente lavorativo sempre più orientato alla massima trasparenza ed alla massima professionalità.<br />
E&#8217; importante soprattutto per costruire le basi per far crescere anche nelle nuove leve il senso di appartenenza all&#8217;interno dell&#8217;azienda.<br />
Tutto qua, direte voi ? Eh si, ma vi assicuro che aver raggiunto alcune degli aspetti che ho cercato di descrivervi è un obiettivo che tantissime azienda non hanno raggiunto o peggio hanno perso nell&#8217;arco di qualche anno.</p>
<p>11 anni fa feci una scommessa, oggi rilancio.</p>
<p>Massimiliano</p>
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		<title>Conversazioni semi serie tra un funzionale ed un tecnico</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 12:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenti]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
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		<description><![CDATA[
Intervallo semiserio con qualche discussione avvenuta realmente tra il tipico consulente funzionale ed il tipico tecnico informatico. Nessuno in particolare si senta tirato in causa ed in ogni caso facciamoci insieme una risata !  
[riunione mattutina alla scrivania del funzionale]
F: &#8230; quindi il cliente si aspetta che l&#8217;applicazione abbia quest&#8217;aspetto &#8230; ma &#8230; scusa mi stai seguendo
T: eh, no scusa ma non riesco &#8230; senti posso sbrogliare il cavo del tuo mouse, è tutto arrotolato &#8230;
[tipica discussione del lunedì mattina dopo un rilascio fatto il venerdì sera di fretta]
F: ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-354" title="2196866243_8545fd3ee6_b" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/10/2196866243_8545fd3ee6_b-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<p>Intervallo semiserio con qualche discussione avvenuta realmente tra il tipico consulente funzionale ed il tipico tecnico informatico. Nessuno in particolare si senta tirato in causa ed in ogni caso facciamoci insieme una risata ! <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[riunione mattutina alla scrivania del funzionale]<br />
F: &#8230; quindi il cliente si aspetta che l&#8217;applicazione abbia quest&#8217;aspetto &#8230; ma &#8230; scusa mi stai seguendo<br />
T: eh, no scusa ma non riesco &#8230; senti posso sbrogliare il cavo del tuo mouse, è tutto arrotolato &#8230;</p>
<p>[tipica discussione del lunedì mattina dopo un rilascio fatto il venerdì sera di fretta]<br />
F: ecco, i test in collaudo mi danno strani risultati, sembra che le modifiche non ci siano proprio<br />
T: ma figurati, ho deploiato io stesso ieri. Ora controllo, ecco, ambiente IT83434EX21, cartella custom, deploy completato. Dovresti vedere tutto.<br />
F: &#8230; scusa &#8230; hai detto ambiente IT83 qualcosa ? ma quello è di PRODUZIONE , l&#8217;ambiente di PRODUZIONE , &#8230;.<br />
T: &#8230;. &#8230;. &#8230; ah si &#8230; hai ragione.</p>
<p>[test interni di sviluppo su una funzione per caricare un file excel con molte righe]<br />
F: niente da fare, non ha superato il test.<br />
T: eh si, è tutto bloccato. Quante righe hai caricato ?<br />
F: 21 mi pare.<br />
T: ma come ? Ma non si fa! è un test funzionale, non di carico! 21 , ma come 21 !<br />
F: &#8230; guarda che il cliente caricherà 2100 righe &#8230;non 21.<br />
T: ah ecco. Ottimizziamo il codice.<br />
F: ecco si. Ottimizziamo</p>
<p>[discussione interna ad un gruppo di consulenti]<br />
T: &#8230; è un po&#8217; da tutto da rivedere, bisognerebbe analizzare il workflow &#8230;<br />
F: e no fermo. Io sono una business, B U S I N E S S analyst, mica un tecnico, non parlarmi di workflow<br />
F2: guarda che per workflow intendeva l&#8217;analisi del flusso / processo.<br />
F: ah beh, ma io rimango una business analyst<br />
F2: no tu dovresti andare da un buon analista a farti curare<br />
F: ma come ti permetti &#8230;<br />
RISSA tra funzionali mentre il tecnico torna al pc a lavorare</p>
<p>[funzionale che gestisce il cliente e tecnico che gestisce lo sviluppo]<br />
F: guarda che ci sono dei casini con le versioni del sw, sembra che abbiamo gli stessi problemi del mese scorso<br />
T: certo. E&#8217; colpa tua.<br />
F: come, scusa ?<br />
T: TU hai insistito per avere un sistema di versioning ed ora ti becchi i casini<br />
F: SENZA PAROLE</p>
<p>[colleghi]<br />
F: scusa, puoi smettere di pulirti le orecchie con questa foga (mignolo nell&#8217;orecchio e movimento vorticoso). L&#8217;allarme delle vibrazioni sul portatile continua ad attivarsi.<br />
T: come, non ti sento ?<br />
F: niente, non fa niente</p>
<p>[in riunione con cliente, gruppo funzionale di analisi processo, due consulenti e due persone del cliente]<br />
F1: scusate, possiamo rivedere questo processo un secondo, non ci è chiaro.<br />
[seguono 10 minuti di spiegazione da parte del cliente]<br />
F1: mmm, capisco, ci dobbiamo ragionare un secondo<br />
F2: no, scusa , ma io qui non ci capisco nulla. L&#8217;ho detto al mio capo che non sono un funzionale, ma un programmatore &#8230; [ed esce dalla stanza]<br />
F1: ecco, si, scusate ma è un po&#8217; sotto stress di questi tempi. Dove eravamo rimasti ?</p>
<p>[fine prima parte]</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/97041449@N00/2196866243/" target="_blank">loungerie</a></pre>
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		<title>I numeri, la crisi e &#8230; noi</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/i-numeri-la-crisi-e-noi/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 16:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[fatturato]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mettiamoci comodi.
Come alla fine di una tranquilla giornata di lavoro ci versiamo un buon bicchiere di vino e facciamo due chiacchiere davanti alla scrivania.
In questi giorni ASSINFORM ha anticipato i dati del proprio rapporto sull&#8217;andamento del settore ICT in Italia. Ci sono segnali incoraggianti di ripresa anche se i numeri sono piuttosto asfittici e denotano un mercato che è ancora debole e febbricitante. I numeri che più ci interessano fanno riferimento al mercato dei servizi ICT nell&#8217;area informatica, dove sono contenute le rilevazioni del nostro settore, la consulenza.
Ebbene in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-343" title="3592386797_30b5fe0b6b_o" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/09/3592386797_30b5fe0b6b_o-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /> Mettiamoci comodi.</p>
<p>Come alla fine di una tranquilla giornata di lavoro ci versiamo un buon bicchiere di vino e facciamo due chiacchiere davanti alla scrivania.</p>
<p>In questi giorni ASSINFORM ha anticipato i dati del proprio rapporto <a href="http://www.assinform.it/aree_sx/informazioni/comunicati/comunicato_dati_ict_primo_semestre2010.htm" target="_blank">sull&#8217;andamento del settore ICT in Italia</a>. Ci sono segnali incoraggianti di ripresa anche se i numeri sono piuttosto asfittici e denotano un mercato che è ancora debole e febbricitante. I numeri che più ci interessano fanno riferimento al mercato dei servizi ICT nell&#8217;area informatica, dove sono contenute le rilevazioni del nostro settore, la consulenza.</p>
<p>Ebbene in questi primi 6 mesi del 2010 ASSINFORM rileva una contrazione del mercato dei servizi in Italia del 3,7% rispetto ai primi 6 mesi del 2009 (mentre nel 2009 il calo era stato nel primo semestre pari a -7,3% per poi assestarsi ad un -6,5% sull&#8217;anno). Contrazione, continua ASSINFORM, dovuta principalmente all&#8217;inarrestabile calo delle tariffe professionali che non possono essere l&#8217;unica valvola di sfogo per la riduzione dei costi dei progetti IT, dato che alla lunga tutto ciò <em>&#8220;rischia                        di incidere pesantemente sulla qualità dei servizi dei clienti                        e preclude lo sviluppo di nuova occupazione&#8221; . </em></p>
<p>E noi in tutto questo cinema ? Devo dire con tutta onestà che la nostra azienda, grazie alle solide fondamenta ed ad una attenta gestione, è passata indenne dalle prime turbolenze della crisi. Nell&#8217;aprile dell&#8217;anno scorso proprio d<a href="http://lavora.conabs.it/crisi-visione-abs/" target="_blank">alle pagine di questo blog il nostro amministratore scriveva</a>:</p>
<blockquote><p>Per quanto riguarda il nostro settore stiamo assistendo ad una serie di  tensioni al limite dell’assurdo: progetti ritenuti strategici fino a 2  settimane fa sono stati cancellati, budget già approvati sono stati  completamente azzerati, alcuni grandi clienti stanno approffittando del  momento per avere sconti del 30% o 40% dai vari fornitori IT.</p></blockquote>
<p>Situazioni che sussistono in parte ancor oggi ma per nostra fortuna alcuni clienti hanno invertito la rotta e sono tornati ad investire (ed a credere) nei loro progetti. In questo modo il nostro 2009 si è chiuso con un calo di circa il 10% del fatturato (con il primo semestre 09 vs 08 a -4%) ma con gli indicatori di redditività abbastanza invariati.</p>
<p>Il primo semestre del 2010, in totale controtendenza rispetto ai dati ASSINFORM, segna un fantasmagorico +38%  rispetto allo stesso periodo del 2009 portando le nostre previsioni sull&#8217;anno a valori mai raggiunti in casa ABS.</p>
<p>La crisi non è finita, le tensioni sui costi e sugli investimenti sono ancora altissime. Alcuni dei nostri clienti e/o partner sono in grosse difficoltà è vero, ma le competenze, la grinta e la professionalità del popolo ABS ci permette di guardare al futuro con il nostro solito tenace ottimismo.</p>
<p>Per oggi  è tutto. Ora possiamo spegnere il pc, chiudere il cellulare di lavoro ed andare a prendere un aperitivo come si deve !</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/stephangeyer/3592386797/" target="_blank">stephangeyer</a></pre>
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		<title>Concorso interno per il sito absontheweb</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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		<description><![CDATA[ Lo avevamo anticipato al momento della messa online della nuova veste grafica del nostro sito istituzionale e dopo poco più di un mese abbiamo decretato il vincitore del primo concorso interno per la proposizione delle immagini da pubblicare.
Quella che avete visto in home e riportato qui a lato è infatti la foto scattata dal collega Alessio e vincitrice della sezione partnership del sito .
ABS veleggia in alto sempre alla ricerca di quelle partnership di qualità a garanzia delle nostre competenze e del nostro modo di fare azienda
Il concorso ha ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/07/gabbiano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-323" title="gabbiano" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/07/gabbiano-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> Lo avevamo anticipato al momento della messa online della <a href="http://lavora.conabs.it/nuova-vita-sito-aziendale/" target="_blank">nuova veste grafica</a> del nostro sito istituzionale e dopo poco più di un mese abbiamo decretato il vincitore del primo concorso interno per la proposizione delle immagini da pubblicare.</p>
<p>Quella che avete visto in home e riportato qui a lato è infatti la foto scattata dal collega <a href="http://www.flickr.com/photos/vincedx/" target="_blank">Alessio </a>e vincitrice della sezione <a href="http://www.absontheweb.com/?p=63" target="_blank">partnership del sito</a> .</p>
<blockquote><p>ABS veleggia in alto sempre alla ricerca di quelle partnership di qualità a garanzia delle nostre competenze e del nostro modo di fare azienda</p></blockquote>
<p>Il concorso ha visto un discreto numero di partecipanti anche se speriamo di poter coinvolgere in modo ancor più intenso  i nostri collaboratori nelle prossime versioni dei concorsi interni. L&#8217;idea di far evolvere il nostro sito, ma perchè no, anche l&#8217;intera linea grafica di presentazione dell&#8217;azienda ci sta molto a cuore e sarà sicuramente oggetto di nuove iniziative.</p>
<p>Nel frattempo i nostri complimenti ad Alessio per la bella foto ed un grazie a tutti quelli che hanno partecipato.</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/vincedx/" target="_blank">Alessio C. Bonsignore</a>
</pre>
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		<title>Nuova vita per il sito aziendale</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[sito aziendale]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da qualche giorno abbiamo messo online la nuova veste grafica del nostro sito istituzionale (absontheweb).
Il sito ha l&#8217;obiettivo dichiarato di fornire le prime informazioni di base ai naviganti: chi siamo, cosa facciamo e qualche numero di riferimento. Per far questo nel migliore dei modi abbiamo deciso di utilizzare un livello di presentazione minimalista e lasciare che siano le immagini ad attirare l&#8217;attenzione e rappresentare le nostre idee.
Dal punto di vista tecnico abbiamo deciso di unificare la piattaforma ed utilizzare WordPress oltre che per  questo blog anche per il sito ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/06/absontheweb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-256" title="absontheweb" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/06/absontheweb-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /></a> Da qualche giorno abbiamo messo online la nuova veste grafica del nostro sito istituzionale (<a href="http://www.absontheweb.com" target="_blank">absontheweb</a>).</p>
<p>Il sito ha l&#8217;obiettivo dichiarato di fornire le prime informazioni di base ai naviganti: chi siamo, cosa facciamo e qualche numero di riferimento. Per far questo nel migliore dei modi abbiamo deciso di utilizzare un livello di presentazione minimalista e lasciare che siano le immagini ad attirare l&#8217;attenzione e rappresentare le nostre idee.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico abbiamo deciso di unificare la piattaforma ed utilizzare WordPress oltre che per  questo blog anche per il sito aziendale. La scelta è caduta poi su una tema gratuito pensato per dare risalto alle immagini che accompagnano i post. Chiaramente abbiamo disattivato la possibilità di commentare i vari articoli, nell&#8217;idea di mantenere il sito come vetrina statica mentre il luogo di discussione di casa ABS è e rimane questo blog.</p>
<p>La scelta delle immagini è poi avvenuta andando a spulciare il mondo delle Creative Commons pubblicate su flickr e poi lanciando un concorso interno.</p>
<p>Il concorso infatti permetterà ai consulenti di ABS di proporre proprie foto da pubblicare nelle varie aree e contribuire così in prima persona alla realizzazione della nostra vetrina su internet, insomma un piccolo alito di crowdsourcing anche in ABS.</p>
<p>Naturalmente qualsiasi commento e / o suggerimento al nuovo vestito del nostro sito è il benvenuto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>i nostri primi 10 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[progetto IT]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; passato un mese esatto dal giorno del compimento del  nostro decimo anno di vita.
Finiti i momenti festaioli e di auto celebrazione proviamo a raccontarvi con calma cosa rappresentano per noi questi 10 anni.
Lo facciamo in questo post in modo un po&#8217; alternativo, raccontando qualcuno di quei aneddoti o frasi storiche che abbiamo vissuto e che spesso ci raccontiamo alle riunioni:
&#8220;mah &#8230; con questa impostazioni falliranno tra 1 annetto, te lo dico io &#8220;. Detto dal sottoscritto riferendomi al business plan di un cliente in startup nel 2000.
Ora sono gli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/10_anni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-223" title="10_anni" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/10_anni-300x199.jpg" alt="10 anni di ABS" width="282" height="187" /></a>E&#8217; passato un mese esatto dal giorno del compimento del  nostro decimo anno di vita.</p>
<p>Finiti i momenti festaioli e di auto celebrazione proviamo a raccontarvi con calma cosa rappresentano per noi questi 10 anni.</p>
<p>Lo facciamo in questo post in modo un po&#8217; alternativo, raccontando qualcuno di quei aneddoti o frasi storiche che abbiamo vissuto e che spesso ci raccontiamo alle riunioni:</p>
<p>&#8220;mah &#8230; con questa impostazioni falliranno tra 1 annetto, te lo dico io &#8220;. Detto dal sottoscritto riferendomi al business plan di un cliente in startup nel 2000.<br />
Ora sono gli unici rimasti sul mercato e vanno a gonfie vele &#8230; PROFETICO.</p>
<p>Cliente al telefono : &#8220;no tutto bene &#8230; ma forse la sua persona avrebbe dovuto portarsi il PC con cui lavorare&#8221; &#8230; &#8220;eh già, ha ragione &#8230;&#8221; &#8230; IMBARAZZANTE</p>
<p>Contesto: gruppo di lavoro in trasferta da Milano a Roma.</p>
<p>Situazione:  Linate ore 6.35 del mattino, passaggio al metal detector. Passa il primo consulente, passa il secondo .. .al terzo suonano tutti gli allarmi e le guardie si svegliano all&#8217;improvviso.<br />
&#8220;ma scusi ma cosa ci fa con questo coltello&#8221;, il consulente, &#8221; ma vah è un rasoio da barba tradizionale&#8221; &#8230; &#8220;va bene ora lo lascia qui da bravo &#8230;&#8221; &#8230;. SENZA PREZZO</p>
<p>Contesto:  progetto complicato di sviluppo sotto Oracle.<br />
Atmosfera: tutti agitati per vari problemi di performance sugli ambienti di produzione<br />
Il consulente neolaureato si rivolge al senior riguardo ad un programma in fase di sviluppo : &#8220;senti, dai una occhiata a questa procedura, non capisco questi cursori che cosa stanno combinando&#8221; &#8230;<br />
&#8220;mmmm &#8230;. ma scusa &#8230; ma &#8230; questa è la stringa di connessione al database di produzione&#8221; junior : &#8220;ah ecco &#8230; &#8220;  &#8230; DEVASTANTE</p>
<p>Avanzamento progetto con il cliente, inizio ad esporre i punti risolti, ad un certo punto il più tecnico di tutti si alza, si avvicina al mio pc ed inizia a srotolarmi il cavo del mouse, che come al solito era tutto mezzo ingarbugliato.<br />
&#8220;scusa ma è stato più forte di me &#8230;&#8221; &#8230; VIVA LA TECNOLOGIA</p>
<p>Aula di formazione per utenti finali sul nuovo sistema appena rilasciato.<br />
La mattina fila via liscia, poi ad un certo punto vedo il ragazzo che mi aiutava correre verso una postazione con l&#8217;utente che armeggiava intorno al pc.<br />
Alla prima pausa lo chiamo e gli chiedo cosa era successo : &#8220;no niente, aveva aperto un sito per adulti e gli erano comparsi una ventina di popup &#8230; era in panico&#8221; &#8230; SENZA PAROLE</p>
<p>Piccoli racconti di qualche momento simpatico all&#8217;interno di questi 10 anni di IT italiano.</p>
<p>Tornando un po&#8217; più seri, i nostri primi 10 anni di vita ci hanno visto protagonisti su tanti versanti.</p>
<p>Nella selezione : ad oggi abbiamo più di 1200 cv aggiornati nel nostro database che corrispondono ad almeno altrettanti colloqui ma sicuramente a più del doppio in termini di contatti e di gestione.</p>
<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/entrate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-224" title="entrate" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/entrate-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>Nella gestione delle risorse, qualche numero significativo:<br />
- età media attuale: 28 anni<br />
- durata in anni di permanenza in azienda: 3,4 (sono 3 le persone che sono in azienda fin dal primo anno di vita)<br />
- percentuali di laureati : 65% di cui 85% in Ingegneria.</p>
<p>Nell&#8217;immagine a fianco il numero dei nuovi inserimenti in azienda e che ancora sono con noi.</p>
<p>In ambito tecnologico: siamo stati tra i primi a credere nell&#8217;e-procurement e nel affiancarci ad Oracle e formare esperti sull&#8217;ebusiness Suite .<br />
Oggi abbiamo creato 5 centri di competenze interni su altrettanti argomenti con lo scopo ddi accrescere il livello di conoscenza dei nostri collaboratori.</p>
<p>In ambito finanziario: possiamo tranquillamente affermare che siamo usciti quasi indenni dall&#8217;anno orribile 2009 e che, più ottimisti che mai, siamo pronti ad un 2010 all&#8217;insegna della crescita.</p>
<p>Spero di aver fornito qualche scorcio, magari inedito, sulla vita di ABS.</p>
<p>Proprio a febbraio del 2009 lanciavamo questo blog anche con questo obiettivo, raccontarci un po&#8217; in modo meno formale e farci conoscere un po&#8217; meglio dagli aspiranti candidati o partner di business.</p>
<p>Spero di esserci riuscito.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p>Massimiliano Grassi﻿</p>
<p>photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/99909414@N00/541356570/" target="_blank">cesarastudillo</a></p>
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		<title>Grande azienda vs piccola, una decisione difficile</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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Iniziare la propria carriera in una grossa azienda oppure cercare una opportunità nel mondo delle piccole imprese ?
E&#8217; una delle mille domande che si pongono i giovani, neolaureati o no, che si affiacciano sul mondo del lavoro. Premetto subito che non c&#8217;è una risposta univoca.
Molto dipende dalla propensione del singolo e dai vari ambienti lavorativi che si possono incontrare, però è possibile definire qualche punto fermo.
Ulteriore premessa: qui parliamo di aziende dell&#8217;ICT italiano. Generalizzare è pericoloso e generalizzare comprendendo altri mercati del lavoro rispetto a quello italiano è ancor peggio. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_187" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-187" title="grandevspiccola" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/10/grandevspiccola-300x239.jpg" alt="Grande azienda vs piccola azienda" width="300" height="239" /></dt>
</dl>
</div>
<p>Iniziare la propria carriera in una grossa azienda oppure cercare una opportunità nel mondo delle piccole imprese ?</p>
<p>E&#8217; una delle mille domande che si pongono i giovani, neolaureati o no, che si affiacciano sul mondo del lavoro. Premetto subito che non c&#8217;è una risposta univoca.<br />
Molto dipende dalla propensione del singolo e dai vari ambienti lavorativi che si possono incontrare, però è possibile definire qualche punto fermo.</p>
<p>Ulteriore premessa: qui parliamo di aziende dell&#8217;ICT italiano. Generalizzare è pericoloso e generalizzare comprendendo altri mercati del lavoro rispetto a quello italiano è ancor peggio. Perciò parliamo di aziende dell&#8217;IT italiano.</p>
<p><em><strong>Burocrazia</strong></em><br />
Essere grandi significa anche doversi dotare di una struttura gerarchica ben definita e spesso condita da innumerevoli livelli di burocrazia.<br />
Che si tratti di configurare i propri account oppure di chiedere un permesso particolare, il mondo della grande azienda impone norme ferree e spesso alienanti.<br />
D&#8217;altro canto il piccolo di solito si deve organizzare in maniera più flessibile per essere più efficace sul mercato e quindi si ritrova a dover disegnare procedure snelle e senza troppi fronzoli.<br />
Sono due visioni e due modi di agire differenti. Ad ognuno capire in quale contesto si sente più a proprio agio.</p>
<p><strong><em>Rapporto diretto con la dirigenza</em></strong><br />
Questo è un elemento molto importante da tenere in considerazione. Nelle piccole aziende il contatto diretto con la dirigenza o proprietà è molte volte non mediato. Di solito la linea di middle management è ridotta all&#8217;osso, e di conseguenza è possibile discutere direttamente con le &#8220;alte sfere&#8221;.<br />
Nella grande struttura la scala gerarchica è spesso a più livelli ed il contatto diretto quasi mai voluto o cercato.<br />
L&#8217;importanza di poter parlare direttamente con la proprietà permette di poter dare il là ad iniziative personali, legate ai vostri interessi professionali, come ad esempio proporre nuovi strumenti e tecnologie oppure presentare qualche idea di business da esplorare. Vi vedete farlo nella grande azienda ?</p>
<p><em><strong>Possibilità di carriera </strong></em><br />
L&#8217;ambiente della piccola azienda permette al giovane in gamba di procedere rapidamente nella propria carriera. Intendiamoci, nel piccolo la meritocrazia deve essere al primo punto dell&#8217;ordine del giorno: procede chi ha dimostrato capacità adeguate. Non deve esistere il concetto di carriera assicurata tramite passaggi scolpiti nel marmo delle &#8220;tavole aziendali&#8221;, cosa che tra parentesi sta scomparendo ormai anche nelle più fossilizzate grandi aziende.<br />
Valorizzazione perciò dei talenti e delle professionalità.<br />
Nell&#8217;ambiente delle grandi aziende molto dipende dall&#8217;influenza e dalla volontà del manager sotto cui vi trovate. Oppure come dicevamo prima tutto è cristalizzato in vecchie regole di crescita professionale tramite scatti di anzianità.</p>
<p><strong><em>Formazione</em></strong><br />
Nella grande azienda i percorsi formativi sono ben definiti e strutturati, almeno sulla carta. Nella maggior parte dei casi è proprio così e si riesce ad entrare in un virtuoso cammino formativo sotto lo sguardo attento della direzione del personale. Nel peggiore dei casi invece, tutte le promesse al riguardo fatte in fase di colloquio si manifestano con un paio di giorni di affiancamento a progetto in corso.<br />
Nella piccola la formazione è meno formalizzata ma più orientata agli obiettivi, e quindi a volte si rinuncia al corso del super guru del momento per riuscire ad organizzare un paio di giorni di confronto con la persona senior che sta affrontando oppure ha già affrontato l&#8217;argomento durante la propria carriera.</p>
<p><strong><em>Nicchia di mercato</em></strong><br />
Il posizionamento delle piccole imprese sul mercato è spesso legato all&#8217;esplorazione di nicchie di mercato, e nel caso dell&#8217;IT, di speficiche tecnologie o strumenti informatici. Da una parte questo vuol dire trovare un forte livello di conoscenza del tema, dall&#8217;altra non avere la possibilità di gestire una folta varietà di argomenti.<br />
In linea generale la grande azienda ha, invece, un respiro più ampio e mette a disposizione un tale numero di progetti e di possibili tecnologie da affrontare che la piccola difficilmente può garantire. Attenzione però che nelle grandi aziende uno dei rischi più forti è quello di entrare in gruppi di lavoro che si occupano sempre dello stesso cliente e su cui si lavora sempre sulle stesse tecnologie. Difficile poi uscirne senza problemi.</p>
<pre><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/saltatempo/171553774/" target="_blank">saltatempo</a></em></pre>
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		<title>5 domande sui giovani neolaureati e l&#8217;IT</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 16:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[laureati]]></category>
		<category><![CDATA[neo laureati]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ricevo via mail il cv di un giovane laureato. Un anno e mezzo di esperienza nel campo IT e poco più, il cv ? un disastro.
Nessuna notizia utile, una paginetta scarsa contenente più che altro dati anagrafici e di poco valore.
Mi sono cascate le braccia e sono andato a rileggermi il post di febbraio di quest&#8217;anno dove mi permettevo di dare qualche consiglio ai neo laureati .
Evidentemente il candidato in questione non aveva letto il mio post !  
Negli stessi giorni mi capitava di leggere le indicazioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-242" title="universita" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/07/universita.jpg" alt="universita" width="300" height="200" />L&#8217;altro giorno ricevo via mail il cv di un giovane laureato. Un anno e mezzo di esperienza nel campo IT e poco più, il cv ? un disastro.</p>
<p>Nessuna notizia utile, una paginetta scarsa contenente più che altro dati anagrafici e di poco valore.<br />
Mi sono cascate le braccia e sono andato a rileggermi il <a href="http://lavora.conabs.it/curriculum-laureato-5-semplici-consigli" target="_blank">post di febbraio</a> di quest&#8217;anno dove mi permettevo di dare qualche consiglio ai neo laureati .</p>
<p>Evidentemente il candidato in questione non aveva letto il mio post ! <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Negli stessi giorni mi capitava di leggere le indicazioni dell&#8217;ISTAT sul mondo del lavoro (<a href="http://www.istat.it/lavoro/unilav/" target="_blank">istat università e lavoro 2009</a> ) una sorta di guida al mondo del lavoro partendo dai dati statistici dei giovani laureati degli ultimi anni. Tra i vari elementi che mi colpivano, il dato secondo cui a tre anni dall&#8217;ingresso nel mondo del lavoro il livello salariale dei laureati in ingegneria è ancora differenziato per sesso mi lasciava basito. Ma come ? A tre anni dalla fine dell&#8217;università ? Nel mio piccolo non avevo mai percepito questa differenza ad inizio carriera.</p>
<p>Insomma, con questi argomenti per la testa, mi è venuta la voglia di conoscere come la pensavano nel nostro ambiente (l&#8217;IT italico) gli addetti ai lavori. Detto fatto, ho chiesto  ad una serie di contatti di rispondere a 5 semplici domande sui giovani e l&#8217;IT. Alcuni lo hanno già fatto con grande velocità e gentilezza, altri lo farannno ed altri ancora non lo faranno proprio (&#8220;è il bello del web, ragazzi&#8221;).</p>
<p>Terrò aggiornato il post con le varie risposte che man mano mi arriveranno. Naturalmente i commenti sono aperti per raccogliere anche i vostri suggerimenti o esperienze dirette !</p>
<p>Le domande:</p>
<p><em><strong>Domanda 1</strong></em><br />
<em>Se dovessi dare un solo consiglio al neolaureato che sta impostando il proprio CV per il primo colloquio su cosa ti focalizzeresti ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart " target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>L&#8217;idea che un candidato debba preparare un solo curriculum per tutte le aziende a cui chiedere lavoro, è molto comoda per il candidato ma è sbagliata. Se dovessi dare un solo consiglio riguardo al CV, direi: personalizzalo in base all&#8217;azienda a cui ti rivolgi.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Non usare il formato del CV cosiddetto &#8220;europeo&#8221;. E&#8217; standardizzato, noioso, troppo prolisso e non permette di emergere. Quando ho visto un cv &#8220;europeo&#8221; la mia tentazione è sempre stata di cestinare. Un po&#8217; di fantasia, caspita!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Evidenziare l&#8217;interesse e la flessibilità, non necessariamente le conoscenze tecnologiche o di processo: queste ultime variano sempre, per poter stare al passo e poter ancora essere al top, servono le prime due. Serve mostrare che si è fatto qualcosa perchè ci piaceva, perchè facendolo ce lo siamo fatti piacere, ci siamo entrati con tutte le scarpe. Serve mostrare che non abbiamo problemi a cambiare, a continuare ad imparare, che abbiamo imparato ad imparare.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Sulle capacità di relazionarsi.<br />
Capisco che un giovane non possa avere nel suo curriculum esperienze di relazioni forti come quelle Reali&#8221;, ma quelle &#8220;digitali&#8221; se ben contestualizzate, vanno indicate.<br />
Oggi Team Leader e Project leader si può fare anche in digitale.<br />
Quindi indicherei anche la propensione a socializzare per creare n buon &#8220;clima organizzativo&#8221; e uno spirito di &#8220;gruppo&#8221; che, oggi sono più importanti degli skill specifici. Dopo questa premessa (condita dall&#8217;indicazione del profilo Linkedin) enuncerei gli skill e i grades!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Un minimo di personalizzazione: spiegare perché la propria figura potrebbe essere utile proprio a quella particolare azienda e quali sono i motivi per i quali il canditato vorrebbe lavorare per l&#8217;azienda.<br />
(Che poi sia fuffa perché di questi tempi si cerca un lavoro basta che sia un lavoro, siamo tutti d&#8217;accordo, ma è positivo dimostrare intraprendenza.)</p></blockquote>
<p>Sul fatto di non usare il cv europeo, ho i miei dubbi. Mi metto dalla parte delle aziende ed avere un riferimento preciso sull&#8217;ordine di presentazione delle informazioni e sul fatto che alcune informazioni siano sempre presenti rimane un bel vantaggio. Si perderà un po&#8217; di spontaneità, questo è vero, ma si spera che il giovane si concentri sui contenuti.</p>
<p>D&#8217;accordissimo sull&#8217;evidenziare le capacità di relazionarsi e di potersi appassionare a quello che si è fatto.</p>
<p><em><strong>Domanda 2</strong></em><br />
<em>Dal punto di vista tecnico quale tecnologia / linguaggio non dovrebbe mai mancare nel cv di una persona dell&#8217;IT italiano ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non credo ci sia una sola risposta. Viva la specializzazione.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Dipende. In ogni caso, oggi, è banale dirlo, occorre conoscere internet e tutto ciò che tecnologicamente ruota attorno ad essa.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Qualsiasi risposta a questa domanda sarebbe in contrasto con la mia precedente risposta.<br />
Semmai direi che è sempre importante capire cosa interessa in un certo momento ed in un certo luogo all&#8217;IT, mediato con gli interessi di chi deve scrivere il cv.<br />
Obiettivo molto difficile da raggiungere per un neolaureato (che pensa che ciò che è interessa è ciò che gli hanno appena finito di insegnare all&#8217;Università). Difficile anche per chi si focalizza troppo su un singolo argomento/area.<br />
Forse sarebbe meglio dire che non dovrebbe mai mancare una delle nuove tecnologie di maggior interesse in quel momento, in aggiunta a quelle più diffuse negli ultimi anni e già consolidate.</p>
<p>Cercando di essere più pratici e di uscire da una risposta che, anche rapportata al mio cv, sarebbe, comunque, da &#8220;vendere&#8221; durante un colloquio, direi che, ancora oggi, quando vaglio risorse, ricerco, a seconda dei ruoli (e non in ordine di importanza):<br />
- conoscenze significative (non necessariamente top) di uno dei due maggiori linguaggi/ambienti oggi sul mercato (Java, .NET)<br />
- comprensione delle problematiche architetturali (a diversi livelli ed in senso generico &#8211; con un aiuto alla progettazione fornito dai vari Design Patterns)<br />
- potrebbe essere (ancora?) importante conoscere le architetture di base del Web (nota: non i protocolli, ma la logica sottostante)<br />
- conoscenza di database (progettazione, comprensione della struttura, sql &#8211; reali, non teorici: Oracle, SQLServer, PostgreSQL, &#8230;)<br />
- &#8230;</p>
<p>Se non mi fermi tu, mi fermo io: una risposta lineare a questa domanda io non la conosco.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Oggi è importante capire le tendenze in atto. Quindi Soa e Cloud sono i due paradigmi di riferimento. Più nel dettaglio XML e Java, Perl, Python per il cloud.<br />
Ma non disdegno affatto la conoscenza di una buona progettazione di Business Mash-up e quindi la capacità di costruire sopra le API aperte dei Social Media e Social Network.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Le tecnologie e i linguaggi vanno e vengono, al di là delle mode del momento, è più importante dimostrare interesse, voglia di imparare e di intraprendere nuove strade. Essere aperti al cambiamento e avere una visione chiara del mondo IT. Senza contare che, secondo me, dipende molto dal tipo di tecnologie in uso all&#8217;interno dell&#8217;azienza, che a volte possono essere totalmente diverse le une dalle altre.
</p></blockquote>
<p>La domanda era troppo vaga è vero. Ad essere sinceri come dice Gigi anche io mi aspettavo dalle ultime &#8220;nidiate&#8221; di laureati una conoscenza maggiore di Social Network ma soprattutto delle varie possibilità offerte dalle API agganciate. Fino ad oggi sono rimasto un po&#8217; deluso &#8230;</p>
<p><strong><em>Domanda 3</em></strong><br />
<em>In Italia è idea comune che le aziende non vogliano investire nella carriera dei propri giovani tecnici, spesso si sente dire che al tecnico in Italia saranno sempre inibite le posizioni manageriali mentre all&#8217;estero è tutto un altro cinema. Per tua esperienza è veramente così ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non saprei. A naso direi di no.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Purtroppo in Italia è indiscutibilmente così, anche se ci sono chiaramente tante eccezioni (ed io sono stato, per mia fortuna, una di quelle).<br />
Da noi, purtroppo, ci sono culture &#8216;figlie di un dio minore.&#8217; Dichiararsi &#8220;ignoranti in matematica&#8221; suscita quasi simpatia&#8230;. non è da &#8220;veri ignoranti&#8221;. Ve lo immaginate il Presidente della Repubblica che afferma: &#8220;sono completamente ignorante in Italiano&#8221;&#8230;. oppure che fa la stessa affermazione riguardo alla matematica?<br />
Purtroppo la cultura cosiddetta &#8220;umanistica&#8221; è ancora considerata LA cultura a dispetto di tutte le altre. E questo spiega perchè nel nostro paese si fatica a tradurre delle ottime idee in altrettanto ottime soluzioni.  Una provocazione: se in Parlamento avessimo l&#8217;80% di ingegneri, in due anni avremmo risolto l&#8217;80% dei problemi del nostro Paese!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Assolutamente sì (anche se non ovunque: sto facendo un discorso medio).<br />
Nonostante la mia (e di pochi altri che conosco) personale carriera mostri (parzialmente, almeno) il contrario, è verissimo che si scoraggia questa impostazione.<br />
Forse non per volontà, ma per incapacità di vedere le cose in altro modo. Forse per poca preparazione in questo senso da parte di alcuni manager.</p>
<p>In Italia, per essere tecnici e manager di alto livello, bisogna:<br />
1. crederci fortemente<br />
2. capire che le richieste sono altre e cercare di non chiudersi in un guscio solo tecnico, ma seguire tutte le strade possibili<br />
3. andare contro le impostazioni &#8216;naturali&#8217; di certe aziende</p>
<p>I punti 1 e 2 sono fondamentali per ottenere più facilmente il punto 3:<br />
- crederci è necessario per continuare ad approfondire questioni tecniche, anche quando stai più organizzando altri o gestendo progetti, che progettando o sviluppando<br />
- non rimanere solo tecnico è essenziale perchè, se mi permetti una immagine iperbolica (da intendersi come rivolta esclusivamente ad un pubblico adulto e tecnico), è necessario capire che le persone, le loro esigenze e necessità, l&#8217;organizzazione del progetto e i soldi che da questo ritornano, fanno parte della nostra architettura software e dei bug che dobbiamo risolvere.</p>
<p>Raggiunti i punti 1 e 2, come dicevo, il punto 3 diventa quasi una passeggiata, nonostante le premesse.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Si, abbastanza. Questo perché le Università di Informatica sono troppo cristallizzate sulle tecnologie (sistemi, programmazione e analisi) mentre bisognerebbe insegnare ITIL, Project management e Knowledge Management
</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>E&#8217; difficile farsi pagare la formazione, spesso è la prima voce del budget che viene sacrificata. Tanto chi fa il nostro mestiere ha la passione che lo spinge a imparare comunque, e molte volte le aziende ci marciano.</p>
</blockquote>
<p>Discorso intrigante da approfondire.</p>
<p><em><strong>Domanda 4</strong></em><br />
<em>Nell&#8217;edizione 2009 di Università e Lavoro dell&#8217;ISTAT viene riportato che nel 2007 il reddito medio netto a poco più di tre anni dal conseguimento del titolo è pari a 1300 euro, in particolare nel Gruppo ingegneria la media è di 1.466 euro. Il fatto su cui riflettere è che c&#8217;è ancora una differenza tra l&#8217;uomo ingegnere (1486 euro) e la donna ingegnere (1376 euro).</em><br />
<em>A me ha sorpreso questa distinzione di reddito a 3 anni dalla laurea, tu cosa ne pensi ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non mi sorprende. Le donne sono discriminate sul lavoro, in Italia più che altrove.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Più che sulla differenza tra colleghi uomini e donne, fattore noto, purtroppo, mi concentrerei su un dato ancor più grave. Un ingegnere a tre anni dalla Laurea, in genere, ha responsabilità tecniche importanti e non se ne rende conto. I giovani ingegneri calcolano, progettano, programmano&#8230;. sono abituati a lavorare parecchie ore al giorno perchè è l&#8217;università che li ha formati così.<br />
Ma la loro professionalità non è valorizzata e così purtroppo, i trattamenti economici non sono adeguati.<br />
Non è accettabile per la nostra società che una figura professionale che ha alle spalle anni di studi e tre anni di lavoro percepisca uno stipendio paragonabile a quello di figure non qualificate (1376 euro!). E&#8217; una spirale maledetta che svalorizza le professioni tecniche, sposta i margini verso altre figure, rendendo il lavoro di chi &#8220;fa funzionare le cose&#8221; sempre più difficile.<br />
Certo gli ingegneri non possono aspettarsi che siano altri a risolvere questa questione&#8230; devono avere più consapevolezza, orgoglio e senso di appartenenza&#8230;</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Con una moglie ingegnere informatico, che fa il mio stesso lavoro e che lavora ad altissimi livelli, direi che è vero che, in alcuni casi, si scoraggiano le donne a fare questo mestiere, forse fin dall&#8217;Università.<br />
La mia esperienza è che questo non derivi tanto dalle aziende o dai manager, quanto piuttosto dai clienti che valutano, aprioristicamente, una donna meno di un uomo (atteggiamento forse talvolta evidenziato anche dalla difficoltà nell&#8217;uso del titolo: chiamate &#8216;signora&#8217; e &#8216;signorina&#8217;, raramente &#8216;dottoressa&#8217;, quasi mai &#8216;ingegnere&#8217;) o dai colleghi, che, talvolta, non sopportano, ancora oggi, di vedere una donna che li gestisca.</p>
<p>Resto, comunque, stupito come te per questo valore medio nei primi 3 anni: per quella che è la mia esperienza, mi aspetterei di vedere più vicini, se non identici, questi valori, in un periodo iniziale: gli effetti di cui parlavo sopra riguardano soprattutto l&#8217;evoluzione della carriera (e sempre parlando in termini medi: in valore assoluto le donne riescono a raggiungere le stesse posizioni e le stesse retribuzioni, per quanto mi capita di vedere).</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Purtroppo c&#8217;è una forbice a prescindere dal sesso. Nell&#8217;IT viene remunerata di più la figura commerciale e l&#8217;account manager che supera ogni anno il forecast attribuito. Penso, addirittura, che gli stipendi tecnici subiranno un ulteriore diminuzione a causa del cloud e della concorrenza asiatica.
</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>E&#8217; una schifezza.</p></blockquote>
<p>Io lo rimarco anche qui. Per quello che ho potuto constatare in prima persona il livello d&#8217;ingresso mi è sempre sembrato lo stesso. E&#8217; chiaro però che l&#8217;ISTAT per definizione guarda l&#8217;intero Paese e quindi è probabile che in altri scenari la situazione sia diverso. Il concetto di fondo discriminante tra laureato donna e laureato uomo rimane veramente assurdo.</p>
<p><strong><em>Domanda 5</em></strong><br />
<em>Un consiglio spassionato per i giovani su come affrontare il primo giro di colloqui di lavoro.</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non presentarsi impreparati. Documentarsi dettagliatamente sull&#8217;azienda con cui si affronterà il colloquio.<br />
Studiarsi il caso di <a href="http://ubuntista.wordpress.com/2008/05/23/come-sono-stato-assunto-da-amazon/" target="_blank">Simone Brunozzi con Amazon</a> e farne tesoro. Siamo nell&#8217;era di Google!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Andate rilassati e ripetetevi che &#8220;ce la potete fare&#8221; <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Non esagerate mai, non mentite sulle vostre capacità, mostrate cosa sapete davvero fare e dite cosa vi interessa veramente fare.<br />
L&#8217;azienda vi sta facendo un colloquio per valutare le vostre capacità, ma anche voi state facendo un colloquio all&#8217;azienda per vedere se vi interessa lavorare lì: vi deve piacere, se dovete passarci qualche anno di vita.<br />
Chi vi colloquia sa che non avete esperienza, quindi si concentrerà su argomenti base, in una situazione normale, valutando più quello che potete rendere in prospettiva, piuttosto che quello che sapete in quel momento.<br />
Se pensate che vi stiano chiedendo cose per cui serve un&#8217;esperienza che non avete, le possibilità sono due:<br />
1. stanno sbagliando a farvi il colloquio (possibile, ma più raro: se capita in due colloqui di fila, considerate seriamente il punto 2)<br />
2. forse quello che vi stanno chiedendo non richiede l&#8217;esperienza che voi immaginate, ma o è veramente basico o stanno cercando di capire come ragionate.</p>
<p>E ricordatevi che durante un colloquio si possono imparare parecchie cose, sia per il prossimo colloquio, che per il resto della vostra carriera.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Passione, sincerità, entusiasmo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Informale ma ordinato: lo sanno tutti che i tecnici girano senza cravatta. Cercare di essere tranquilli, non dire balle mai, ascoltare molto e cercare di capire bene di cosa ha bisogno l&#8217;azienda che abbiamo davanti: non tutti sono adatti per tutti i lavori.</p>
<p>Aggiungo l&#8217;inglese: è *fondamentale*. Una perfetta comprensione dei testi tecnici scritti e una buona capacità espressiva orale sono presupposti indispensabili per fare bene il nostro lavoro.</p></blockquote>
<p>A mio avviso queste risposte hanno dipinto un panorama variegato ed interessante, ai neolaureati l&#8217;onere di ascoltare queste voci e trarne alcuni spunti di riflessione prima di scrivere ed inviare il proprio CV.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<p>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/zanganassa/2398137428/" target="_blank">zanganassa</a></p>
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		<title>Aggiungi un posto a tavola</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle 22.00 del 10 giugno 2009 è nato Luca, secondo figlio della nostra collega Barbara.
Il cucciolo pesa 4,675 kg ed è lungo 52 cm.
La grande famiglia ABS si è allargata ulteriormente &#8230; aggiungi un posto a tavola !
Benvenuto Luca da tutti noi.
ABS al gran completo
A proposito, nel 2009 è il terzo bimbo (2 maschietti ed una femminuccia) in casa ABS. Ne andiamo molto fieri !
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 22.00 del 10 giugno 2009 è nato <strong>Luca</strong>, secondo figlio della nostra collega Barbara.</p>
<p>Il cucciolo pesa 4,675 kg ed è lungo 52 cm.</p>
<p>La grande famiglia ABS si è allargata ulteriormente &#8230; aggiungi un posto a tavola !</p>
<p>Benvenuto Luca da tutti noi.</p>
<p><em>ABS al gran completo</em></p>
<p>A proposito, nel 2009 è il terzo bimbo (2 maschietti ed una femminuccia) in casa ABS. Ne andiamo molto fieri !</p>
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		<title>Intervista agli ex ABS: Andrea Dainese</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 11:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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L’immagine su flickr: by kevinzhengli
Grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista in qualità di ex consulente ABS. 
A proposito, ti ricordi quanto tempo hai lavorato con ABS ?
AD: E’ stato il mio primo impiego, sono entrato in ABS a ottobre 2000 e ci sono rimasto fino a gennaio 2003.
ABS: Come hai conosciuto ABS?
Poco prima della fine del periodo di Servizio Civile, dal dipartimento di Economia e Produzione del Politecnico di Milano, un amico mi ha informato di avvisi pubblicati alla ricerca di giovani neolaureati &#8230; uno di questi ...]]></description>
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<dl id="attachment_115" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-115" title="marketing_2" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/04/marketing_2-300x299.jpg" alt="Marketing" width="300" height="299" /></dt>
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<h5>L’immagine su flickr: by<a href="http://www.flickr.com/photos/31796655@N07/2974942783/" target="_blank"> kevinzhengli</a></h5>
<p><em>Grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista in qualità di ex consulente ABS. </em></p>
<p><strong><em>A proposito, ti ricordi quanto tempo hai lavorato con ABS ?</em></strong></p>
<p>AD: E’ stato il mio primo impiego, sono entrato in ABS a ottobre 2000 e ci sono rimasto fino a gennaio 2003.</p>
<p><strong><em>ABS: Come hai conosciuto ABS?</em></strong></p>
<p>Poco prima della fine del periodo di Servizio Civile, dal dipartimento di Economia e Produzione del Politecnico di Milano, un amico mi ha informato di avvisi pubblicati alla ricerca di giovani neolaureati &#8230; uno di questi era di ABS e così ho chiamato… Ricordo ancora la prima sede in via D’Arezzo…</p>
<p>Tra le offerte pervenute ho scelto ABS perché mi aveva dato l’impressione (poi confermata) di un ambiente giovane e dinamico e perché le prospettive erano di sviluppare prima conoscenze, poi competenze e attività nell’ambito ICT che conoscevo ancora poco ma che mi attirava molto.</p>
<p><strong><em>ABS: Domanda difficile: come ti sei trovato con noi ? In linea di massima, e magari nel dettaglio, cosa ti è piaciuto e cosa avresti cambiato in azienda ?</em></strong></p>
<p>L’esperienza è stata più che positiva, tanto dal punto di vista professionale quanto da quello umano.A distanza di 6 anni dalla mia uscita ci sono ex colleghi che sento ancora e con qualcuno ho anche fatto una vacanza…Professionalmente è stata un’ottima “palestra”, ho avuto occasioni di imparare molte cose direttamente sul campo, di assumermi diverse responsabilità da subito e di potermi confrontare, presso i clienti, con tutti i livelli delle gerarchie aziendali.All’interno ho trovato da subito un ambiente sereno, con una struttura decisamente “orizzontale” che lasciava spazio alle idee e alle proposte di tutti.</p>
<p>Cosa avrei cambiato? Forse mi sarebbe piaciuto agire di più in progetti gestiti direttamente da ABS, riscontrare un’identità aziendale più forte.. ma probabilmente i tempi non erano maturi ed ABS era allora troppo giovane.</p>
<p><em> <strong>ABS: Ma alla fine, cosa facevi in ABS ?</strong></em></p>
<p>Sono stato impiegato su due tipologie di progetto: E-procurement ed implementazione di ERP Oracle Applications. Nell’area E-procurement sono stato sui 2 progetti: un marketplace privato ed uno in ambito Amministrazione Pubblica.   Per quanto riguarda l’area ERP ho lavorato, in collaborazione con un Partner storico di ABS, su tre differenti progetti in tre altrettanto storiche trasferte: ho passato quasi un anno in Veneto, tra Feltre, Vicenza e Padova. Da funzionale, mi occupavo dell’installazione, del set up, della formazione agli utenti e della gestione delle procedure sui moduli relativi al ciclo passivo e ai sistemi di Incentive Compensation.</p>
<p>Esperienze di questo tipo sono particolarmente importanti: permettono di sviluppare la capacità di lavorare in team, condividendo impegni, sforzi e soddisfazioni, consentono di comprendere quanto le proprie attività siano spesso importanti anche per altre persone e di venire in contatto direttamente con tutte le diverse realtà interne a un’azienda.</p>
<p><strong><em>ABS: E dopo di noi? In cosa ti sei lanciato, cosa ti ha spinto al cambiamento ?</em></strong></p>
<p>Dopo due anni “intensi” ho deciso di intraprendere una nuova avventura, spinto dalla voglia di provare a trovare quella più forte “identità aziendale” di cui parlavo prima e dalla volontà di sganciarmi da progetti che in quel momento si stavano spingendo meno sull’area funzionale e più su quella informatica.<br />
Per quattro anni sono rimasto in un’altra società di consulenza in cui mi occupavo di progetti di Business Intelligence e di BPM. In questo caso la logica era completamente differente in quanto ero impegnato contemporaneamente su più progetti di svariati ambiti, dalla cost allocation alla sales analysis, dal budgeting al financial reporting e così via.</p>
<p>Infine, da poco più di due anni sono entrato in Holcim Italia… com’è destino per un consulente sono stato “internalizzato” da un cliente.</p>
<p>Ho iniziato come responsabile della Marketing Intelligence e da quest’anno sono Responsabile Marketing per tutte le aree di business.</p>
<p><strong><em>ABS: Ultima domanda: ormai si parla da ogni parte di web 2.0, di social network etc.. Per te cosa è il web 2.0 ?</em></strong></p>
<p>Mah.. in generale sono abbastanza scettico.</p>
<p>Sicuramente può essere visto come uno “strumento abilitante” in diversi contesti, anche in quello lavorativo. Un sistema di instant messaging può risultare sicuramente efficiente consentendo il dialogo in tempo reale e allo stesso tempo meno “invadente” di una telefonata. E’ altresì vero che permette di tenere contatti professionali o personali che altrimenti potrebbero perdersi, ma allo stesso tempo rappresenta anche un argomento cui prestare particolare attenzione: l’uso, o l’abuso che se ne fa oggi rischia di essere per la maggior parte di chi vi si interfaccia, qualcosa che porta all’azzeramento della propria privacy e alla diffusione di informazioni sul cui utilizzo non è possibile garantire un controllo.</p>
<p>Troppo prudente?</p>
<p>Andrea Dainese</p>
<p><em><strong>Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato.</strong></em></p>
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