<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lavora con ABS</title>
	<atom:link href="http://lavora.conabs.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://lavora.conabs.it</link>
	<description>il lavoro con noi, la nostra azienda, il nostro essere consulenti</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Feb 2010 15:20:43 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>i nostri primi 10 anni</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/i-nostri-primi-10-anni/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/i-nostri-primi-10-anni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneri]]></category>
		<category><![CDATA[ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[progetto IT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=225</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; passato un mese esatto dal giorno del compimento del  nostro decimo anno di vita.
Finiti i momenti festaioli e di auto celebrazione proviamo a raccontarvi con calma cosa rappresentano per noi questi 10 anni.
Lo facciamo in questo post in modo un po&#8217; alternativo, raccontando qualcuno di quei aneddoti o frasi storiche che abbiamo vissuto e che spesso ci raccontiamo alle riunioni:
&#8220;mah &#8230; con questa impostazioni falliranno tra 1 annetto, te lo dico io &#8220;. Detto dal sottoscritto riferendomi al business plan di un cliente in startup nel 2000.
Ora sono gli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/10_anni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-223" title="10_anni" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/10_anni-300x199.jpg" alt="10 anni di ABS" width="282" height="187" /></a>E&#8217; passato un mese esatto dal giorno del compimento del  nostro decimo anno di vita.</p>
<p>Finiti i momenti festaioli e di auto celebrazione proviamo a raccontarvi con calma cosa rappresentano per noi questi 10 anni.</p>
<p>Lo facciamo in questo post in modo un po&#8217; alternativo, raccontando qualcuno di quei aneddoti o frasi storiche che abbiamo vissuto e che spesso ci raccontiamo alle riunioni:</p>
<p>&#8220;mah &#8230; con questa impostazioni falliranno tra 1 annetto, te lo dico io &#8220;. Detto dal sottoscritto riferendomi al business plan di un cliente in startup nel 2000.<br />
Ora sono gli unici rimasti sul mercato e vanno a gonfie vele &#8230; PROFETICO.</p>
<p>Cliente al telefono : &#8220;no tutto bene &#8230; ma forse la sua persona avrebbe dovuto portarsi il PC con cui lavorare&#8221; &#8230; &#8220;eh già, ha ragione &#8230;&#8221; &#8230; IMBARAZZANTE</p>
<p>Contesto: gruppo di lavoro in trasferta da Milano a Roma.</p>
<p>Situazione:  Linate ore 6.35 del mattino, passaggio al metal detector. Passa il primo consulente, passa il secondo .. .al terzo suonano tutti gli allarmi e le guardie si svegliano all&#8217;improvviso.<br />
&#8220;ma scusi ma cosa ci fa con questo coltello&#8221;, il consulente, &#8221; ma vah è un rasoio da barba tradizionale&#8221; &#8230; &#8220;va bene ora lo lascia qui da bravo &#8230;&#8221; &#8230;. SENZA PREZZO</p>
<p>Contesto:  progetto complicato di sviluppo sotto Oracle.<br />
Atmosfera: tutti agitati per vari problemi di performance sugli ambienti di produzione<br />
Il consulente neolaureato si rivolge al senior riguardo ad un programma in fase di sviluppo : &#8220;senti, dai una occhiata a questa procedura, non capisco questi cursori che cosa stanno combinando&#8221; &#8230;<br />
&#8220;mmmm &#8230;. ma scusa &#8230; ma &#8230; questa è la stringa di connessione al database di produzione&#8221; junior : &#8220;ah ecco &#8230; &#8220;  &#8230; DEVASTANTE</p>
<p>Avanzamento progetto con il cliente, inizio ad esporre i punti risolti, ad un certo punto il più tecnico di tutti si alza, si avvicina al mio pc ed inizia a srotolarmi il cavo del mouse, che come al solito era tutto mezzo ingarbugliato.<br />
&#8220;scusa ma è stato più forte di me &#8230;&#8221; &#8230; VIVA LA TECNOLOGIA</p>
<p>Aula di formazione per utenti finali sul nuovo sistema appena rilasciato.<br />
La mattina fila via liscia, poi ad un certo punto vedo il ragazzo che mi aiutava correre verso una postazione con l&#8217;utente che armeggiava intorno al pc.<br />
Alla prima pausa lo chiamo e gli chiedo cosa era successo : &#8220;no niente, aveva aperto un sito per adulti e gli erano comparsi una ventina di popup &#8230; era in panico&#8221; &#8230; SENZA PAROLE</p>
<p>Piccoli racconti di qualche momento simpatico all&#8217;interno di questi 10 anni di IT italiano.</p>
<p>Tornando un po&#8217; più seri, i nostri primi 10 anni di vita ci hanno visto protagonisti su tanti versanti.</p>
<p>Nella selezione : ad oggi abbiamo più di 1200 cv aggiornati nel nostro database che corrispondono ad almeno altrettanti colloqui ma sicuramente a più del doppio in termini di contatti e di gestione.</p>
<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/entrate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-224" title="entrate" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/02/entrate-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a>Nella gestione delle risorse, qualche numero significativo:<br />
- età media attuale: 28 anni<br />
- durata in anni di permanenza in azienda: 3,4 (sono 3 le persone che sono in azienda fin dal primo anno di vita)<br />
- percentuali di laureati : 65% di cui 85% in Ingegneria.</p>
<p>Nell&#8217;immagine a fianco il numero dei nuovi inserimenti in azienda e che ancora sono con noi.</p>
<p>In ambito tecnologico: siamo stati tra i primi a credere nell&#8217;e-procurement e nel affiancarci ad Oracle e formare esperti sull&#8217;ebusiness Suite .<br />
Oggi abbiamo creato 5 centri di competenze interni su altrettanti argomenti con lo scopo ddi accrescere il livello di conoscenza dei nostri collaboratori.</p>
<p>In ambito finanziario: possiamo tranquillamente affermare che siamo usciti quasi indenni dall&#8217;anno orribile 2009 e che, più ottimisti che mai, siamo pronti ad un 2010 all&#8217;insegna della crescita.</p>
<p>Spero di aver fornito qualche scorcio, magari inedito, sulla vita di ABS.</p>
<p>Proprio a febbraio del 2009 lanciavamo questo blog anche con questo obiettivo, raccontarci un po&#8217; in modo meno formale e farci conoscere un po&#8217; meglio dagli aspiranti candidati o partner di business.</p>
<p>Spero di esserci riuscito.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p>Massimiliano Grassi﻿</p>
<p>photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/99909414@N00/541356570/" target="_blank">cesarastudillo</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/i-nostri-primi-10-anni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ormai la Business Intelligence (BI) e&#8217; dappertutto</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/ormai-la-bi-dappertutto/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/ormai-la-bi-dappertutto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 09:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[BusinessIntelligence]]></category>
		<category><![CDATA[BusinessObjects]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Microstrategy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=218</guid>
		<description><![CDATA[Tutti vogliono fare BI e tutti vogliono offrire al minor costo (dicono loro) le più avanzate tecniche di analisi del business.
A tal proposito il 26 novembre si è svolto, al Melia Milano Hotel, il  MicroStrategy Business Intelligence Symposium, l’evento MicroStrategy per la presentazione della major release 9 e delle esperienze dirette di partner e clienti.
All’evento hanno partecipato un gran numero di persone attratte sia dalle novità del prodotto che dalla presenza diretta di aziende clienti, differenti per scopo di business, ma tutte consapevoli che la gestione del dato e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-217" title="BusinessIntelligence" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/12/bi-300x200.jpg" alt="BusinessIntelligence" width="300" height="200" />Tutti vogliono fare BI e tutti vogliono offrire al minor costo (dicono loro) le più avanzate tecniche di analisi del business.</p>
<p>A tal proposito il 26 novembre si è svolto, al Melia Milano Hotel, il  <a title="microstrategy" href="http://www.microstrategy.com/Events/symposium/detail.asp?eventid=3762" target="_blank"><strong>MicroStrategy Business Intelligence Symposium</strong></a>, l’evento MicroStrategy per la presentazione della major release 9 e delle esperienze dirette di partner e clienti.</p>
<p>All’evento hanno partecipato un gran numero di persone attratte sia dalle novità del prodotto che dalla presenza diretta di aziende clienti, differenti per scopo di business, ma tutte consapevoli che la gestione del dato e la sua rappresentazione è sinonimo di competitività nel mercato dove operano.</p>
<p>Dopo la consueta registrazione ed il gradevole servizio del “Welcome Coffee”, la giornata è stata organizzata da MicroStrategy stessa in ben 4 percorsi paralleli, consapevoli della mole di informazioni da passare ai nuovi e non clienti/partner.</p>
<p>Le prime due track raggruppavano le migliorie e l’uso diretto del prodotto, di come usare al meglio la BI sia per utenti di alto profilo che non; dalle forti potenzialità della nuova metodologia “In-Memory ROLAP” per la creazione di report veloci senza sovraccaricare con richieste il database, della nuova funzione “Dynamic Sourcing” per la scelta dei cubi migliori per generare il report stesso e di come prodotti di uso quotidiano come Microsoft Word, Excel e PowerPoint entrino con le loro funzionalità nel mondo di MicroStrategy stesso.</p>
<p>Tutto questo per dare un’ottima panoramica di come il mondo BI si evolve ed offre nuovi stimoli di investimento da parte delle aziende, incentrando sempre di più il focus dell’impresa stessa sulla conoscenza del dato, la sua certificazione e la sua fondatezza, come nocciolo per fare business stesso.</p>
<p>Le track successive presentavano le esperienze dei clienti e dei partner nell&#8217;integrazione e nell&#8217;evoluzione degli strumenti e delle metodologie di Business Intelligence.</p>
<p>La parte sicuramente più interessante è stata vedere come i clienti hanno recepito il concetto di BI e di come lo hanno voluto e integrato nel loro mondo aziendale nonostante il loro più importante ostacolo :  l’utente interno.</p>
<p>La prima parola spetta infatti a un colosso di nome Pirelli più precisamente la Pirelli RE Credit Servicing Spa con<a href="http://it.linkedin.com/pub/ugo-pasquali/3/694/44a" target="_blank"> Ugo Pasquali</a>, Client Manager di Pirelli IT.</p>
<p>Riporto quanto citato “<em>Pirelli RE è una real estate fund &amp; asset management company che acquisisce, valorizza e gestisce patrimoni immobiliari di elevato profilo qualitativo, attraverso partnership con primari investitori internazionali. La struttura organizzativa basata su aree geografiche – Italia, Germania e Polonia – e business unit specializzate per tipologia di prodotto è in grado di coniugare conoscenza dei mercati geografici e know-how specialistico nei diversi segmenti. Il Gruppo Pirelli RE è presente della gestione dei crediti non performing attraverso la società leader di mercato Pirelli RE Credit Servicing Spa.</em>”</p>
<p>Presentazione efficace che valorizzava le doti di robustezza e scalabilità del prodotto stesso; delle loro esigenze di presentazioni di grossi volumi di dati  a fronte di una facilità d’uso e di supporto all’utenza nella creazione di report complessi.</p>
<p>Il loro progetto è durato all’incirca 6 mesi portando all’interno di Pirelli RE grandi benefici di business e miglioramenti utili alla strategia aziendale stessa. Sono riusciti ad uniformare il dato ad un’unica fonte per poter così distribuire puntualmente le informazioni di business in tempi strategici e vitali.</p>
<p>Un intervento interessante ma che personalmente ho trovato un po’ sottotono è stato quello di <a href="http://it.linkedin.com/pub/roberto-biasutti/7/253/40b" target="_blank">Roberto Biasutti</a> responsabile delle operazioni “Servizi agli Utenti e Pianificazione delle Missioni” dell’ ESA – European Space Agency.</p>
<p>Riporto quanto citato “<em>ESA, l′Agenzia Spaziale Europea, ha il suo quartier generale a Parigi e centri specializzati in Olanda, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, uffici di collegamento a Washington DC e Mosca, a Bruxelles per le relazioni con la Commissione Europea e una rappresentanza nella Guiana Francese. Uno dei centri, ESRIN, con sede a Frascati, si dedica all′osservazione della Terra. Da Frascati si gestisce l′infrastruttura a terra (&#8220;Ground Segment&#8221; in inglese) per i satelliti dedicati all′osservazione della Terra, coordinando il più grande archivio di dati ambientali in Europa. Dall′ESRIN si coordinano inoltre più di 20 stazioni per la ricezione di dati satellitari e si collabora con &#8220;Ground Segment&#8221; gestiti da altre Agenzie a livello mondiale.</em>”</p>
<p>La mole di dati provenienti da satelliti veniva gestito quasi manualmente, con l’aiuto di strumenti quali Word, Excel: questo portava ad una poca efficienza del dato stesso ed ad un suo scarso utilizzo in termini di business per l’ESA.</p>
<p>La loro decisione è stata quella di impostare un progetto di reportistica e successivamente un’integrazione da parte di MicroStrategy stessa con i sistemi IT già presenti: Pentaho per la parte ETL e MapInfo per la parte di sistema geografico; fornendo dati di pianificazione e monitoraggio ai “Mission Manager” e poter così creare la loro rete di dati ad uso comune con gli altri Paesi supportati dall’ente.</p>
<p>La parte forse più interessante per target aziendale è stato il caso CSS, raccontato da <a href="http://it.linkedin.com/pub/giancarlo-maraviglia/18/129/336" target="_blank">Giancarlo Maraviglia</a> &#8211;  Responsabile Planning, Service Desk e Reporting.</p>
<p>Riporto quanto citato “<em>Customer Services Center ha sede ad Arese e copre 13 nazioni con la sua attività. Serve 14 brand tra i quali Lancia, Fiat, Iveco, Magneti Marelli. </em><em>I servizi forniti ricoprono le aree: Customer Relation; Customer Information; Break Down Assistance; Commercial campaigns, Lead management; Link &amp; Chase; Customer Feedback; Dealer Sales Support; Best Service; Fiat Services –Employees Info Center. </em><em>Ed ecco alcuni numeri importanti: 450 Agenti, 9 Lingue coperte, 3,4 Mio di contatti, 41.950 ore di training, CSS Rating 8,1 (Customer Services Satisfaction ), 85% Chiamate risposte entro 20′′, 88% Chiamate Info inbound gestite in “one call solution“, 70% dei casi risolti entro i 5 giorni lavorativi.</em>”</p>
<p>Interessante è scoprire che anche in questo settore si è passati da una gestione manuale dei dati “copia e incolla” per la creazione di reportistica interna e statistiche aziendali con strumenti di uso comune (Excel in primis) ad una vera e propria gestione del dato.</p>
<p>La loro esperienza con MicroStrategy è servita a creare progetti di BI che portavano a strategie differenti di business interno; ad una misurazione del dato in termini di performance e di un semplice uso delle informazioni stesse.</p>
<p>Si è precisato come altre aziende concorrenti non sono riuscite a fornire quella robustezza e affidabilità (aziendale e di prodotto) che MicroStrategy offriva e offre tutt’ora e di come il loro sodalizio oramai è nel dna stesso dell’utente che usa giornalmente lo strumento.</p>
<p>A cavallo di questi interventi la mia attenzione veniva rapita da come cose quasi scontate &#8211; integrazione con pacchetti esterni – implementazione di motori sempre più potenti per risolvere l’onore delle chiamate al database – prodotti oramai tutti a 64bit – portavano lo stesso comun denominatore: l’approccio all’uso del dato e della sua rappresentazione in modalità “WYSIWYG” soprattutto rivolto oramai all’utente non esperto di tecnologie (manager in primis) per potersi costruire in maniera autonoma le analisi di suo interesse.  In questo penso personalmente che MicroStrategy a differenza di altri prodotti, abbia fatto centro a più riprese.</p>
<p>Architetturalmente e a livello di back-end rispetto ai concorrenti le differenze sono molte, ma lo scopo è assolutamente identico: far fare BI a tutti.</p>
<p>Il fattore economico può far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra,  implementare un progetto di BI nella propria azienda non è comunque cosa da poco.</p>
<p>Senza dimenticare che ad oggi le soluzioni open source sono di gran moda e se l’azienda non ha grosse necessità può essere sicuramente un buon modo per approcciare queste metodologie. E&#8217; importante non dimenticare però il tipo di assistenza che prodotti come MicroStrategy e BusinessObjects possono offrire rispetto alle soluzioni open source e di come questo ultimo mondo sia ancora in effetti più per  “smanettoni” (ancora per poco) che per utenti finali con poche competenze di informatica.</p>
<p>Concludo citando il<a href="http://www.osservatori.net/business_intelligence/rapporti/rapporto/journal_content/56_INSTANCE_0HsI/10402/569880" target="_blank"> Rapporto 2009 Osservatorio Business Intelligence del Politecnico di Milano</a> dove si evidenza come nonostate una situazione economica sfavorevole come quella di oggi, i vari CIO delle grandi aziende sono tutti chiamati ad investire in BI per riuscire a supportare il proprio management nel prendere decisioni più efficaci e tempestive (spesso solamente per riuscire a sopravvivere) e per mantenere sotto controllo i costi aziendali, costruendo modelli di analisi precisi e sempre aggiornati. Il tasso di incremento medio del volume d&#8217;affari previsto in questo settore si colloca tra l&#8217;8% ed il 12% contro una media dell&#8217;ICT stimata intorno al 3%. Insomma, Business Intelligence prima di tutto.</p>
<p>Alberto Lupo</p>
<pre><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/13522901@N00/2247117731/" target="_blank">splorp</a></em></pre>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/ormai-la-bi-dappertutto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consulenti Programmatori PHP / MySQL</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/consulenti-php/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/consulenti-php/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 11:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Offerte di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenti]]></category>
		<category><![CDATA[mysql]]></category>
		<category><![CDATA[neo laureati]]></category>
		<category><![CDATA[offerta]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[Stai cercando lavoro in una azienda che ti valorizzi, ti faccia crescere e sia finalmente trasparente riguardo a stipendio e formazione ?
Noi abbiamo la soluzione: ABS.
ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.
Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.
I candidati saranno inseriti nell&#8217;area High Tech ed introdotti nei progetti più importanti su territorio nazionale.
La crescita professionale è garantita da precisi percorsi formativi di lungo periodo.
I requisiti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-206" title="php" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/10/php-300x200.jpg" alt="php" width="300" height="200" />Stai cercando lavoro in una azienda che ti valorizzi, ti faccia crescere e sia finalmente trasparente riguardo a stipendio e formazione ?</p>
<p>Noi abbiamo la soluzione: ABS.</p>
<p>ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.</p>
<p>Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.</p>
<p>I candidati saranno inseriti nell&#8217;area High Tech ed introdotti nei progetti più importanti su territorio nazionale.</p>
<p>La crescita professionale è garantita da precisi percorsi formativi di lungo periodo.</p>
<p>I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:</p>
<p>• Laurea o diploma in discipline tecniche<br />
• Esperienza da1 a 2 anni maturata presso aziende o società di consulenza nello sviluppo di applicativi in PHP<br />
• Capacità di relazione con il cliente interno ed esterno</p>
<p><strong>Requisiti tecnologici</strong></p>
<p><em>Conoscenza Linguaggi :</em></p>
<ul>
<li> PHP 4</li>
<li>PHP5</li>
</ul>
<p><em>Database :</em></p>
<ul>
<li> MySQL</li>
<li>Oracle 10g</li>
</ul>
<p><em>Discreta conoscenza di  : </em></p>
<ul>
<li> Eclipse</li>
<li>Subversion</li>
<li>HTML, CSS</li>
</ul>
<p><em>Conoscenza opzionali di:<br />
</em></p>
<ul>
<li>Framework PHP :  Zend, PEAR</li>
</ul>
<p>I/Le candidati/e interessati/e sono pregati di inviare il Curriculum Vitae in formato word a lavora[at]conabs.it</p>
<p>La ricerca è estesa a candidati di entrambi i sessi (art. 1 L. 903/77 e art. 4 L.125/91)I candidati sono invitati a leggere sul nostro sito all&#8217;indirizzo www.absontheweb.com l&#8217;informativa sulla privacy (D.Lgs. 196/2003).</p>
<p>Photo by <a href="http://www.lyonora.it/" target="_blank">lyonora</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/consulenti-php/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grande azienda vs piccola, una decisione difficile</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/grande-vs-piccola-2/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/grande-vs-piccola-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[neo laureati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=202</guid>
		<description><![CDATA[




Iniziare la propria carriera in una grossa azienda oppure cercare una opportunità nel mondo delle piccole imprese ?
E&#8217; una delle mille domande che si pongono i giovani, neolaureati o no, che si affiacciano sul mondo del lavoro. Premetto subito che non c&#8217;è una risposta univoca.
Molto dipende dalla propensione del singolo e dai vari ambienti lavorativi che si possono incontrare, però è possibile definire qualche punto fermo.
Ulteriore premessa: qui parliamo di aziende dell&#8217;ICT italiano. Generalizzare è pericoloso e generalizzare comprendendo altri mercati del lavoro rispetto a quello italiano è ancor peggio. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_187" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-187" title="grandevspiccola" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/10/grandevspiccola-300x239.jpg" alt="Grande azienda vs piccola azienda" width="300" height="239" /></dt>
</dl>
</div>
<p>Iniziare la propria carriera in una grossa azienda oppure cercare una opportunità nel mondo delle piccole imprese ?</p>
<p>E&#8217; una delle mille domande che si pongono i giovani, neolaureati o no, che si affiacciano sul mondo del lavoro. Premetto subito che non c&#8217;è una risposta univoca.<br />
Molto dipende dalla propensione del singolo e dai vari ambienti lavorativi che si possono incontrare, però è possibile definire qualche punto fermo.</p>
<p>Ulteriore premessa: qui parliamo di aziende dell&#8217;ICT italiano. Generalizzare è pericoloso e generalizzare comprendendo altri mercati del lavoro rispetto a quello italiano è ancor peggio. Perciò parliamo di aziende dell&#8217;IT italiano.</p>
<p><em><strong>Burocrazia</strong></em><br />
Essere grandi significa anche doversi dotare di una struttura gerarchica ben definita e spesso condita da innumerevoli livelli di burocrazia.<br />
Che si tratti di configurare i propri account oppure di chiedere un permesso particolare, il mondo della grande azienda impone norme ferree e spesso alienanti.<br />
D&#8217;altro canto il piccolo di solito si deve organizzare in maniera più flessibile per essere più efficace sul mercato e quindi si ritrova a dover disegnare procedure snelle e senza troppi fronzoli.<br />
Sono due visioni e due modi di agire differenti. Ad ognuno capire in quale contesto si sente più a proprio agio.</p>
<p><strong><em>Rapporto diretto con la dirigenza</em></strong><br />
Questo è un elemento molto importante da tenere in considerazione. Nelle piccole aziende il contatto diretto con la dirigenza o proprietà è molte volte non mediato. Di solito la linea di middle management è ridotta all&#8217;osso, e di conseguenza è possibile discutere direttamente con le &#8220;alte sfere&#8221;.<br />
Nella grande struttura la scala gerarchica è spesso a più livelli ed il contatto diretto quasi mai voluto o cercato.<br />
L&#8217;importanza di poter parlare direttamente con la proprietà permette di poter dare il là ad iniziative personali, legate ai vostri interessi professionali, come ad esempio proporre nuovi strumenti e tecnologie oppure presentare qualche idea di business da esplorare. Vi vedete farlo nella grande azienda ?</p>
<p><em><strong>Possibilità di carriera </strong></em><br />
L&#8217;ambiente della piccola azienda permette al giovane in gamba di procedere rapidamente nella propria carriera. Intendiamoci, nel piccolo la meritocrazia deve essere al primo punto dell&#8217;ordine del giorno: procede chi ha dimostrato capacità adeguate. Non deve esistere il concetto di carriera assicurata tramite passaggi scolpiti nel marmo delle &#8220;tavole aziendali&#8221;, cosa che tra parentesi sta scomparendo ormai anche nelle più fossilizzate grandi aziende.<br />
Valorizzazione perciò dei talenti e delle professionalità.<br />
Nell&#8217;ambiente delle grandi aziende molto dipende dall&#8217;influenza e dalla volontà del manager sotto cui vi trovate. Oppure come dicevamo prima tutto è cristalizzato in vecchie regole di crescita professionale tramite scatti di anzianità.</p>
<p><strong><em>Formazione</em></strong><br />
Nella grande azienda i percorsi formativi sono ben definiti e strutturati, almeno sulla carta. Nella maggior parte dei casi è proprio così e si riesce ad entrare in un virtuoso cammino formativo sotto lo sguardo attento della direzione del personale. Nel peggiore dei casi invece, tutte le promesse al riguardo fatte in fase di colloquio si manifestano con un paio di giorni di affiancamento a progetto in corso.<br />
Nella piccola la formazione è meno formalizzata ma più orientata agli obiettivi, e quindi a volte si rinuncia al corso del super guru del momento per riuscire ad organizzare un paio di giorni di confronto con la persona senior che sta affrontando oppure ha già affrontato l&#8217;argomento durante la propria carriera.</p>
<p><strong><em>Nicchia di mercato</em></strong><br />
Il posizionamento delle piccole imprese sul mercato è spesso legato all&#8217;esplorazione di nicchie di mercato, e nel caso dell&#8217;IT, di speficiche tecnologie o strumenti informatici. Da una parte questo vuol dire trovare un forte livello di conoscenza del tema, dall&#8217;altra non avere la possibilità di gestire una folta varietà di argomenti.<br />
In linea generale la grande azienda ha, invece, un respiro più ampio e mette a disposizione un tale numero di progetti e di possibili tecnologie da affrontare che la piccola difficilmente può garantire. Attenzione però che nelle grandi aziende uno dei rischi più forti è quello di entrare in gruppi di lavoro che si occupano sempre dello stesso cliente e su cui si lavora sempre sulle stesse tecnologie. Difficile poi uscirne senza problemi.</p>
<pre><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/saltatempo/171553774/" target="_blank">saltatempo</a></em></pre>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/grande-vs-piccola-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>HP cancella EDS che diventa HP Enterprise Services</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/hp-cancella-eds/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/hp-cancella-eds/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[eds]]></category>
		<category><![CDATA[hp]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=182</guid>
		<description><![CDATA[




IL 23 settembre HP ha annunciato che &#8220;EDS an HP company&#8221; cambierà nome e sarà identificata come HP Enterprise Services.
HP compro&#8217; EDS, per 13,9   miliardi di dollari, nel maggio del 2008 allo scopo di portare brio e competenze alle proprie attività di outsourcing ed in generale nell&#8217;offerta dei servizi alle aziende. Oggi il culmine dell&#8217;integrazione con il cambio di nome e l&#8217;abbandono di uno dei marchi storici dell&#8217;IT made in USA.
EDS è nata nel 1962 per volere di Ross Perot e dopo qualche problema di gioventù ha associato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_183" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-183" title="eds" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/09/eds-300x197.jpg" alt="EDS" width="300" height="197" /></dt>
</dl>
</div>
<p>IL 23 settembre HP ha annunciato che &#8220;EDS an HP company&#8221; cambierà nome e sarà identificata come HP Enterprise Services.</p>
<p>HP compro&#8217; EDS, per 13,9   miliardi di dollari, nel maggio del 2008 allo scopo di portare brio e competenze alle proprie attività di outsourcing ed in generale nell&#8217;offerta dei servizi alle aziende. Oggi il culmine dell&#8217;integrazione con il cambio di nome e l&#8217;abbandono di uno dei marchi storici dell&#8217;IT made in USA.</p>
<p>EDS è nata nel 1962 per volere di<a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Ross_Perot&amp;oldid=315646556" target="_blank"> Ross Perot</a> e dopo qualche problema di gioventù ha associato il proprio logo ad alcuni dei più importanti progetti IT dell&#8217;area pubblica americana. In Italia  è sbarcata nel 1994 ed è arrivata ad impiegare direttamente 3300 persone, con un paio di importanti centri di competenza in Campania ed a Bari, ed a fatturare nel 2007 più di 500 milioni di euro.</p>
<p>Con questa mossa HP si pone ora direttamente in competizione con IBM schierando solamente il proprio marchio ed identità.</p>
<p>Fa un po&#8217; tristezza veder scomparire in questo modo un marchio che era sul mercato della consulenza da ben 47 anni !</p>
<p>E forse fa ancora più tristezza veder scomparire anche sulle pagine ufficiali HP la storia di EDS,  come ad esempio la <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=HP_Enterprise_Services&amp;oldid=315834732" target="_blank">timeline linkata da wikipedia</a> oppure come  <a href="http://h10134.www1.hp.com/insights/" target="_blank">la pagina di presentazione di HP Enterprise Services</a> che inizia con &#8220;&#8230; from the moment HP Enterprise Services opened for business in 1962 &#8230;&#8221;.</p>
<h5><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/sethandkaren/2799855989/" target="_blank">sethandkaren</a> </em></h5>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/hp-cancella-eds/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 domande sui giovani neolaureati e l&#8217;IT</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 16:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[laureati]]></category>
		<category><![CDATA[neo laureati]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=166</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ricevo via mail il cv di un giovane laureato. Un anno e mezzo di esperienza nel campo IT e poco più, il cv ? un disastro.
Nessuna notizia utile, una paginetta scarsa contenente più che altro dati anagrafici e di poco valore.
Mi sono cascate le braccia e sono andato a rileggermi il post di febbraio di quest&#8217;anno dove mi permettevo di dare qualche consiglio ai neo laureati .
Evidentemente il candidato in questione non aveva letto il mio post !  
Negli stessi giorni mi capitava di leggere le indicazioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-242" title="universita" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/07/universita.jpg" alt="universita" width="300" height="200" />L&#8217;altro giorno ricevo via mail il cv di un giovane laureato. Un anno e mezzo di esperienza nel campo IT e poco più, il cv ? un disastro.</p>
<p>Nessuna notizia utile, una paginetta scarsa contenente più che altro dati anagrafici e di poco valore.<br />
Mi sono cascate le braccia e sono andato a rileggermi il <a href="http://lavora.conabs.it/curriculum-laureato-5-semplici-consigli" target="_blank">post di febbraio</a> di quest&#8217;anno dove mi permettevo di dare qualche consiglio ai neo laureati .</p>
<p>Evidentemente il candidato in questione non aveva letto il mio post ! <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Negli stessi giorni mi capitava di leggere le indicazioni dell&#8217;ISTAT sul mondo del lavoro (<a href="http://www.istat.it/lavoro/unilav/" target="_blank">istat università e lavoro 2009</a> ) una sorta di guida al mondo del lavoro partendo dai dati statistici dei giovani laureati degli ultimi anni. Tra i vari elementi che mi colpivano, il dato secondo cui a tre anni dall&#8217;ingresso nel mondo del lavoro il livello salariale dei laureati in ingegneria è ancora differenziato per sesso mi lasciava basito. Ma come ? A tre anni dalla fine dell&#8217;università ? Nel mio piccolo non avevo mai percepito questa differenza ad inizio carriera.</p>
<p>Insomma, con questi argomenti per la testa, mi è venuta la voglia di conoscere come la pensavano nel nostro ambiente (l&#8217;IT italico) gli addetti ai lavori. Detto fatto, ho chiesto  ad una serie di contatti di rispondere a 5 semplici domande sui giovani e l&#8217;IT. Alcuni lo hanno già fatto con grande velocità e gentilezza, altri lo farannno ed altri ancora non lo faranno proprio (&#8220;è il bello del web, ragazzi&#8221;).</p>
<p>Terrò aggiornato il post con le varie risposte che man mano mi arriveranno. Naturalmente i commenti sono aperti per raccogliere anche i vostri suggerimenti o esperienze dirette !</p>
<p>Le domande:</p>
<p><em><strong>Domanda 1</strong></em><br />
<em>Se dovessi dare un solo consiglio al neolaureato che sta impostando il proprio CV per il primo colloquio su cosa ti focalizzeresti ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart " target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>L&#8217;idea che un candidato debba preparare un solo curriculum per tutte le aziende a cui chiedere lavoro, è molto comoda per il candidato ma è sbagliata. Se dovessi dare un solo consiglio riguardo al CV, direi: personalizzalo in base all&#8217;azienda a cui ti rivolgi.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Non usare il formato del CV cosiddetto &#8220;europeo&#8221;. E&#8217; standardizzato, noioso, troppo prolisso e non permette di emergere. Quando ho visto un cv &#8220;europeo&#8221; la mia tentazione è sempre stata di cestinare. Un po&#8217; di fantasia, caspita!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Evidenziare l&#8217;interesse e la flessibilità, non necessariamente le conoscenze tecnologiche o di processo: queste ultime variano sempre, per poter stare al passo e poter ancora essere al top, servono le prime due. Serve mostrare che si è fatto qualcosa perchè ci piaceva, perchè facendolo ce lo siamo fatti piacere, ci siamo entrati con tutte le scarpe. Serve mostrare che non abbiamo problemi a cambiare, a continuare ad imparare, che abbiamo imparato ad imparare.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Sulle capacità di relazionarsi.<br />
Capisco che un giovane non possa avere nel suo curriculum esperienze di relazioni forti come quelle Reali&#8221;, ma quelle &#8220;digitali&#8221; se ben contestualizzate, vanno indicate.<br />
Oggi Team Leader e Project leader si può fare anche in digitale.<br />
Quindi indicherei anche la propensione a socializzare per creare n buon &#8220;clima organizzativo&#8221; e uno spirito di &#8220;gruppo&#8221; che, oggi sono più importanti degli skill specifici. Dopo questa premessa (condita dall&#8217;indicazione del profilo Linkedin) enuncerei gli skill e i grades!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Un minimo di personalizzazione: spiegare perché la propria figura potrebbe essere utile proprio a quella particolare azienda e quali sono i motivi per i quali il canditato vorrebbe lavorare per l&#8217;azienda.<br />
(Che poi sia fuffa perché di questi tempi si cerca un lavoro basta che sia un lavoro, siamo tutti d&#8217;accordo, ma è positivo dimostrare intraprendenza.)</p></blockquote>
<p>Sul fatto di non usare il cv europeo, ho i miei dubbi. Mi metto dalla parte delle aziende ed avere un riferimento preciso sull&#8217;ordine di presentazione delle informazioni e sul fatto che alcune informazioni siano sempre presenti rimane un bel vantaggio. Si perderà un po&#8217; di spontaneità, questo è vero, ma si spera che il giovane si concentri sui contenuti.</p>
<p>D&#8217;accordissimo sull&#8217;evidenziare le capacità di relazionarsi e di potersi appassionare a quello che si è fatto.</p>
<p><em><strong>Domanda 2</strong></em><br />
<em>Dal punto di vista tecnico quale tecnologia / linguaggio non dovrebbe mai mancare nel cv di una persona dell&#8217;IT italiano ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non credo ci sia una sola risposta. Viva la specializzazione.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Dipende. In ogni caso, oggi, è banale dirlo, occorre conoscere internet e tutto ciò che tecnologicamente ruota attorno ad essa.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Qualsiasi risposta a questa domanda sarebbe in contrasto con la mia precedente risposta.<br />
Semmai direi che è sempre importante capire cosa interessa in un certo momento ed in un certo luogo all&#8217;IT, mediato con gli interessi di chi deve scrivere il cv.<br />
Obiettivo molto difficile da raggiungere per un neolaureato (che pensa che ciò che è interessa è ciò che gli hanno appena finito di insegnare all&#8217;Università). Difficile anche per chi si focalizza troppo su un singolo argomento/area.<br />
Forse sarebbe meglio dire che non dovrebbe mai mancare una delle nuove tecnologie di maggior interesse in quel momento, in aggiunta a quelle più diffuse negli ultimi anni e già consolidate.</p>
<p>Cercando di essere più pratici e di uscire da una risposta che, anche rapportata al mio cv, sarebbe, comunque, da &#8220;vendere&#8221; durante un colloquio, direi che, ancora oggi, quando vaglio risorse, ricerco, a seconda dei ruoli (e non in ordine di importanza):<br />
- conoscenze significative (non necessariamente top) di uno dei due maggiori linguaggi/ambienti oggi sul mercato (Java, .NET)<br />
- comprensione delle problematiche architetturali (a diversi livelli ed in senso generico &#8211; con un aiuto alla progettazione fornito dai vari Design Patterns)<br />
- potrebbe essere (ancora?) importante conoscere le architetture di base del Web (nota: non i protocolli, ma la logica sottostante)<br />
- conoscenza di database (progettazione, comprensione della struttura, sql &#8211; reali, non teorici: Oracle, SQLServer, PostgreSQL, &#8230;)<br />
- &#8230;</p>
<p>Se non mi fermi tu, mi fermo io: una risposta lineare a questa domanda io non la conosco.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Oggi è importante capire le tendenze in atto. Quindi Soa e Cloud sono i due paradigmi di riferimento. Più nel dettaglio XML e Java, Perl, Python per il cloud.<br />
Ma non disdegno affatto la conoscenza di una buona progettazione di Business Mash-up e quindi la capacità di costruire sopra le API aperte dei Social Media e Social Network.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Le tecnologie e i linguaggi vanno e vengono, al di là delle mode del momento, è più importante dimostrare interesse, voglia di imparare e di intraprendere nuove strade. Essere aperti al cambiamento e avere una visione chiara del mondo IT. Senza contare che, secondo me, dipende molto dal tipo di tecnologie in uso all&#8217;interno dell&#8217;azienza, che a volte possono essere totalmente diverse le une dalle altre.
</p></blockquote>
<p>La domanda era troppo vaga è vero. Ad essere sinceri come dice Gigi anche io mi aspettavo dalle ultime &#8220;nidiate&#8221; di laureati una conoscenza maggiore di Social Network ma soprattutto delle varie possibilità offerte dalle API agganciate. Fino ad oggi sono rimasto un po&#8217; deluso &#8230;</p>
<p><strong><em>Domanda 3</em></strong><br />
<em>In Italia è idea comune che le aziende non vogliano investire nella carriera dei propri giovani tecnici, spesso si sente dire che al tecnico in Italia saranno sempre inibite le posizioni manageriali mentre all&#8217;estero è tutto un altro cinema. Per tua esperienza è veramente così ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non saprei. A naso direi di no.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Purtroppo in Italia è indiscutibilmente così, anche se ci sono chiaramente tante eccezioni (ed io sono stato, per mia fortuna, una di quelle).<br />
Da noi, purtroppo, ci sono culture &#8216;figlie di un dio minore.&#8217; Dichiararsi &#8220;ignoranti in matematica&#8221; suscita quasi simpatia&#8230;. non è da &#8220;veri ignoranti&#8221;. Ve lo immaginate il Presidente della Repubblica che afferma: &#8220;sono completamente ignorante in Italiano&#8221;&#8230;. oppure che fa la stessa affermazione riguardo alla matematica?<br />
Purtroppo la cultura cosiddetta &#8220;umanistica&#8221; è ancora considerata LA cultura a dispetto di tutte le altre. E questo spiega perchè nel nostro paese si fatica a tradurre delle ottime idee in altrettanto ottime soluzioni.  Una provocazione: se in Parlamento avessimo l&#8217;80% di ingegneri, in due anni avremmo risolto l&#8217;80% dei problemi del nostro Paese!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Assolutamente sì (anche se non ovunque: sto facendo un discorso medio).<br />
Nonostante la mia (e di pochi altri che conosco) personale carriera mostri (parzialmente, almeno) il contrario, è verissimo che si scoraggia questa impostazione.<br />
Forse non per volontà, ma per incapacità di vedere le cose in altro modo. Forse per poca preparazione in questo senso da parte di alcuni manager.</p>
<p>In Italia, per essere tecnici e manager di alto livello, bisogna:<br />
1. crederci fortemente<br />
2. capire che le richieste sono altre e cercare di non chiudersi in un guscio solo tecnico, ma seguire tutte le strade possibili<br />
3. andare contro le impostazioni &#8216;naturali&#8217; di certe aziende</p>
<p>I punti 1 e 2 sono fondamentali per ottenere più facilmente il punto 3:<br />
- crederci è necessario per continuare ad approfondire questioni tecniche, anche quando stai più organizzando altri o gestendo progetti, che progettando o sviluppando<br />
- non rimanere solo tecnico è essenziale perchè, se mi permetti una immagine iperbolica (da intendersi come rivolta esclusivamente ad un pubblico adulto e tecnico), è necessario capire che le persone, le loro esigenze e necessità, l&#8217;organizzazione del progetto e i soldi che da questo ritornano, fanno parte della nostra architettura software e dei bug che dobbiamo risolvere.</p>
<p>Raggiunti i punti 1 e 2, come dicevo, il punto 3 diventa quasi una passeggiata, nonostante le premesse.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Si, abbastanza. Questo perché le Università di Informatica sono troppo cristallizzate sulle tecnologie (sistemi, programmazione e analisi) mentre bisognerebbe insegnare ITIL, Project management e Knowledge Management
</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>E&#8217; difficile farsi pagare la formazione, spesso è la prima voce del budget che viene sacrificata. Tanto chi fa il nostro mestiere ha la passione che lo spinge a imparare comunque, e molte volte le aziende ci marciano.</p>
</blockquote>
<p>Discorso intrigante da approfondire.</p>
<p><em><strong>Domanda 4</strong></em><br />
<em>Nell&#8217;edizione 2009 di Università e Lavoro dell&#8217;ISTAT viene riportato che nel 2007 il reddito medio netto a poco più di tre anni dal conseguimento del titolo è pari a 1300 euro, in particolare nel Gruppo ingegneria la media è di 1.466 euro. Il fatto su cui riflettere è che c&#8217;è ancora una differenza tra l&#8217;uomo ingegnere (1486 euro) e la donna ingegnere (1376 euro).</em><br />
<em>A me ha sorpreso questa distinzione di reddito a 3 anni dalla laurea, tu cosa ne pensi ?</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non mi sorprende. Le donne sono discriminate sul lavoro, in Italia più che altrove.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Più che sulla differenza tra colleghi uomini e donne, fattore noto, purtroppo, mi concentrerei su un dato ancor più grave. Un ingegnere a tre anni dalla Laurea, in genere, ha responsabilità tecniche importanti e non se ne rende conto. I giovani ingegneri calcolano, progettano, programmano&#8230;. sono abituati a lavorare parecchie ore al giorno perchè è l&#8217;università che li ha formati così.<br />
Ma la loro professionalità non è valorizzata e così purtroppo, i trattamenti economici non sono adeguati.<br />
Non è accettabile per la nostra società che una figura professionale che ha alle spalle anni di studi e tre anni di lavoro percepisca uno stipendio paragonabile a quello di figure non qualificate (1376 euro!). E&#8217; una spirale maledetta che svalorizza le professioni tecniche, sposta i margini verso altre figure, rendendo il lavoro di chi &#8220;fa funzionare le cose&#8221; sempre più difficile.<br />
Certo gli ingegneri non possono aspettarsi che siano altri a risolvere questa questione&#8230; devono avere più consapevolezza, orgoglio e senso di appartenenza&#8230;</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Con una moglie ingegnere informatico, che fa il mio stesso lavoro e che lavora ad altissimi livelli, direi che è vero che, in alcuni casi, si scoraggiano le donne a fare questo mestiere, forse fin dall&#8217;Università.<br />
La mia esperienza è che questo non derivi tanto dalle aziende o dai manager, quanto piuttosto dai clienti che valutano, aprioristicamente, una donna meno di un uomo (atteggiamento forse talvolta evidenziato anche dalla difficoltà nell&#8217;uso del titolo: chiamate &#8217;signora&#8217; e &#8217;signorina&#8217;, raramente &#8216;dottoressa&#8217;, quasi mai &#8216;ingegnere&#8217;) o dai colleghi, che, talvolta, non sopportano, ancora oggi, di vedere una donna che li gestisca.</p>
<p>Resto, comunque, stupito come te per questo valore medio nei primi 3 anni: per quella che è la mia esperienza, mi aspetterei di vedere più vicini, se non identici, questi valori, in un periodo iniziale: gli effetti di cui parlavo sopra riguardano soprattutto l&#8217;evoluzione della carriera (e sempre parlando in termini medi: in valore assoluto le donne riescono a raggiungere le stesse posizioni e le stesse retribuzioni, per quanto mi capita di vedere).</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Purtroppo c&#8217;è una forbice a prescindere dal sesso. Nell&#8217;IT viene remunerata di più la figura commerciale e l&#8217;account manager che supera ogni anno il forecast attribuito. Penso, addirittura, che gli stipendi tecnici subiranno un ulteriore diminuzione a causa del cloud e della concorrenza asiatica.
</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>E&#8217; una schifezza.</p></blockquote>
<p>Io lo rimarco anche qui. Per quello che ho potuto constatare in prima persona il livello d&#8217;ingresso mi è sempre sembrato lo stesso. E&#8217; chiaro però che l&#8217;ISTAT per definizione guarda l&#8217;intero Paese e quindi è probabile che in altri scenari la situazione sia diverso. Il concetto di fondo discriminante tra laureato donna e laureato uomo rimane veramente assurdo.</p>
<p><strong><em>Domanda 5</em></strong><br />
<em>Un consiglio spassionato per i giovani su come affrontare il primo giro di colloqui di lavoro.</em></p>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gaspart" target="_blank">Gaspar Torriero</a> &#8211; Director &#8211; Networking at sayIT SA</p>
<p>Non presentarsi impreparati. Documentarsi dettagliatamente sull&#8217;azienda con cui si affronterà il colloquio.<br />
Studiarsi il caso di <a href="http://ubuntista.wordpress.com/2008/05/23/come-sono-stato-assunto-da-amazon/" target="_blank">Simone Brunozzi con Amazon</a> e farne tesoro. Siamo nell&#8217;era di Google!</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/piercarlopozzati" target="_blank">Pier Carlo Pozzati</a> &#8211; Ingegnere Elettronico, Presidente della Federazione Club IN www.clubin.biz</p>
<p>Andate rilassati e ripetetevi che &#8220;ce la potete fare&#8221; <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/adepase" target="_blank">Alessandro Depase</a> &#8211; Software Architect, PM, IT Manager and Consultant</p>
<p>Non esagerate mai, non mentite sulle vostre capacità, mostrate cosa sapete davvero fare e dite cosa vi interessa veramente fare.<br />
L&#8217;azienda vi sta facendo un colloquio per valutare le vostre capacità, ma anche voi state facendo un colloquio all&#8217;azienda per vedere se vi interessa lavorare lì: vi deve piacere, se dovete passarci qualche anno di vita.<br />
Chi vi colloquia sa che non avete esperienza, quindi si concentrerà su argomenti base, in una situazione normale, valutando più quello che potete rendere in prospettiva, piuttosto che quello che sapete in quel momento.<br />
Se pensate che vi stiano chiedendo cose per cui serve un&#8217;esperienza che non avete, le possibilità sono due:<br />
1. stanno sbagliando a farvi il colloquio (possibile, ma più raro: se capita in due colloqui di fila, considerate seriamente il punto 2)<br />
2. forse quello che vi stanno chiedendo non richiede l&#8217;esperienza che voi immaginate, ma o è veramente basico o stanno cercando di capire come ragionate.</p>
<p>E ricordatevi che durante un colloquio si possono imparare parecchie cose, sia per il prossimo colloquio, che per il resto della vostra carriera.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> &#8211; Innovation Manager and Technology Transfer Advisor</p>
<p>Passione, sincerità, entusiasmo.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://www.linkedin.com/in/andreabeggi" target="_blank">Andrea Beggi</a> &#8211; Sistemista</p>
<p>Informale ma ordinato: lo sanno tutti che i tecnici girano senza cravatta. Cercare di essere tranquilli, non dire balle mai, ascoltare molto e cercare di capire bene di cosa ha bisogno l&#8217;azienda che abbiamo davanti: non tutti sono adatti per tutti i lavori.</p>
<p>Aggiungo l&#8217;inglese: è *fondamentale*. Una perfetta comprensione dei testi tecnici scritti e una buona capacità espressiva orale sono presupposti indispensabili per fare bene il nostro lavoro.</p></blockquote>
<p>A mio avviso queste risposte hanno dipinto un panorama variegato ed interessante, ai neolaureati l&#8217;onere di ascoltare queste voci e trarne alcuni spunti di riflessione prima di scrivere ed inviare il proprio CV.</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<p>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/zanganassa/2398137428/" target="_blank">zanganassa</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/5-domande-sui-giovani-neolaureati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ICT &amp; Embedded Systems: strumenti ed opportunità per le PMI</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/ict-embedded-systems/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/ict-embedded-systems/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[CCIA]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Embedded]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
		<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=158</guid>
		<description><![CDATA[Giovedì 11 giugno sono stato al convegno ICT &#38; Embedded Systems: strumenti ed opportunità per le PMI, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano,o meglio da innovhub, e CiaoTech.
Il tema riguardava le prospettive e le opportunità di sviluppo dei sistemi embedded da parte delle piccole e medie imprese italiane (lombarde in particolare).
Per sistemi embedded, cito wikipedia &#8220;si identificano genericamente dei sistemi elettronici a microprocessore progettati appositamente per una determinata applicazione, spesso con una piattaforma hardware ad hoc, integrati nel sistema che controllano e in grado di gestirne tutte o parte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-157" title="giureconsulti" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/06/giureconsulti-300x232.jpg" alt="giureconsulti" width="300" height="232" />Giovedì 11 giugno sono stato al convegno <a href="http://www.ricercaeinnovazione.it/servizi02.aspx" target="_blank">ICT &amp; Embedded Systems: strumenti ed opportunità per le PMI</a>, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano,o meglio da innovhub, e CiaoTech.</p>
<p>Il tema riguardava le prospettive e le opportunità di sviluppo dei sistemi embedded da parte delle piccole e medie imprese italiane (lombarde in particolare).</p>
<p>Per sistemi embedded, cito wikipedia &#8220;si identificano genericamente dei sistemi elettronici a microprocessore progettati appositamente per una determinata applicazione, spesso con una piattaforma hardware ad hoc, integrati nel sistema che controllano e in grado di gestirne tutte o parte delle funzionalità.&#8221; (<a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sistema_embedded&amp;oldid=23753770" target="_blank">fonte Wikipedia</a>) .<br />
Nella vita di tutti i giorni stiamo andando sempre più verso apparecchi di ogni genere che incorporano sistemi embedded sempre più complessi e performanti: dal frigo di casa al cellulare oppure ai vari sensori sulle nostre auto, solo per fare qualche esempio classico.</p>
<p>E&#8217; un settore quindi in fortissima crescita e che fino ad oggi ha visto competere i grandi player ma anche i piccoli innovatori. Per esempio il boom della Nintendo Wii e dell&#8217;iPhone ha permesso a ST Microelectronics di portare avanti un fatturato imponente in quest&#8217;ambito (interessante a tal proposito l&#8217;articolo di Wired.it di qualche tempo fa su <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/storie/mr-accelerometro-un-uomo-al-silicio-.aspx" target="_blank">Bruno Murari e sulle sue innovazioni</a> ).</p>
<p>L&#8217;incontro, organizzato nella sala Parlamentino del <a href="http://www.palazzogiureconsulti.it/Sale/Parlamentino/Parlamentino.kl" target="_blank">Palazzo Giureconsulti</a>, tra parentesi bellissimo il palazzo e bellissima la sala, era coordinato da CiaoTech, società del gruppo PNO, specializzata nelle attività di supporto alla innovazione e al trasferimento tecnologico nei progetti di respiro europeo.</p>
<p>Ciaotech  è la società europea che gestisce e supporta il maggior numero di progetto di R&amp;S a valere su schemi europei e nazionali, con grandi azienda ma anche con tante PMI. In soldoni supportano le aziende a razionalizzare e formalizzare le proprie idee di innovazione in modo tale da individuare possibili partner e finanziamenti europei o nazionali. L&#8217;incontro aveva anche l&#8217;obiettivo di presentare l&#8217;accordo tra innovhub e Ciaotech per i servizi Impact ed Inspire inerenti tutte le attività che prima vi ho citato.</p>
<p>Il primo intervento è stato di <strong><em>Gabriella Carrozza</em></strong> del <a href="http://www.sesm.it/" target="_blank">SESM</a> , centro ricerca del gruppo Finmeccanica attivo nel campo della difesa e gestione del traffico aereo. Carrozza ha illustrato gli spunti e le considerazioni sul mondo OpenSource tratte dai primi lavori del consorzio europeo <a href="http://www.share-project.eu/" target="_blank">SHARE</a>, all&#8217;interno del mondo dei sistemi embedded.<br />
Qualche spunto della presentazione che mi ha colpito:<br />
- la community e lo sviluppo dei sistemi open in questo settore non sono ancora estesi;<br />
- problemi di licensing (o comunque troppo tempo da spendere per capire esattamente limiti e modus operandi);<br />
- convinzione radicale per cui i sistemi opensource sono usati poco : nulla di buono può essere gratis ;<br />
- il progetto si pone l&#8217;obiettivo di definire una metodologia per l&#8217;analisi delle varie soluzioni open e quindi promuovere la standardizzazione di vari punti in particolar modo per i sistemi mission critical.</p>
<p>Secondo intervento di <strong><em>Massimo Piccinin</em></strong> di <a href="http://www.stm-products.com/" target="_blank">STM Products srl</a> PMI di Verona (42 persone con la metà che lavorano quasi a tempo pieno ad attività di r&amp;S) che ha presentato il proprio ambiente di sviluppo sw , <a href="http://www.stm-case.com" target="_blank">radCASE </a> per sistemi embedded e che hanno sviluppato internamente. Interessante notare come abbiano preferito affrontare l&#8217;investimento coinvolgendo una società tedesca a loro molto simile invece di intraprendere qualche progetto di sviluppo finanziato dall&#8217;Europa.  Presentazione un po&#8217; prolissa  e poco coinvolgente, in ogni caso rappresenta molto bene il caso di una PMI che si è rimboccata le maniche e che fa ricerca in maniera seria e determinata. Magari con l&#8217;aiuto di progetti di ricerca europei potrebbero aprirsi per loro più mercati e possibilità.</p>
<p><strong><em>Paolo Salvatore</em></strong> di <a href="http://www.pnoconsultants.com/countries/IT/IT/Pages/default.aspx" target="_blank">CiaoTech</a> ha invece presentato brevemente l&#8217;azienda ed illustrato i meccanismi di base dei finanziamenti europei. Interessante notare l&#8217;accento che ha voluto dare sul fatto che i progetti devono per forza avere idee tecnologicamente avanzate e come le PMI italiane siano ancora restie a partecipare a progetti di questo tipo, ancorate all&#8217;idea del &#8220;se ne parlo mi rubano l&#8217;idea&#8221;.</p>
<p><strong><em>Marco Romeo</em></strong>, sempre di CiaoTech, ha invece riportato la rotta sul centro dell&#8217;oggetto dell&#8217;incontro ed ha quindi presentato nel dettaglio le modalità dei servizi IMPACT ed INSPIRE con cui la Camera di Commercio di Milano e CiaoTech possono supportare le idee innovative delle PMI. In parole povere, Innovhub si fa carico del 60% dei costi di ingaggio di CiaoTech per le attività di presentazione e gestione delle proposte progettuali di R&amp;S (IMPACT) e per le attività di trasferimento tecnologico (INSPIRE). Il tutto pacchettizzato e suddiviso in aree per poter essere attivato dalle varie PMI nelle varie fasi progettuali.<br />
L&#8217;idea è bella e pratica, in funzione della fase del progetto in cui una PMI si trova, il servizio mette a disposizione uno zoccolo duro di servizi in modo che possa aiutare l&#8217;azienda a non impantanarsi nei vari meandri dei processi di finanziamento pubblico.</p>
<p><strong><em>Stefano Moccia</em></strong> del <a href="http://www.microsoft.com/italy/about/mic.mspx" target="_blank">MIC</a> (Microsoft Innovation Center di Torino ) ha illustrato le varie soluzioni Microsoft per l&#8217;ambito embededd : .net Micro per i sistemi base, Windows Compact per l&#8217;ambito mobile ed automotive e Windows Embedded Standard per le applicazioni più complesse.<br />
Per intenderci il Windows Embedded Standard è il sistema XP ottimizzato per gli embedded.<br />
Qualche chicca dell&#8217;oratore:<br />
- il codice sorgente di Windows Embedded è a disposizione per l&#8217;80% &#8211; 90%. E la parte restante mi domando io ?<br />
- il sistema è costruito a singoli blocchi attivabili o meno. Esempio: nelle varie schermate dei tabelloni elettronici di aerei e treni, spesso compaiono le fatidiche e fastidiose finestrelle di errore di windows. Questo perchè spesso si usa XP nella sua forma standard invece di utilizzare la versione embedded con la messaggestica non attivata.<br />
- il sistema viene usato anche come sistema operativo delle macchine per le ecografie &#8230; e qui ho avuto un secondo di mancamento pensando a tutte le volte che il mio XP si incarta &#8230;</p>
<p>Ha preso quindi la parola <a href="http://www.linkedin.com/pub/diego-melpignano/0/2b2/46a" target="_blank"><strong><em>Diego Melpignano</em></strong></a> di ST Microelectronics che ha illustrato le nuove sfide che i produttori di semiconduttori devono affrontare ed i rami di ricerca in corso per garantire ed estendere i livelli di affidabilità e di facilità di programmazione che i nuovi sistemi portano avanti. Bella esposizione, molto chiara anche se l&#8217;argomento è molto tecnico. Impressionante il livello tecnologico raggiunto da questi produttori e verissimo che se non innovano di continuo rischiano di essere spazzati via dal mercato. Caspita.</p>
<p>Ultimi due interventi delegati a due persone del mondo accademico del Politecnico di Milano : <a href="http://www.linkedin.com/pub/donatella-sciuto/4/b92/56b" target="_blank">Donatella Sciuto</a> e <a href="http://www.linkedin.com/in/davidemigliore" target="_blank">Davide Migliore</a> .<br />
La prof.ssa Sciuto ha presentato le attività del gruppo <a href="http://www.dresd.org" target="_blank">DRESD </a> e le varie linee di ricerca attualmente in corso. Tanto lavoro e tanta passione, anche se la presentazione è risultata un po&#8217; frettoloso e noiosetta.<br />
L&#8217;ing. Migliore ha invece presentato le attività e alcuni esempi dei progetti svolti nel laboratorio di robotica del Politecnico di Milano. Interessanti e coinvolgenti.</p>
<p>In conclusione una mattinata piacevole in cui ho toccato con mano come anche le PMI possono portare avanti progetti di ricerca. Il punto centrale è quello della concretezza, non a caso qualcuno in platea ha chiesto : &#8220;si ok, ma quanto costa?&#8221; (o meglio la domanda è stata posta in milanese, &#8220;sel custa ?&#8221; dato che Romeo nella sua presentazione ha sottolineato un punto con &#8220;ghe pensi mi&#8221;). Concretezza nella definizione dei progetti e nel portare avanti in modo razionale tutte le fasi progettuali.</p>
<p>Penso che le PMI oggi, in linea di massima, abbiano paura di entrare nel gorgo di progetti europei fumosi e burocratizzati con poche speranze di ottenere risultati concreti. Se si riuscisse a sciogliere questi dubbi si potrebbe aprire un notevole stimolo all&#8217;innovazione.</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<p>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/ambrosianapictures/3539824840/" target="_blank">Ambrosiana Pictures</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/ict-embedded-systems/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista agli ex ABS: Francesco Petruzzelli</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/intervista-ex-petruzzelli/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/intervista-ex-petruzzelli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 14:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenti]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[ebs]]></category>
		<category><![CDATA[ex]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=142</guid>
		<description><![CDATA[




 
Grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista in qualità di ex consulente ABS. 
A proposito, ti ricordi quanto tempo hai lavorato con ABS ?
E’ stata la mia seconda esperienza lavorativa, sono entrato in ABS nel Febbraio 2003 lavorandoci fino al Giugno 2007, in totale 4 anni e 4 mesi, ad oggi la mia permanenza più lunga all’interno di una stessa società.
ABS: Come hai conosciuto ABS?
Tramite internet e le offerte presenti sui siti di ricerca di offerte di lavoro.
ABS: Domanda difficile: come ti sei trovato con noi ? ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_171" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-171" title="petruzzelli" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/06/petruzzelli.jpg" alt="Petruzzelli" width="200" height="150" /></dt>
</dl>
</div>
<p><em> </em></p>
<p><em>Grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista in qualità di ex consulente ABS. </em></p>
<p><strong><em>A proposito, ti ricordi quanto tempo hai lavorato con ABS ?</em></strong></p>
<p>E’ stata la mia seconda esperienza lavorativa, sono entrato in ABS nel Febbraio 2003 lavorandoci fino al Giugno 2007, in totale 4 anni e 4 mesi, ad oggi la mia permanenza più lunga all’interno di una stessa società.</p>
<p><strong><em>ABS: Come hai conosciuto ABS?</em></strong></p>
<p>Tramite internet e le offerte presenti sui siti di ricerca di offerte di lavoro.</p>
<p><strong><em>ABS: Domanda difficile: come ti sei trovato con noi ? In linea di massima, e magari nel dettaglio, cosa ti è piaciuto e cosa avresti cambiato in azienda ?</em></strong></p>
<p>Mi son trovato bene, la cosa migliore è stato poter dialogare con la titolare dell’azienda, un dialogo vero e costruttivo che portava, nei limiti del possibile, a risultati veri.<br />
Un altro aspetto positivo è stato sicuramente la collaborazione fra i colleghi ABS, cosa non sempre facile in una società di consulenza dove per la natura stessa del lavoro è più difficile stabilire e mantenere le relazioni in quanto spesso ci si trovava su progetti differenti.</p>
<p><em> <strong>ABS: Ma alla fine, cosa facevi in ABS ?</strong></em></p>
<p>Consulente presso le aziende clienti in ambito Oracle, nella maggior parte dei casi lavoravo come sviluppatore sulle Oracle Applications.<br />
Nel corso dei miei quattro anni in ABS ho potuto partecipare a differenti progetti di grandi dimensioni presso importanti realta aziendali, spesso leader nei propri settori.</p>
<p><strong><em>ABS: E dopo di noi? In cosa ti sei lanciato, cosa ti ha spinto al cambiamento ?</em></strong></p>
<p>Ho provato un’esperienza in un “Cliente finale”, cioè ho provato ad uscire dal mondo della consulenza. Ma l’esperienza non è stata positiva e quindi sono rientrato nel mondo della consulenza.<br />
Ho sentito la necessità di cambiare principalmente per provare l’esperienza lavorativa in una grande azienda, senza dover cambiare attività alla fine di ogni progetto.</p>
<p><strong><em>ABS: Ultima domanda: ormai si parla da ogni parte di web 2.0, di social network etc.. Per te cosa è il web 2.0 ?</em></strong></p>
<p>Ma… se ne fa un gran parlare, ma per ora non vedo molte realizzazioni pratiche di tutti queste soluzioni. Sarà che la mia esperienza professionale mi lega maggiormente al mondo dei database, decisamente più concreto e meno fumoso, ma al momento mi sembra l’ennesima “moda” del mondo IT come tante ce ne sono state negli anni passati.</p>
<p>Francesco Petruzzelli</p>
<p><em><strong>Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/intervista-ex-petruzzelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aggiungi un posto a tavola</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/aggiungi-un-posto-a-tavola/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/aggiungi-un-posto-a-tavola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=147</guid>
		<description><![CDATA[Alle 22.00 del 10 giugno 2009 è nato Luca, secondo figlio della nostra collega Barbara.
Il cucciolo pesa 4,675 kg ed è lungo 52 cm.
La grande famiglia ABS si è allargata ulteriormente &#8230; aggiungi un posto a tavola !
Benvenuto Luca da tutti noi.
ABS al gran completo
A proposito, nel 2009 è il terzo bimbo (2 maschietti ed una femminuccia) in casa ABS. Ne andiamo molto fieri !
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 22.00 del 10 giugno 2009 è nato <strong>Luca</strong>, secondo figlio della nostra collega Barbara.</p>
<p>Il cucciolo pesa 4,675 kg ed è lungo 52 cm.</p>
<p>La grande famiglia ABS si è allargata ulteriormente &#8230; aggiungi un posto a tavola !</p>
<p>Benvenuto Luca da tutti noi.</p>
<p><em>ABS al gran completo</em></p>
<p>A proposito, nel 2009 è il terzo bimbo (2 maschietti ed una femminuccia) in casa ABS. Ne andiamo molto fieri !</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/aggiungi-un-posto-a-tavola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>eProcurement nella PA: un sassolino nel mare della spesa pubblica</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/eprocurement-pa/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/eprocurement-pa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 10:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[eprocurement]]></category>
		<category><![CDATA[Politecnico]]></category>
		<category><![CDATA[procurement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lavora.conabs.it/?p=139</guid>
		<description><![CDATA[




Lunedì 25 maggio si è svolta la presentazione della terza edizione dell&#8217;Osservatorio del Politecnico di Milano: Innovazione ed efficienza nella Pubblica Amministrazione: il ruolo dell&#8217;eProcurement.  Nell&#8217;aula S01, con una magnifica aria condizionata bloccata a meno 10 gradi, Paolo Catti ha presentato i risultati della ricerca.
Qualche numero tanto per iniziare:
- nel 2008 la spesa pubblica transitata su applicativi di eprocurement ammonta a 3,22 miliardi di euro , valore triplicato rispetto al 2007;
- la nota dolente è che i 3,22 miliardi sono solo il 2,5 % del totale di beni e servizi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_138" class="wp-caption alignleft" style="width: 241px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-138" title="100_0785" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/05/100_0785-300x200.jpg" alt="sassolino" width="231" height="154" /></dt>
</dl>
</div>
<p>Lunedì 25 maggio si è svolta la presentazione della terza edizione dell&#8217;Osservatorio del Politecnico di Milano: Innovazione ed efficienza nella Pubblica Amministrazione: il ruolo dell&#8217;eProcurement.  Nell&#8217;aula S01, con una magnifica aria condizionata bloccata a meno 10 gradi, <a href="http://www.linkedin.com/pub/paolo-catti/5/408/994" target="_blank">Paolo Catti</a> ha presentato i risultati della ricerca.<br />
Qualche numero tanto per iniziare:</p>
<p>- nel 2008 la spesa pubblica transitata su applicativi di eprocurement ammonta a 3,22 miliardi di euro , valore triplicato rispetto al 2007;</p>
<p>- la nota dolente è che i 3,22 miliardi sono solo il 2,5 % del totale di beni e servizi acquistati dalla PA in Italia (avete letto bene il 2,5 %);</p>
<p>- quasi il 50% del transato complessivo è passato dai sistemi di CONSIP (che per chi non lo sapesse è tra le altre cose la Centrale d&#8217;Acquisto della Pubblica Amministrazione, gestita dal Ministero del Tesoro);</p>
<p>- i miliardi di spesa vengono fatti transitare attraverso tre strumenti di eprocurement:</p>
<ul>
<li>2,416 miliardi di euro vengono transati attraverso <strong>Gare ed Aste Elettroniche</strong>,</li>
<li>188 milioni di euro attraverso <strong>Mercati Elettronici e Cataloghi online</strong>,</li>
<li>616 milioni di euro attraverso <strong>Negozi online a supporto delle Convenzioni</strong></li>
</ul>
<p>Interessante notare come i negozi online abbiano avuto un notevole sviluppo, soprattutto per l&#8217;utilizzo imponente anche di altri attori pubblici come Intercent-ER (la Centrale acquisti della Regione Emilia Romagna). Il negozio elettronico non è altro che la vetrina ed il motore di configurazione per realizzare l&#8217;acquisto di prodotti e/o servizi normati da una convenzione attiva. Ad esempio le ASL possono acquistare ambulanze tramite una convenzione realizzata tra la Centrale d&#8217;Acquisto ed i fornitori vincitori di una gara e configurare online tutti gli apparati che l&#8217;ambulanza deve avere. E&#8217; perciò uno strumento più complesso rispetto all&#8217;acquisto da catalogo tradizionale ma per questo molto potente. Oltre alle regole di configurazione tecnica le convenzioni possono attivare regole di definizione del prezzo complicate a piacere.</p>
<p>La ricerca ha poi mostrato come l&#8217;adozione di sistemi di eprocurement abbia oggettivamente portato a risparmi in termini di tempo e risorse impegnate nell&#8217;intero procedimento di acquisto. Da rilevare come sia superato il concetto di adozione dell&#8217;eprocurement per ottenere dei risparmi sul prezzo d&#8217;acquisto ma ci si concentri ora sul reale vantaggio in termini di razionalizzazione del processo e snellimento delle procedure che l&#8217;eprocurement può portare.</p>
<p>La presentazione è poi proseguita con una tavola rotonda gestita da <a href="http://www.dig.polimi.it/ita/comunita/cl.php?id=55" target="_blank">Andrea Rangone</a> con i principali attori del mercato eprocurement in Italia:</p>
<p>- <a href="http://www.consip.it/on-line/Home/Chisiamo/Organisocietariestruttura/OrganiSocietari/ConsigliodiAmministrazione.html#broggi" target="_blank">Danilo Broggi</a> A.D. Consip</p>
<p>-<a href="http://www.linkedin.com/pub/paolo-chiaverini/a/38a/653" target="_blank"> Paolo Chiaverini</a> &#8211; A.D. i-Faber</p>
<p>- <a href="http://www.linkedin.com/in/andreamartino" target="_blank">Andrea Martino</a> &#8211; Centrale Regionale Acquisti Lombardia Informatica</p>
<p>- Ezio Melzi &#8211; Direttore Generale BravoSolution Italia</p>
<p>- Tania Palazzi &#8211; Responsabile Ufficio Legale Intercent-ER</p>
<p>Argomento principale: ormai la tecnologia non è più un problema ma il principale ostacolo all&#8217;adozione massiccia di tali soluzioni è ancora legato alla ritrosia di affrontare cambiamenti di questo tipo nel proprio modo di lavorare. C&#8217;è ancora, è vero una sort a di paura ed attesa rispetto alle norme del Codice degli Appalti che stanno per essere emanate nel dettaglio in questo periodo e che probabilmente influiranno su alcuni strumenti specifici, ma tutti sono d&#8217;accordo nel dire che sempre meno enti si trincerano dietro al classico &#8220;aspettiamo e vediamo cosa succede&#8221;.</p>
<p>Danilo Broggi ha poi enfatizzato come in ambito eprocurement l&#8217;Italia e la sua CONSIP in particolare siano a tutti gli effetti best practice a livello europeo e che la politica di ogni progetto di egovernement dovrebbe mettere al proprio nucleo centrale politiche e progetti di eprocurement per far leva su tutti gli altri temi.</p>
<p>Che dire ?  Bazzico il tema eprocurement dal lontano 2000 quando i marketplace dovevano essere le &#8220;killer applications&#8221; dell&#8217;IT. Dopo meno di un decennio in Italia (ma direi nel mondo) i nomi di quelli che sono sopravvissuti si contano sulle dita di una mano. Quelli rimasti (come i-Faber) giocano oggi un ruolo importantissimo.</p>
<p>Il problema è che nel 2009 si parla ancora di un 2,5% di spesa pubblica transitata su questi sistemi. E&#8217; troppo poco, è un sassolino nel mare della spesa, è necessario che il sassolino diventi un faraglione ed al più presto. Sono d&#8217;accordo che l&#8217;aspetto tecnologico risulti sempre meno vincolante, i fornitori (come tutte le realtà moderne) usano sempre più spesso computer ed internet per ogni aspetto della loro vita (privata o aziendale che sia) è quindi giunto il momento di rompere tutte le resistenze residue  ed incentivare la necessità di utilizzare questi strumenti in ambito pubblico e privato.</p>
<p>Come fare ? Qualche flash:</p>
<ul>
<li>Tanta informazione sui risultati fin qui realizzati,</li>
<li>incentivare l&#8217;utilizzo da parte dei manager pubblici legando i loro risultati economici con l&#8217;adozione e l&#8217;utilizzo di queste tecnologie,</li>
<li>informare e formare i fornitori su come utilizzare al meglio queste soluzioni magari per riuscire competere anche su altri mercati oggi non presidiati,</li>
<li>semplificare le normative per realizzare procedure (informatizzate o meno) più snelle.</li>
</ul>
<p>E come piace dire di questi tempi : &#8220;&#8230; ci vuole commitment a tutti i livelli &#8220;&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lavora.conabs.it/eprocurement-pa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
