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	<title>Lavora con ABS &#187; Tecnologia</title>
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	<description>il lavoro con noi, la nostra azienda, il nostro essere consulenti</description>
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		<title>Think Mobile – with Google</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 20:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[smarthphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Think Mobile – with Google – Triennale di Milano 26 settembre

L'evento organizzato da Google è incentrato sullo sviluppo di applicazioni mobile e orientato principalmente alle aziende ed ai servizi.

La roadmap prevedeva l'inizio del workshop alle ore 14:00 con la presentazione di Richard Hyndman, Android Developer Advocate di Google UK, il quale comincia il dibattito evidenziando il grado di crescita e diffusione di Android nel mondo, sottolineando che attualmente il market place di Android racchiude circa 250000 applicationi e un numero di cellulari Android attivi pari a più di 150 milioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-479" title="think_mobile_logo" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/09/think_mobile_logo.gif" alt="" width="363" height="118" />Think Mobile – with Google – Triennale di Milano 26 settembre</p>
<p>Dal nostro inviato Patrick Illarietti:</p>
<p>L&#8217;evento organizzato da Google è incentrato sullo sviluppo di applicazioni mobile e orientato principalmente alle aziende ed ai servizi.</p>
<p>La roadmap prevedeva l&#8217;inizio del workshop alle ore 14:00 con la presentazione di <strong>Richard Hyndman</strong>, Android Developer Advocate di Google UK, il quale comincia il dibattito evidenziando il grado di crescita e diffusione di Android nel mondo, sottolineando che attualmente il market place di Android racchiude circa 250000 applicationi e un numero di cellulari Android attivi pari a più di 150 milioni.</p>
<p>L&#8217;impostazione del dibattito non è molto tecnica in quanto  Richard Hyndman vuole far capire ai suoi ascoltatori come sia possibile trarre profitti e guadagni dal mondo mobile.</p>
<p>Innanzitutto ammette che le applicazioni più scaricate  dal market sono quelle free ed in secondo luogo fornisce le best practises per sviluppare un&#8217;applicazione Android di successo.</p>
<p>Non bisogna avere fretta di pubblicare l&#8217;applicazione sul Market, ma questo deve avvenire solo quando il software è completo e maturo.</p>
<p>Quando lo sviluppatore decide di pubblicare un&#8217;applicazione a pagamento, il prezzo richiesto deve essere commisurato a quello delle applicazioni dello stesso settore di mercato.</p>
<p>Il secondo intervento ad opera di<strong> Nick Butcher</strong>,  Android Developer Advocate di Google UK, aveva come tematica principale la user interaction UI in Android ed in particolare nella versione Honeycomb del sistema operativo.</p>
<p>Il titolo della presentazione era “Honeycomb UI Patterns” ed l&#8217;obiettivo del relatore era quello di mettere in luce quelli che sono gli aspetti caratterizzanti ed innovativi della release Honeycomb di Android che è la versione di riferimento per i tablet di nuova generazione.</p>
<p>Google definisce l&#8217;interfaccia di Android 3.0 olografica, probabilmente esagerando un po&#8217;, ma con lo scopo di sottilineare la nuova veste grafica del sistema operativo, che risulta più accattivante grazie alla presenza di elementi 3D, dove le app e le widget sono organizzate su 5 desktop differenti.</p>
<p>Un&#8217;altro punto di forza è costituito dalla “Action bar”, grazie alla quale è possibile controllare facilmente lo stato delle applicazioni. La “action barra” è divisa in 3 parti: in quella più a sinistra vengono posizionate tutte le icone relative alle applicazioni in esecuzione; in quella centrale vi è la possibilità di navigare nell&#8217;applicazione attraverso dei menù di tipo diverso (label, dropdown o tab) ed infine vi è la sezione dedicata alle “Contextual action” che permettono all&#8217;utente di selezionare le azioni che desiderano e che modificano lo stato dell&#8217;applicazione.</p>
<p>Nella versione “Honeycomb”, un valore aggiunto è sicuramente garantito dal sistema di notifiche, he tramite  dei pop up avvisa per esempio dell&#8217;arrivo di un nuovo messaggio su Gtalk in maniera chiara e al contempo non invasiva.</p>
<p>Ascoltare musica attraverso un player multimediale è un&#8217;operazione che l&#8217;utente può fare attraverso un menù minimale che permette di svolgere le classiche azioni: canzone precedente e successiva, play/pause e alzare il volume.</p>
<p>Le widget nella homescreen possono essere organizzate in diversi modi: in una lista, una griglia o come in una pila (stack).</p>
<p>La gestione dell&#8217;orientamento dell&#8217;immagine è stata migliorato: l&#8217;opzione di default è quella portrait, ma ovviamente è supportata anche la versione landscape. Il passaggio da un&#8217;opzione all&#8217;altra avviene in maniera automatica quando l&#8217;utente ruota il tablet, ma sono state migliorate le strategie con le quali  si passa dall&#8217;una all&#8217;altra. Gli approcci possibili sono stretch columns, show/hide columns, expand/collapse columns e stack columns.</p>
<p>Infine la funzionalità “Drag &amp; drop” è stata raffinata permettendo la visualizzazione di ciò che è stato selezionato e che verrà copiato e le operazioni distruttive verranno evidenziate con maggior enfasi all&#8217;utente.</p>
<p>Terminato il secondo talk, entrambi gli esperti rispondono alle domande che sono state inviate degli sviluppatori durante l&#8217;iscrizione all&#8217;evento.</p>
<p>Qualcuno chiedeva quando sarà rilasciato il codice sorgente della versione 4.0 di Android,  altri si chiedevano se con tutti questi linguaggi, sarà possibile un giorno avere un unico linguaggio di programmazione di reiferimento, uno standard insomma.</p>
<p>Terminate le domande, l&#8217;agenda prevede la review delle applicazioni che gli sviluppatori hanno inviato al momento della registrazione.</p>
<p>Le idee che sono alla base di queste app sono semplici, ma alcune davvero interessanti.</p>
<p>La prima app riguarda la gestione delle applicazioni dello smartphone e la possibilità di creare shortcut e widget nella homescreen per permettere un accesso semplice e rapido alle proprie applicazioni.</p>
<p>La seconda applicazione presentata realizza la funzionalità di traduttore simultaneo di testo e pagine web. Questa funzione è sicuramente utile, ma dal punto di vista della complessità del software non rappresenta uno scoglio insuperabile in quanto basta sfruttare le API messe a disposizione da Google per ottenere risultati molti simili a quelli mostrati dal simpatico sviluppatore che ha realizzato questa app.</p>
<p>La rassegna prosegue con la descrizione di un simpatico giochino simile a quelli dei premi hanni 80 con una grafica decisamente vintage: lo scopo di chi ha realizzato il game era quello di cimentarsi per la prima volta nello sviluppo di un&#8217;applicazione Android e di pubblicarla sul Market per osservare il successo che poteva avere l&#8217;applicazione.</p>
<p>L&#8217;applicazione che è piaciuta di più e che ha portato al suo sviluppatore la vincita di un telefonino, riguardava la possibilità di scambiera file tra un dispositivo mobile ed un PC attraverso il protocollo wifi.</p>
<p>Il workshop si conclude con un aperitivo sulle terrazze delle triennale e per chi vuole con una visita del museo del design.</p>
<pre> Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/johanl/4382372758/in/set-72157623336975827" target="_blank">Johan Larsson</a>
</pre>
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		<title>Prossime conferenze interessanti</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/conferenze-interessanti/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/conferenze-interessanti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 21:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[user experience]]></category>
		<category><![CDATA[UX]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre alcuni colleghi ci salutano dalle spiagge della splendida Sicilia, ABS vi consiglia alcuni dei più interessanti eventi IT:

1) Google Think Mobile - Android Lab - lunedì 26 settembre alla Triennale per sentire direttamente dai tipi di Google cosa bolle in pentola su Android ed il mercato mobile in generale

2) UX Conference -a Lugano il 29 ottobre per parlare di User Experience.

Chiaramente emissari di ABS saranno presenti  e pronti a carpire tutto quello che possono !

A risentirci su queste pagine per un resoconto dettagliato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-470" title="marsala" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/09/marsala-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />Mentre alcuni colleghi ci salutano dalle spiagge della splendida Sicilia, ABS vi consiglia alcuni dei più interessanti eventi IT:</p>
<p>1) <a href="http://www.whymca.org/blog/evento-google-think-mobile-il-26-settembre-milano" target="_blank">Google Think Mobile </a>- Android Lab &#8211; lunedì 26 settembre alla Triennale per sentire direttamente dai tipi di Google cosa bolle in pentola su Android ed il mercato mobile in generale</p>
<p>2) <a href="http://www.uxcon.com/programma/" target="_blank">UX Conference</a> -a Lugano il 29 ottobre per parlare di User Experience.</p>
<p>Chiaramente emissari di ABS saranno presenti  e pronti a carpire tutto quello che possono !</p>
<p>A risentirci su queste pagine per un resoconto dettagliato.</p>
<pre>Photo by Campanelli &amp; Ciccio
</pre>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">http://www.uxcon.com/programma/</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Consulenti Programmatori PHP</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/consulenti-php/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/consulenti-php/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 11:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Offerte di Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenti]]></category>
		<category><![CDATA[mysql]]></category>
		<category><![CDATA[neo laureati]]></category>
		<category><![CDATA[offerta]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>

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		<description><![CDATA[Stai cercando lavoro in una azienda che ti valorizzi, ti faccia crescere e sia finalmente trasparente riguardo a stipendio e formazione ?
Noi abbiamo la soluzione: ABS.
ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.
Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.
I candidati saranno inseriti nell&#8217;area High Tech ed introdotti nei progetti più importanti su territorio nazionale.
La crescita professionale è garantita da precisi percorsi formativi di lungo periodo.
I requisiti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-206" title="php" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/10/php-300x200.jpg" alt="php" width="300" height="200" />Stai cercando lavoro in una azienda che ti valorizzi, ti faccia crescere e sia finalmente trasparente riguardo a stipendio e formazione ?</p>
<p>Noi abbiamo la soluzione: ABS.</p>
<p>ABS è una giovane società di consulenza in ambito IT che mette il consulente al centro di tutto.</p>
<p>Il nostro plus è da sempre la qualità dei consulenti, l&#8217;attenzione alla loro gestione e alla loro crescita, vero patrimonio aziendale.</p>
<p>I candidati saranno inseriti nell&#8217;area High Tech ed introdotti nei progetti più importanti su territorio nazionale.</p>
<p>La crescita professionale è garantita da precisi percorsi formativi di lungo periodo.</p>
<p>I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:</p>
<p>• Laurea o diploma in discipline tecniche<br />
• Esperienza da1 a 2 anni maturata presso aziende o società di consulenza nello sviluppo di applicativi in PHP<br />
• Capacità di relazione con il cliente interno ed esterno</p>
<p><strong>Requisiti tecnologici</strong></p>
<p><em>Conoscenza Linguaggi :</em></p>
<ul>
<li> PHP 4</li>
<li>PHP5</li>
</ul>
<p><em>Database :</em></p>
<ul>
<li> MySQL</li>
<li>Oracle 10g</li>
</ul>
<p><em>Discreta conoscenza di  : </em></p>
<ul>
<li> Eclipse</li>
<li>Subversion</li>
<li>HTML, CSS</li>
</ul>
<p><em>Conoscenza opzionali di:<br />
</em></p>
<ul>
<li>Framework PHP :  Zend, PEAR</li>
</ul>
<p>I/Le candidati/e interessati/e sono pregati di inviare il Curriculum Vitae in formato word a lavora[at]conabs.it</p>
<p>La ricerca è estesa a candidati di entrambi i sessi (art. 1 L. 903/77 e art. 4 L.125/91)I candidati sono invitati a leggere sul nostro sito all&#8217;indirizzo www.absontheweb.com l&#8217;informativa sulla privacy (D.Lgs. 196/2003).</p>
<p>Photo by <a href="http://www.lyonora.it/" target="_blank">lyonora</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rossella Rasulo, giovane scrittrice all&#8217;esordio</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/rossella-rasulo-esordio/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/rossella-rasulo-esordio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi facciamo una chiacchierata con Rossella Rasulo , giovane scrittrice che da 5 anni tiene un blog personale e che nel 2010 si è lanciata con la pubblicazione del suo primo romanzo : Ti voglio vivere
Grazie della disponibilità, Rossella.
Prima domanda
Intanto una precisazione, questo è un blog aziendale incentrato su di noi, ma anche su come concepiamo il lavorare e l&#8217;essere al passo con i tempi.

Detto ciò la prima domanda che ti faccio è : ma chi te l&#8217;ha fatto fare ?
Una famiglia, un lavoro, un blog e ti sei messa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880460057"><img class="alignleft size-full wp-image-292" title="Ti voglio vivere di Rossella Rasulo" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/06/Cover_GRA.jpg" alt="" width="226" height="346" /></a></p>
<p>Oggi facciamo una chiacchierata con Rossella Rasulo , giovane scrittrice che da 5 anni tiene un<a href="http://www.ninna.it" target="_blank"> blog personale</a> e che nel 2010 si è lanciata con la pubblicazione del suo primo romanzo : <a href="http://www.librimondadori.it/web/mondadori/scheda-libro?isbn=978880460057" target="_blank">Ti voglio vivere</a></p>
<p>Grazie della disponibilità, Rossella.</p>
<p><em><strong>Prima domanda<br />
</strong>Intanto una precisazione, questo è un blog aziendale incentrato su di noi, ma anche su come concepiamo il lavorare e l&#8217;essere al passo con i tempi.</em></p>
<p><em><br />
Detto ciò la prima domanda che ti faccio è : ma chi te l&#8217;ha fatto fare ?<br />
Una famiglia, un lavoro, un blog e ti sei messa anche a scrivere un romanzo, perchè ?</em></p>
<blockquote><p>Tu diresti di no ad una sfida del genere? Io non ci sarei riuscita. Conosco scrittori che scrivono solo dopo cena, in quei momenti tra il pasto con la famiglia e il letto rinunciando alla tv. Di tempo ce n&#8217;è sempre, sta solo a noi decidere in cosa impegnarlo.</p></blockquote>
<p><strong>La rete e l&#8217;IT</strong><br />
<em>Come vivi la tua presenza in rete ? Cosa è per te internet, uno strumento promozionale, una valvola di sfogo oppure è solo l&#8217;evoluzione del telefono, un modo per comunicare più velocemente ?</em></p>
<blockquote><p>Per me internet è un mezzo in più. E&#8217; un mezzo pratico e veloce per risolvere tante piccole &#8220;faccende&#8221; che altrimenti richiederebbero più tempo: far leggere un proprio post a migliaia di persone, prenotare vacanze, cercare un regalo e via dicendo.</p></blockquote>
<p><em>Ed il tuo rapporto con le tecnologie  ?</em></p>
<blockquote><p>Finché riusciurò ad avere la meglio sulla mia rete domestica direi ottimo.</p></blockquote>
<p><em><strong>Scrivere</strong></em><br />
<em>Come è stato scrivere un libro ? Nella mia testa e&#8217; un po&#8217; come portare avanti un progetto: pianificare l&#8217;avanzamento, ideare i soggetti, sviluppare i dettagli ed infine limare le rugosità.</em></p>
<blockquote><p>Scrivere per me è più un lavoro di testa e di emozioni che si susseguono. C&#8217;è poca pianificazione. Aspetto che la storia o il post prendano una forma tra i miei pensieri e  inizio a scrivere. Se questo non succede non mi metto davanti al portatile a fissare il monitor. Faccio altro. Certo, quando si tratta di un libro ovviamente c&#8217;è una rigidità maggiore, ma soprattutto per l&#8217;attenzione alla storia che si sta raccontando. Ad esempio la coerenza all&#8217;interno della narrazione è una fattore molto importante. Se manca la coerenza la storia e i personaggi rischiano di perdere la loro dimensione.</p></blockquote>
<p><em><strong>Telelavoro</strong></em><br />
<em>Se non sbaglio hai deciso di terminare il tuo lavoro da dipendente con la relativa vita da ufficio. Quanto ti è mancato il rapporto con i colleghi di scrivania ?<br />
Ti chiedo questo perchè oggi si fa un gran parlare di telelavoro ma poi, soprattutto nel mondo IT, c&#8217;è una forte paura di perdere il controllo della propria vita lavorativa fatta anche di mille rapporti e di mille contatti.</em></p>
<blockquote><p>Non lavoro più in ufficio ma lavoro comunque a contatto con altre persone. Amo lavorare con i miei ritmi e dedicarmi a un lavoro quando sento di poter rendere il massimo. L&#8217;ufficio invece ti &#8220;pretende&#8221; in quell&#8217;orario tutti i giorni indipendentemente dal tuo stato d&#8217;animo. Mi mancano alcune colleghe del lavoro precedente, questo sì, ma per questioni affettive più che altro.</p></blockquote>
<p><strong><em>I giovani</em></strong><br />
<em>Leggo da un po&#8217; il tuo blog e mi sembri molto decisa nel raggiungere i tuoi obiettivi; il pensiero comune è che invece i giovani d&#8217;oggi (molto vaga come definizione lo so) siano tutto tranne che determinati.<br />
Tu cosa ne pensi ?</em></p>
<blockquote><p>Non saprei, ma spero davvero che non sia così. Porsi di continuo degli obiettivi resta uno stimolo fondamentale a qualsiasi età.</p></blockquote>
<p><em><strong>Il libro</strong></em><br />
<em>A me è piaciuto. E&#8217; scorrevole, una lettura gradevole e poi ha il grande merito di riportare alla mente nei 35/40 enni come me la vita del liceo, le prime cotte , i rapporti burrascosi con gli insegnanti.<br />
Quello che non ho saputo fare invece è &#8220;staccare&#8221; il concetto di Rossella dalla lettura del romanzo. Mi spiego, ti leggo sul blog e quindi per forza di cosa mi sono fatto certe opinioni su di te e sullo spaccato di vita che lasci trasparire con i tuoi post.<br />
Leggendo il romanzo mi sono accorto di sovrapporre in alcuni passaggi queste convinzioni sui personaggi e forse così non ho colto certe sfumature che volevi infondere ai loro caratteri.<br />
Penso sia naturale ma mentre scrivevi ne hai tenuto conto ? cioè il tuo essere blogger ha influito sulla crescita del romanzo ?</em></p>
<blockquote><p>Essere blogger ha influito sulla presenza di un blog all&#8217;interno del libro. E&#8217; più semplice descrivere un mondo che si conosce. Per il resto non ne ho tenuto conto. E&#8217; il lettore a leggere tra le righe quello che vuole. Di solito intento dello scrittore e interpretazione del lettore non coincidono mai. Ed è proprio questo il bello della lettura: ognuno la vive come meglio crede.</p></blockquote>
<p><em><strong>Il tempo</strong></em><br />
<em>Classicissima domanda ad una mamma in carriera: ma dove trovi il tempo di far tutto ?<br />
Al di là degli scherzi adotti qualche metodo per riuscire a pianificare le tue giornate in modo da non arrivare a sera con il pesante macigno del &#8220;sono sempre di corsa e non riesco a fare tutto !&#8221; ?</em></p>
<blockquote><p>Questo problema l&#8217;ho avuto solo quando lavoravo in ufficio. Sto cercando di organizzarmi la vita in modo da non dover più correre e, tranne in rari casi, ci sto riuscendo. Un po&#8217; di pianificazione fa sempre comodo, specie per non scordarsi gli impegni, ma non deve essere un chiodo fisso. Non si riesce mai a fare tutto quello che vorremmo, e non parlo solo di lavoro, quindi perché correre? Meglio fare le cose con calma.</p></blockquote>
<p><em><strong>Colloquiando</strong></em><br />
<em>Su questo blog spesso cerchiamo di dare qualche consiglio ai giovani di fronte al primo colloquio di lavoro.<br />
Se dovessi dar loro un solo consiglio ?</em></p>
<blockquote><p>Il colloquio di lavoro può creare ansia, stress e aspettative, tutte cose che alla lunga fanno male. Per questo ho sempre cercato di andare ai colloqui col sorriso senza immaginare che la mia vita sarebbe cambiata. Ai colloqui ci proponiamo come un ottimo prodotto in cui investire. Voi comprereste qualcosa da una persona insicura e agitata?<br />
Preparatevi al meglio e prendetela come una piccola avventura senza farvi prendere dal panico che rischia di essere controproducente.</p></blockquote>
<p>Grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato !</p>
<blockquote><p>Grazie a te!</p></blockquote>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<p>Immagine in home di <a href="http://www.flickr.com/photos/46336007@N00/2218874300/" target="_blank">Smeerch</a></p>
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		<title>La cittadinanza digitale: intervista con Gianluigi Cogo</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/cittadinanza-digitale-gianluigi-cogo/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 06:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[ E&#8217; un piacere ospitare sul nostro blog l&#8217;autore del libro &#8220;La Cittadinanza Digitale&#8220;, Gianluigi Cogo .
Cogo è un ottimo comunicatore e grazie a questa sua dote è anche un ottimo &#8220;facilitatore&#8221; per le nuove tecnologie nei processi delle PA. Già negli anni &#8217;90 fondava una delle prime reti civiche a Venezia e con la Regione Veneto ha lanciato la prima intranet 2.0.
Gianluigi benvenuto ! Prima di tutto grazie di aver accettato di fare questa mini intervista.
Cittadinanza digitale, diritti e doveri dei nuovi cittadini nell&#8217;era della conoscenza.
Prima domanda secca, secondo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.edizionidellasera.com/2010/05/10/la-cittadinanza-digitale/"><img class="alignleft size-medium wp-image-267" title="La Cittadinanza Digitale" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/06/cittadinanza_digitale_small-204x300.png" alt="" width="204" height="300" /></a> E&#8217; un piacere ospitare sul nostro blog l&#8217;autore del libro &#8220;<a href="http://www.edizionidellasera.com/2010/05/10/la-cittadinanza-digitale/" target="_blank">La Cittadinanza Digitale</a>&#8220;, <a href="http://www.linkedin.com/in/gigicogo" target="_blank">Gianluigi Cogo</a> .</p>
<p>Cogo è un ottimo comunicatore e grazie a questa sua dote è anche un ottimo &#8220;facilitatore&#8221; per le nuove tecnologie nei processi delle PA. Già negli anni &#8217;90 fondava una delle prime reti civiche a Venezia e con la Regione Veneto ha lanciato la prima intranet 2.0.</p>
<p>Gianluigi benvenuto ! Prima di tutto grazie di aver accettato di fare questa mini intervista.</p>
<p><strong><em>Cittadinanza digitale, diritti e doveri dei nuovi cittadini nell&#8217;era della conoscenza.</em></strong><br />
<em>Prima domanda secca, secondo te è davvero alto il numero delle persone che in Italia si sentono cittadini digitali e che soprattutto sono consapevoli dei propri doveri in tal senso ?</em></p>
<blockquote><p>No, non credo, anzi è proprio esiguo. La consapevolezza, di solito, avviene alla fine di un percorso che, nel nostro paese, abbiamo appena iniziato e che, comunque, è più arduo che altrove.</p>
<p>Non c’è un grande senso civico e lo sviluppo della democrazia partecipata soffre la mancanza di questo fondamentale.</p></blockquote>
<p><em><strong>La Tecnologia</strong><br />
Nel tuo libro ricalchi spesso il concetto che la tecnologia è solo uno strumento (oggi avanzato) ma che se non si cambia mentalità e modo di approcciare i processi mettendo al centro l&#8217;utente, i vantaggi non si vedranno mai. Nel mio piccolo ho visto progetti tecnologicamente perfetti partire già &#8220;morti&#8221; perchè informatizzavano la procedura senza portare nulla di nuovo.<br />
Ma come si riesce ad invertire questo modo di lavorare ?</em></p>
<blockquote><p>Facendo l’ovvio, ovvero analizzando i fabbisogni con l’utente finale. Sembra davvero una ovvietà ma alzi la mano chi lo fa per davvero. Spesso la sicurezza, l’inconsapevole prepotenza, la boria associata alla competenza fanno perdere di vista questo principio. Oggi è necessario co-costruire, mettendo l’utente sullo stesso piano del servente. Assieme si progetta, si costruisce, si corregge, si evolve, si cambia.</p>
<p>Facile a dirsi vero?</p>
<p>Parole come usabilità, user-experience, accessibilità, consumerization, ecc. enfatizzano solo la banalità dell’unico metodo possibile: ANALISI DEI FABBISOGNI!</p>
<p>E’ dura da accettare ma molti progetti nascono morti perché non c’è il bisogno o, per lo meno, lo vede solo chi li scatena.</p></blockquote>
<p><strong><em>I requisiti, questi sconosciuti</em></strong></p>
<p><em>Spesso parlando con le nuove leve che entrano in azienda mi soffermo sull&#8217;importanza di formalizzare nero su bianco i requisiti funzionali di quello che si sta sviluppando (a dire il vero io sono un grande fautore dell&#8217;insegnare a tutti i nostri giovani la potenza del scrivere e riscrivere quello che si dice nelle varie riunioni e poi magari chiedere al proprio referente: io ho capito questo era quello che volevi dire ? Ma questo è un tema diverso). Anche nel tuo libro evidenzi come a volte i vari applicativi del mondo della PA siano realizzati senza aver fatto una analisi dei requisiti esauriente e vera, sentendo e coinvolgendo i fruitori del servizio.La mia sensazione è che ci sia una certa corrente di pensiero per cui gli applicativi 2.0 (se mai dovessero esistere) dato che sono basati sul concetto di web siano più &#8220;facili&#8221; e quindi più semplici da analizzare e realizzare. Io penso sia esattamente l&#8217;opposto.</em></p>
<blockquote><p>Avevo risposto alla domanda precedente prima ancora di leggere questa. Come vedi alcune risposte già ci sono, basta mettere in pratica questi dettati.<br />
Per il resto, anch’io penso che l’applicativo (business mashup o application API based) non sia facile da realizzare. Spesso si percepisce la potenzialità indotta dall’interoperabilità e da alcune grammatiche minime condivise ma, portare questo a livello enterprise è un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Certo, l’esperienza utente è importante e deve essere tenuta in considerazione anche quando si pensa che il core del progetto sia nella parte funzionale. Spesso non lo è. A volte una interfaccia semplice e usabile permette di superare scogli ben più ardui. Prima si conquista la fiducia, poi la complessità la si scompone assieme.</p></blockquote>
<p><strong><em>Paura di sbagliare</em></strong></p>
<p><em>Anni fa in una mega riunione per definire i requisiti di una applicazione di procurement nel pubblico ho contato 8 persone dell&#8217;ente nostro cliente, discutere per ore su quale vocabolo utilizzare come etichetta di un campo.<br />
Alla mia domanda all&#8217;utente con cui avevo più confidenza se stessimo scherzando, mi risponde serio &#8220;Ma come , se poi scegliamo il vocabolo sbagliato e finiamo in tribunale ?&#8221;. Ecco un po&#8217; era una battuta, un po&#8217; l&#8217;evidenza di una paura che secondo me nella pubblica amministrazione italiana esiste ed è viva: cosa succede se sbagliamo.<br />
E quando questa paura affiora nei progetti IT che dovrebbero essere di forte innovazione &#8230; </em></p>
<blockquote><p>Le ontologie non dobbiamo deciderle noi con megariunioni alla ricerca di denominatori comuni. E’ successo anche a me, ricordo riunioni fiume su un catalogo di formazione da erogare on line, e ogni campo era una discussione infinita. Noi dobbiamo gestire i dati e renderli fruibili. La semantica serve per dare una qualità, un identificabilità, una lettura univoca, insomma è una carta d’identità dei dati, ma poi mia madre può chiamarmi amore, gigetto, titti o figliolo, cosa cambia.<br />
I portali di nuova generazione permettono di costruire viste basate sul tagging e quindi su ontologie che crescono grazie alla marcatura sociale. Si, lo so è un po’ un paradosso, ma dammi il dato e io lo chiamo, lo aggrego, lo combino come voglio!</p></blockquote>
<p><strong><em>Open Data</em></strong><br />
<em>Il concetto di far si che i dati siano un patrimonio disponibile a tutti e che &#8220;addirittura&#8221; possa servire come volano a nuovi business è bellissimo.<br />
Ma soprattutto in Italia la protezione del proprio giardinetto di conoscenza è dura da scalfire.<br />
Anche in ambito privato c&#8217;è molta strada da fare, mi ricordo ancora un manager all&#8217;introduzione di un applicativo di pubblicazione dei documenti aziendali sulla intranet esclamare : &#8220;ah .. così tutti potranno aver accesso alle procedure&#8221; &#8230; eh già .</em></p>
<blockquote><p>Mah, io stesso son perplesso ma, abbiamo alternative? Secondo me no! La PA dovrebbe gestire bene i dati e non fare ICT nel senso dell’erogatore di applicazioni. Non è il suo lavoro.<br />
Il dato è l’unità minima dell’informazione. Se qualcuno ne ha accesso esclusivo significa che l’informazione è parziale.<br />
Le procedure sono il mezzo e, come tutti i mezzi possono cambiare. I dati sono il fine e devono essere gestiti bene ma poi resi disponibili in forma chiara, comprensibile e certificati dall’emittente. Il resto dovrebbe farlo il mercato.</p></blockquote>
<p><strong><em>City Smart</em></strong><br />
<em>Leggendo la parte che hai dedicato al concetto di city smart mi veniva in mente l&#8217;Expo2015. Siamo già alle occasioni perse ?<br />
Ho partecipato ad un paio di convegni sull&#8217;Expo o meglio su quello che lato IT vorrà essere l&#8217;expo e sinceramente mi sono sembrate un mucchio di chiacchiere senza sostanza.<br />
Invece secondo me questo tipo di eventi dovrebbero / potrebbero essere i catalizzatori per creare o diffondere nuovi manifesti e/o modi di pensare l&#8217;IT all&#8217;interno di un tessuto sociale come Milano.<br />
Che ne pensi ?</em></p>
<blockquote><p>Sono assolutamente certo che le tecnologie possono fare solo del bene alle città intelligenti. Certo, la politica deve capire il tema e imparare cos’è il crowdsourcing, ovvero l’outsourcing di certe ricette, idee e decisioni. E’ finita l’epoca delle città programmate da grandi piani. Le città diventano liquide, ibride, sempre in movimento. Intere zone diventano ecosistemi intelligenti e, la connessione fra questi è digitale.</p></blockquote>
<p><strong><em>Giovani Nativi Digitali</em></strong><br />
<em>Qualche settimana fa discutevo con un caro amico dell&#8217;attuale livello di conoscenze IT degli ingegneri di oggi. Io mi stupivo del fatto che con la facilità di oggi ad accedere alle informazioni ed al contatto più diretto con le aziende, i giovani italiani che si lanciano in nuove iniziative imprenditoriali sul web siano davvero pochi.<br />
Il mio amico mi ha risposto sostenendo che forse sono raggiunti da TROPPE informazioni &#8230; tirati dalla giacchetta da una parte e dall&#8217;altra si mettono alla finestra e &#8220;subiscono&#8221; passivamente il sovraccarico informativo.<br />
Tu cosa ne dici ?</em></p>
<blockquote><p>Può essere l’effetto overload ma non credo sia l’unico. Per avere dei creativi bisogna dargli degli obiettivi. Oggi nessuno pone gli obiettivi giusti a questi giovani ingegneri. Di fatto quando entrano in un reparto IT, son costretti a fare i gestori e a contenere i tagli di budget. Se la nostra politica migrasse dai distretti fordisti e assistiti dagli aiuti di Stato a quelli immateriali, gli obiettivi sarebbero più chiari per questi giovanotti.<br />
Così, invece, fanno i manutentori della macchina che eroga servizi funzionali. Mai strategici.</p></blockquote>
<p><strong><em>Fine delle domande</em></strong><br />
<em>Mi piacerebbe trovare le parole per una domanda super intelligente per concludere questa mini intervista, ma non ci riesco. Allora lascio carta bianca a te, cosa vuoi dire ai giovani aspiranti lavoratori che leggono questo blog cercando di districarsi nel variegato mondo dell&#8217;IT italiano ?</em></p>
<blockquote><p>Siate meno pragmatici e più visionari. Le risposte non sono nel codice ma nei desideri e nei sogni dei vostri utenti. E non dite mai, mai, mai, non si può fare. Perché sapete che non è vero!</p></blockquote>
<p>Grazie per la disponibilità!</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<pre>Photo in home page by <a href="http://www.flickr.com/photos/ash-s/" target="_blank">ash-s</a></pre>
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		<title>La nostra nuvola delle tecnologie</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 07:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Qui di fianco ed anche qui su Wordle la rappresentazione in versione cloud dei temi che abbiamo affrontato nel corso del 2009.
Come per l&#8217;anno scorso la nuvola viene definita a fronte del numero di volte che abbiamo incontrato questi argomenti nel corso dei nostri progetti. Esiste il progetto che sta andando avanti da un paio d&#8217;anni ed esiste la consulenza spot di 20 giorni su un argomento specifico.
Come si può vedere nel 2009 ci siamo concentrati sullo sviluppo di progetti in ambito Oracle  per la realizzazione di piccole o grandi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/04/techcloud_2009.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-241" title="techcloud_2009" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/04/techcloud_2009-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Qui di fianco <a href="http://www.wordle.net/show/wrdl/1856268/TechCloud_2009" target="_blank">ed anche qui su Wordle</a> la rappresentazione in versione cloud dei temi che abbiamo affrontato nel corso del 2009.</p>
<p>Come per l&#8217;<a href="http://lavora.conabs.it/la-nostra-nuvola/" target="_blank">anno scorso </a>la nuvola viene definita a fronte del numero di volte che abbiamo incontrato questi argomenti nel corso dei nostri progetti. Esiste il progetto che sta andando avanti da un paio d&#8217;anni ed esiste la consulenza spot di 20 giorni su un argomento specifico.</p>
<p>Come si può vedere nel 2009 ci siamo concentrati sullo sviluppo di progetti in ambito Oracle  per la realizzazione di piccole o grandi personalizzazioni sul&#8217;ERP <strong>Oracle eBusiness Suite</strong> (e quindi siamo andati giù pesanti con il<strong> PL/SQL</strong>, <strong>Forms </strong>per l&#8217;area tradizionale ed <strong>OAF </strong>per le nuove release).</p>
<p>Il 2009 è stato anche l&#8217;esordio nel nostro carnet tecnologico di <strong>PHP</strong>.</p>
<p>Qui abbiamo aiutato un nostro cliente nelle attività di ridisegno e di sviluppo di nuove funzionalità del loro principale applicativo.</p>
<p>Per il resto siamo ancora fortemente impegnati nell&#8217;ambito funzionale su varie aree e su vari settori .</p>
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		<title>Ormai la Business Intelligence (BI) e&#8217; dappertutto</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 09:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[BusinessObjects]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti vogliono fare BI e tutti vogliono offrire al minor costo (dicono loro) le più avanzate tecniche di analisi del business.
A tal proposito il 26 novembre si è svolto, al Melia Milano Hotel, il  MicroStrategy Business Intelligence Symposium, l’evento MicroStrategy per la presentazione della major release 9 e delle esperienze dirette di partner e clienti.
All’evento hanno partecipato un gran numero di persone attratte sia dalle novità del prodotto che dalla presenza diretta di aziende clienti, differenti per scopo di business, ma tutte consapevoli che la gestione del dato e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-217" title="BusinessIntelligence" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/12/bi-300x200.jpg" alt="BusinessIntelligence" width="300" height="200" />Tutti vogliono fare BI e tutti vogliono offrire al minor costo (dicono loro) le più avanzate tecniche di analisi del business.</p>
<p>A tal proposito il 26 novembre si è svolto, al Melia Milano Hotel, il  <a title="microstrategy" href="http://www.microstrategy.com/Events/symposium/detail.asp?eventid=3762" target="_blank"><strong>MicroStrategy Business Intelligence Symposium</strong></a>, l’evento MicroStrategy per la presentazione della major release 9 e delle esperienze dirette di partner e clienti.</p>
<p>All’evento hanno partecipato un gran numero di persone attratte sia dalle novità del prodotto che dalla presenza diretta di aziende clienti, differenti per scopo di business, ma tutte consapevoli che la gestione del dato e la sua rappresentazione è sinonimo di competitività nel mercato dove operano.</p>
<p>Dopo la consueta registrazione ed il gradevole servizio del “Welcome Coffee”, la giornata è stata organizzata da MicroStrategy stessa in ben 4 percorsi paralleli, consapevoli della mole di informazioni da passare ai nuovi e non clienti/partner.</p>
<p>Le prime due track raggruppavano le migliorie e l’uso diretto del prodotto, di come usare al meglio la BI sia per utenti di alto profilo che non; dalle forti potenzialità della nuova metodologia “In-Memory ROLAP” per la creazione di report veloci senza sovraccaricare con richieste il database, della nuova funzione “Dynamic Sourcing” per la scelta dei cubi migliori per generare il report stesso e di come prodotti di uso quotidiano come Microsoft Word, Excel e PowerPoint entrino con le loro funzionalità nel mondo di MicroStrategy stesso.</p>
<p>Tutto questo per dare un’ottima panoramica di come il mondo BI si evolve ed offre nuovi stimoli di investimento da parte delle aziende, incentrando sempre di più il focus dell’impresa stessa sulla conoscenza del dato, la sua certificazione e la sua fondatezza, come nocciolo per fare business stesso.</p>
<p>Le track successive presentavano le esperienze dei clienti e dei partner nell&#8217;integrazione e nell&#8217;evoluzione degli strumenti e delle metodologie di Business Intelligence.</p>
<p>La parte sicuramente più interessante è stata vedere come i clienti hanno recepito il concetto di BI e di come lo hanno voluto e integrato nel loro mondo aziendale nonostante il loro più importante ostacolo :  l’utente interno.</p>
<p>La prima parola spetta infatti a un colosso di nome Pirelli più precisamente la Pirelli RE Credit Servicing Spa con<a href="http://it.linkedin.com/pub/ugo-pasquali/3/694/44a" target="_blank"> Ugo Pasquali</a>, Client Manager di Pirelli IT.</p>
<p>Riporto quanto citato “<em>Pirelli RE è una real estate fund &amp; asset management company che acquisisce, valorizza e gestisce patrimoni immobiliari di elevato profilo qualitativo, attraverso partnership con primari investitori internazionali. La struttura organizzativa basata su aree geografiche – Italia, Germania e Polonia – e business unit specializzate per tipologia di prodotto è in grado di coniugare conoscenza dei mercati geografici e know-how specialistico nei diversi segmenti. Il Gruppo Pirelli RE è presente della gestione dei crediti non performing attraverso la società leader di mercato Pirelli RE Credit Servicing Spa.</em>”</p>
<p>Presentazione efficace che valorizzava le doti di robustezza e scalabilità del prodotto stesso; delle loro esigenze di presentazioni di grossi volumi di dati  a fronte di una facilità d’uso e di supporto all’utenza nella creazione di report complessi.</p>
<p>Il loro progetto è durato all’incirca 6 mesi portando all’interno di Pirelli RE grandi benefici di business e miglioramenti utili alla strategia aziendale stessa. Sono riusciti ad uniformare il dato ad un’unica fonte per poter così distribuire puntualmente le informazioni di business in tempi strategici e vitali.</p>
<p>Un intervento interessante ma che personalmente ho trovato un po’ sottotono è stato quello di <a href="http://it.linkedin.com/pub/roberto-biasutti/7/253/40b" target="_blank">Roberto Biasutti</a> responsabile delle operazioni “Servizi agli Utenti e Pianificazione delle Missioni” dell’ ESA – European Space Agency.</p>
<p>Riporto quanto citato “<em>ESA, l′Agenzia Spaziale Europea, ha il suo quartier generale a Parigi e centri specializzati in Olanda, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, uffici di collegamento a Washington DC e Mosca, a Bruxelles per le relazioni con la Commissione Europea e una rappresentanza nella Guiana Francese. Uno dei centri, ESRIN, con sede a Frascati, si dedica all′osservazione della Terra. Da Frascati si gestisce l′infrastruttura a terra (&#8220;Ground Segment&#8221; in inglese) per i satelliti dedicati all′osservazione della Terra, coordinando il più grande archivio di dati ambientali in Europa. Dall′ESRIN si coordinano inoltre più di 20 stazioni per la ricezione di dati satellitari e si collabora con &#8220;Ground Segment&#8221; gestiti da altre Agenzie a livello mondiale.</em>”</p>
<p>La mole di dati provenienti da satelliti veniva gestito quasi manualmente, con l’aiuto di strumenti quali Word, Excel: questo portava ad una poca efficienza del dato stesso ed ad un suo scarso utilizzo in termini di business per l’ESA.</p>
<p>La loro decisione è stata quella di impostare un progetto di reportistica e successivamente un’integrazione da parte di MicroStrategy stessa con i sistemi IT già presenti: Pentaho per la parte ETL e MapInfo per la parte di sistema geografico; fornendo dati di pianificazione e monitoraggio ai “Mission Manager” e poter così creare la loro rete di dati ad uso comune con gli altri Paesi supportati dall’ente.</p>
<p>La parte forse più interessante per target aziendale è stato il caso CSS, raccontato da <a href="http://it.linkedin.com/pub/giancarlo-maraviglia/18/129/336" target="_blank">Giancarlo Maraviglia</a> &#8211;  Responsabile Planning, Service Desk e Reporting.</p>
<p>Riporto quanto citato “<em>Customer Services Center ha sede ad Arese e copre 13 nazioni con la sua attività. Serve 14 brand tra i quali Lancia, Fiat, Iveco, Magneti Marelli. </em><em>I servizi forniti ricoprono le aree: Customer Relation; Customer Information; Break Down Assistance; Commercial campaigns, Lead management; Link &amp; Chase; Customer Feedback; Dealer Sales Support; Best Service; Fiat Services –Employees Info Center. </em><em>Ed ecco alcuni numeri importanti: 450 Agenti, 9 Lingue coperte, 3,4 Mio di contatti, 41.950 ore di training, CSS Rating 8,1 (Customer Services Satisfaction ), 85% Chiamate risposte entro 20′′, 88% Chiamate Info inbound gestite in “one call solution“, 70% dei casi risolti entro i 5 giorni lavorativi.</em>”</p>
<p>Interessante è scoprire che anche in questo settore si è passati da una gestione manuale dei dati “copia e incolla” per la creazione di reportistica interna e statistiche aziendali con strumenti di uso comune (Excel in primis) ad una vera e propria gestione del dato.</p>
<p>La loro esperienza con MicroStrategy è servita a creare progetti di BI che portavano a strategie differenti di business interno; ad una misurazione del dato in termini di performance e di un semplice uso delle informazioni stesse.</p>
<p>Si è precisato come altre aziende concorrenti non sono riuscite a fornire quella robustezza e affidabilità (aziendale e di prodotto) che MicroStrategy offriva e offre tutt’ora e di come il loro sodalizio oramai è nel dna stesso dell’utente che usa giornalmente lo strumento.</p>
<p>A cavallo di questi interventi la mia attenzione veniva rapita da come cose quasi scontate &#8211; integrazione con pacchetti esterni – implementazione di motori sempre più potenti per risolvere l’onore delle chiamate al database – prodotti oramai tutti a 64bit – portavano lo stesso comun denominatore: l’approccio all’uso del dato e della sua rappresentazione in modalità “WYSIWYG” soprattutto rivolto oramai all’utente non esperto di tecnologie (manager in primis) per potersi costruire in maniera autonoma le analisi di suo interesse.  In questo penso personalmente che MicroStrategy a differenza di altri prodotti, abbia fatto centro a più riprese.</p>
<p>Architetturalmente e a livello di back-end rispetto ai concorrenti le differenze sono molte, ma lo scopo è assolutamente identico: far fare BI a tutti.</p>
<p>Il fattore economico può far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra,  implementare un progetto di BI nella propria azienda non è comunque cosa da poco.</p>
<p>Senza dimenticare che ad oggi le soluzioni open source sono di gran moda e se l’azienda non ha grosse necessità può essere sicuramente un buon modo per approcciare queste metodologie. E&#8217; importante non dimenticare però il tipo di assistenza che prodotti come MicroStrategy e BusinessObjects possono offrire rispetto alle soluzioni open source e di come questo ultimo mondo sia ancora in effetti più per  “smanettoni” (ancora per poco) che per utenti finali con poche competenze di informatica.</p>
<p>Concludo citando il<a href="http://www.osservatori.net/business_intelligence/rapporti/rapporto/journal_content/56_INSTANCE_0HsI/10402/569880" target="_blank"> Rapporto 2009 Osservatorio Business Intelligence del Politecnico di Milano</a> dove si evidenza come nonostate una situazione economica sfavorevole come quella di oggi, i vari CIO delle grandi aziende sono tutti chiamati ad investire in BI per riuscire a supportare il proprio management nel prendere decisioni più efficaci e tempestive (spesso solamente per riuscire a sopravvivere) e per mantenere sotto controllo i costi aziendali, costruendo modelli di analisi precisi e sempre aggiornati. Il tasso di incremento medio del volume d&#8217;affari previsto in questo settore si colloca tra l&#8217;8% ed il 12% contro una media dell&#8217;ICT stimata intorno al 3%. Insomma, Business Intelligence prima di tutto.</p>
<p>Alberto Lupo</p>
<pre><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/13522901@N00/2247117731/" target="_blank">splorp</a></em></pre>
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		<title>ICT &amp; Embedded Systems: strumenti ed opportunità per le PMI</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/ict-embedded-systems/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 11 giugno sono stato al convegno ICT &#38; Embedded Systems: strumenti ed opportunità per le PMI, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano,o meglio da innovhub, e CiaoTech.
Il tema riguardava le prospettive e le opportunità di sviluppo dei sistemi embedded da parte delle piccole e medie imprese italiane (lombarde in particolare).
Per sistemi embedded, cito wikipedia &#8220;si identificano genericamente dei sistemi elettronici a microprocessore progettati appositamente per una determinata applicazione, spesso con una piattaforma hardware ad hoc, integrati nel sistema che controllano e in grado di gestirne tutte o parte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-157" title="giureconsulti" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/06/giureconsulti-300x232.jpg" alt="giureconsulti" width="300" height="232" />Giovedì 11 giugno sono stato al convegno <a href="http://www.ricercaeinnovazione.it/servizi02.aspx" target="_blank">ICT &amp; Embedded Systems: strumenti ed opportunità per le PMI</a>, organizzato dalla Camera di Commercio di Milano,o meglio da innovhub, e CiaoTech.</p>
<p>Il tema riguardava le prospettive e le opportunità di sviluppo dei sistemi embedded da parte delle piccole e medie imprese italiane (lombarde in particolare).</p>
<p>Per sistemi embedded, cito wikipedia &#8220;si identificano genericamente dei sistemi elettronici a microprocessore progettati appositamente per una determinata applicazione, spesso con una piattaforma hardware ad hoc, integrati nel sistema che controllano e in grado di gestirne tutte o parte delle funzionalità.&#8221; (<a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sistema_embedded&amp;oldid=23753770" target="_blank">fonte Wikipedia</a>) .<br />
Nella vita di tutti i giorni stiamo andando sempre più verso apparecchi di ogni genere che incorporano sistemi embedded sempre più complessi e performanti: dal frigo di casa al cellulare oppure ai vari sensori sulle nostre auto, solo per fare qualche esempio classico.</p>
<p>E&#8217; un settore quindi in fortissima crescita e che fino ad oggi ha visto competere i grandi player ma anche i piccoli innovatori. Per esempio il boom della Nintendo Wii e dell&#8217;iPhone ha permesso a ST Microelectronics di portare avanti un fatturato imponente in quest&#8217;ambito (interessante a tal proposito l&#8217;articolo di Wired.it di qualche tempo fa su <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/storie/mr-accelerometro-un-uomo-al-silicio-.aspx" target="_blank">Bruno Murari e sulle sue innovazioni</a> ).</p>
<p>L&#8217;incontro, organizzato nella sala Parlamentino del <a href="http://www.palazzogiureconsulti.it/Sale/Parlamentino/Parlamentino.kl" target="_blank">Palazzo Giureconsulti</a>, tra parentesi bellissimo il palazzo e bellissima la sala, era coordinato da CiaoTech, società del gruppo PNO, specializzata nelle attività di supporto alla innovazione e al trasferimento tecnologico nei progetti di respiro europeo.</p>
<p>Ciaotech  è la società europea che gestisce e supporta il maggior numero di progetto di R&amp;S a valere su schemi europei e nazionali, con grandi azienda ma anche con tante PMI. In soldoni supportano le aziende a razionalizzare e formalizzare le proprie idee di innovazione in modo tale da individuare possibili partner e finanziamenti europei o nazionali. L&#8217;incontro aveva anche l&#8217;obiettivo di presentare l&#8217;accordo tra innovhub e Ciaotech per i servizi Impact ed Inspire inerenti tutte le attività che prima vi ho citato.</p>
<p>Il primo intervento è stato di <strong><em>Gabriella Carrozza</em></strong> del <a href="http://www.sesm.it/" target="_blank">SESM</a> , centro ricerca del gruppo Finmeccanica attivo nel campo della difesa e gestione del traffico aereo. Carrozza ha illustrato gli spunti e le considerazioni sul mondo OpenSource tratte dai primi lavori del consorzio europeo <a href="http://www.share-project.eu/" target="_blank">SHARE</a>, all&#8217;interno del mondo dei sistemi embedded.<br />
Qualche spunto della presentazione che mi ha colpito:<br />
- la community e lo sviluppo dei sistemi open in questo settore non sono ancora estesi;<br />
- problemi di licensing (o comunque troppo tempo da spendere per capire esattamente limiti e modus operandi);<br />
- convinzione radicale per cui i sistemi opensource sono usati poco : nulla di buono può essere gratis ;<br />
- il progetto si pone l&#8217;obiettivo di definire una metodologia per l&#8217;analisi delle varie soluzioni open e quindi promuovere la standardizzazione di vari punti in particolar modo per i sistemi mission critical.</p>
<p>Secondo intervento di <strong><em>Massimo Piccinin</em></strong> di <a href="http://www.stm-products.com/" target="_blank">STM Products srl</a> PMI di Verona (42 persone con la metà che lavorano quasi a tempo pieno ad attività di r&amp;S) che ha presentato il proprio ambiente di sviluppo sw , <a href="http://www.stm-case.com" target="_blank">radCASE </a> per sistemi embedded e che hanno sviluppato internamente. Interessante notare come abbiano preferito affrontare l&#8217;investimento coinvolgendo una società tedesca a loro molto simile invece di intraprendere qualche progetto di sviluppo finanziato dall&#8217;Europa.  Presentazione un po&#8217; prolissa  e poco coinvolgente, in ogni caso rappresenta molto bene il caso di una PMI che si è rimboccata le maniche e che fa ricerca in maniera seria e determinata. Magari con l&#8217;aiuto di progetti di ricerca europei potrebbero aprirsi per loro più mercati e possibilità.</p>
<p><strong><em>Paolo Salvatore</em></strong> di <a href="http://www.pnoconsultants.com/countries/IT/IT/Pages/default.aspx" target="_blank">CiaoTech</a> ha invece presentato brevemente l&#8217;azienda ed illustrato i meccanismi di base dei finanziamenti europei. Interessante notare l&#8217;accento che ha voluto dare sul fatto che i progetti devono per forza avere idee tecnologicamente avanzate e come le PMI italiane siano ancora restie a partecipare a progetti di questo tipo, ancorate all&#8217;idea del &#8220;se ne parlo mi rubano l&#8217;idea&#8221;.</p>
<p><strong><em>Marco Romeo</em></strong>, sempre di CiaoTech, ha invece riportato la rotta sul centro dell&#8217;oggetto dell&#8217;incontro ed ha quindi presentato nel dettaglio le modalità dei servizi IMPACT ed INSPIRE con cui la Camera di Commercio di Milano e CiaoTech possono supportare le idee innovative delle PMI. In parole povere, Innovhub si fa carico del 60% dei costi di ingaggio di CiaoTech per le attività di presentazione e gestione delle proposte progettuali di R&amp;S (IMPACT) e per le attività di trasferimento tecnologico (INSPIRE). Il tutto pacchettizzato e suddiviso in aree per poter essere attivato dalle varie PMI nelle varie fasi progettuali.<br />
L&#8217;idea è bella e pratica, in funzione della fase del progetto in cui una PMI si trova, il servizio mette a disposizione uno zoccolo duro di servizi in modo che possa aiutare l&#8217;azienda a non impantanarsi nei vari meandri dei processi di finanziamento pubblico.</p>
<p><strong><em>Stefano Moccia</em></strong> del <a href="http://www.microsoft.com/italy/about/mic.mspx" target="_blank">MIC</a> (Microsoft Innovation Center di Torino ) ha illustrato le varie soluzioni Microsoft per l&#8217;ambito embededd : .net Micro per i sistemi base, Windows Compact per l&#8217;ambito mobile ed automotive e Windows Embedded Standard per le applicazioni più complesse.<br />
Per intenderci il Windows Embedded Standard è il sistema XP ottimizzato per gli embedded.<br />
Qualche chicca dell&#8217;oratore:<br />
- il codice sorgente di Windows Embedded è a disposizione per l&#8217;80% &#8211; 90%. E la parte restante mi domando io ?<br />
- il sistema è costruito a singoli blocchi attivabili o meno. Esempio: nelle varie schermate dei tabelloni elettronici di aerei e treni, spesso compaiono le fatidiche e fastidiose finestrelle di errore di windows. Questo perchè spesso si usa XP nella sua forma standard invece di utilizzare la versione embedded con la messaggestica non attivata.<br />
- il sistema viene usato anche come sistema operativo delle macchine per le ecografie &#8230; e qui ho avuto un secondo di mancamento pensando a tutte le volte che il mio XP si incarta &#8230;</p>
<p>Ha preso quindi la parola <a href="http://www.linkedin.com/pub/diego-melpignano/0/2b2/46a" target="_blank"><strong><em>Diego Melpignano</em></strong></a> di ST Microelectronics che ha illustrato le nuove sfide che i produttori di semiconduttori devono affrontare ed i rami di ricerca in corso per garantire ed estendere i livelli di affidabilità e di facilità di programmazione che i nuovi sistemi portano avanti. Bella esposizione, molto chiara anche se l&#8217;argomento è molto tecnico. Impressionante il livello tecnologico raggiunto da questi produttori e verissimo che se non innovano di continuo rischiano di essere spazzati via dal mercato. Caspita.</p>
<p>Ultimi due interventi delegati a due persone del mondo accademico del Politecnico di Milano : <a href="http://www.linkedin.com/pub/donatella-sciuto/4/b92/56b" target="_blank">Donatella Sciuto</a> e <a href="http://www.linkedin.com/in/davidemigliore" target="_blank">Davide Migliore</a> .<br />
La prof.ssa Sciuto ha presentato le attività del gruppo <a href="http://www.dresd.org" target="_blank">DRESD </a> e le varie linee di ricerca attualmente in corso. Tanto lavoro e tanta passione, anche se la presentazione è risultata un po&#8217; frettoloso e noiosetta.<br />
L&#8217;ing. Migliore ha invece presentato le attività e alcuni esempi dei progetti svolti nel laboratorio di robotica del Politecnico di Milano. Interessanti e coinvolgenti.</p>
<p>In conclusione una mattinata piacevole in cui ho toccato con mano come anche le PMI possono portare avanti progetti di ricerca. Il punto centrale è quello della concretezza, non a caso qualcuno in platea ha chiesto : &#8220;si ok, ma quanto costa?&#8221; (o meglio la domanda è stata posta in milanese, &#8220;sel custa ?&#8221; dato che Romeo nella sua presentazione ha sottolineato un punto con &#8220;ghe pensi mi&#8221;). Concretezza nella definizione dei progetti e nel portare avanti in modo razionale tutte le fasi progettuali.</p>
<p>Penso che le PMI oggi, in linea di massima, abbiano paura di entrare nel gorgo di progetti europei fumosi e burocratizzati con poche speranze di ottenere risultati concreti. Se si riuscisse a sciogliere questi dubbi si potrebbe aprire un notevole stimolo all&#8217;innovazione.</p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<p>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/ambrosianapictures/3539824840/" target="_blank">Ambrosiana Pictures</a></p>
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		<title>Consulenti Programmatori Peoplesoft</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 09:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-178" title="esaurito2" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/03/esaurito21.jpg" alt="esaurito2" width="322" height="96" />Stai cercando lavoro in una azienda che ti valorizzi, ti faccia crescere e sia finalmente trasparente riguardo a stipendio e formazione ?</p>
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<p>I requisiti per le figure da inserire nei nostri team tecnici sono:<br />
• Laurea o diploma in discipline tecniche<br />
• Esperienza da 2 a 4 anni maturata presso aziende o società di<br />
consulenza nello sviluppo di soluzioni basate su CRM Peoplesoft.<br />
• Buona conoscenza della lingua inglese<br />
• Capacità di relazione con il cliente interno ed esterno.<br />
• Buona conoscenza di sviluppo e di progettazione personalizzazioni in ambito Peoplesoft 8</p>
<p>I/Le candidati/e interessati/e sono pregati di inviare il Curriculum Vitae in formato word a lavora[at]conabs.it</p>
<p>La ricerca è estesa a candidati di entrambi i sessi (art. 1 L. 903/77 e art. 4 L.125/91)I candidati sono invitati a leggere sul nostro sito all&#8217;indirizzo www.absontheweb.com l&#8217;informativa sulla privacy (D.Lgs. 196/2003).</p>
<p>UPDATE:</p>
<p>La ricerca non ha più carattere di urgenza, raccogliamo in ogni caso candidature per future collaborazioni.</p>
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		<title>La nostra nuvola</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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L&#8217;immagine in grande by Wordle
Ecco la nostra nuvola delle tecnologie e dei temi funzionali affrontati durante il 2008.
La rappresentazione considera solamente il numero di progetti in cui questi elementi si sono presentati e non la durata dell&#8217;intero progetto o della singola attività sulla singola tecnologia. Per intenderci abbiamo in corso progetti Java da 2 o 3 anni mentre abbiamo anche realizzato interventi su Oracle Application Framework che sono durati poco più di un paio di mesi.
Come in tutte le tags cloud che si rispettino gli elementi più grandi indicano la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wordle.net/gallery/wrdl/460954/TechCloud"></a></p>
<div id="attachment_40" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a><img class="size-medium wp-image-40" title="cloud_nuvola" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2009/01/cloud_nuvola-300x175.jpg" alt="TechCloud" width="300" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">TechCloud</p></div>
<p><a href="http://www.wordle.net/gallery/wrdl/460954/TechCloud">L&#8217;immagine in grande by Wordle</a></p>
<p>Ecco la nostra nuvola delle tecnologie e dei temi funzionali affrontati durante il 2008.</p>
<p>La rappresentazione considera solamente il numero di progetti in cui questi elementi si sono presentati e non la durata dell&#8217;intero progetto o della singola attività sulla singola tecnologia. Per intenderci abbiamo in corso progetti Java da 2 o 3 anni mentre abbiamo anche realizzato interventi su Oracle Application Framework che sono durati poco più di un paio di mesi.</p>
<p>Come in tutte le tags cloud che si rispettino gli elementi più grandi indicano la numerosità maggiore.</p>
<p>A voi le conclusioni o le impressioni</p>
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