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	<title>Lavora con ABS &#187; In rilievo</title>
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	<description>il lavoro con noi, la nostra azienda, il nostro essere consulenti</description>
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		<title>Chi testa i tester ?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 22:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Data l’importanza che assume il software nella gestione operativa di qualsiasi attività in ogni azienda, come essere sicuri della qualità del software? 
Come garantire che chi ne verifica la qualità sia all’altezza del compito assegnato, che sia capace di progettare ed eseguire i test con il minimo impiego di risorse e la massima efficacia dei risultati?

Con queste parole è iniziato il percorso che mi ha portato alla certificazione STQB, ma facciamo un passo indietro…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-484" title="itastqb" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/12/itastqb.gif" alt="Italian Software Testing Qualification Board" width="169" height="156" />Data l’importanza che assume il software nella gestione operativa di qualsiasi attività in ogni azienda, come essere sicuri della qualità del software? Come garantire che chi ne verifica la qualità sia all’altezza del compito assegnato, che sia capace di progettare ed eseguire i test con il minimo impiego di risorse e la massima efficacia dei risultati?</p>
<p>Con queste parole è iniziato il percorso che mi ha portato alla certificazione STQB, ma facciamo un passo indietro…</p>
<p>Da quasi 6 mesi sono inserito, per conto di ABS,  su  un progetto di Quality Assurance presso un’azienda che si occupa di E-procurement. Su suggerimento della nostra collega, Gabriella, sono venuto a conoscenza dell&#8217;associazione <a href="http://www.ita-stqb.org/" target="_blank">ITA-STQB (ITAlian Software Testing Qualifications Board</a>) e delle certificazioni che propone in questo ambito.</p>
<p>L&#8217;associazione ITA-STQB è nata nel 2007 con l&#8217;obiettivo di applicare in Italia la certificazione delle competenze nel Software Testing in conformità con le procedure internazionali definite da International Software Testing Qualifications Board (<strong>ISTQB<sup>®</sup></strong>). Quest’ultima rappresenta l&#8217;organizzazione leader nella Certificazione delle competenze in ambito Software Testing, diffusa a livello mondiale. La mission di ITA-STQB è certificare professionisti specializzati nel Software Testing, in accordo con i syllabi definiti da ISTQB<sup>®</sup> rispetto ai livelli Foundation, Advanced e Expert.</p>
<p>La diffusione della certificazione ISTQB<sup>®</sup> è molto rilevante: a Marzo 2011 oltre 180.000 professionisti in più di 70 paesi sono stati certificati nel Programma ISTQB<sup>®</sup>Certified Tester; anche in Italia sono numerose e qualificate le referenze di importanti aziende che hanno formato e certificato il proprio personale. Tra queste, abbiamo pensato, sarebbe utile ci fosse anche ABS! Quindi abbiamo proposto in azienda di sostenere entrambi l’esame per poter ottenere questa certificazione e qualificare al meglio il nostro lavoro. La proposta è stata accolta con entusiasmo e quindi siamo passati alla fase operativa, entrando in merito al tipo di preparazione necessaria.</p>
<p>Il processo di certificazione si fonda sui Syllabi, testi messi a disposizione gratuitamente dall’associazione e che contengono una sintesi degli argomenti e delle competenze su cui si fondano i vari livelli delle certificazione.</p>
<p>L’associazione ha definito vari livelli, a cui sono associate diverse competenze:</p>
<p>-          Livello Foundation: elementi di base del software test;</p>
<p>-          Livello Advanced: specializzazione per chi deve gestire le attività di testing (Advanced Test Manager), per chi progetta test funzionali (Advanced Test Analyst) e per chi opera in ambito tecnico e a necessità di analizzare il codice (Advanced Technical Test Analyst);</p>
<p>-          Livello Expert: ulteriore specializzazione organizzata per moduli su test automation, test process improvement, uso delle metriche ect..</p>
<p>Per ottenere la certificazione delle competenze si deve sostenere un esame molto rigoroso in uno dei centri accreditati (Alten a Milano nel nostro caso) composti da un numero definito di domande a risposta multipla (4 per l’esattezza). E’ necessario rispondere al 65% dei quiz in maniera corretta per essere certificati.</p>
<p>Sia io, che Gabriella abbiamo superato l’esame Foundation e abbiamo ottenuto il relativo attestato e il logo “ISTQB Certified” per poter dare evidenza della certificazione. E’ importante sottolineare che tutti i livelli sono propedeutici e per poter accedere all’esame bisogna autocertificare una esperienza lavorativa pregressa, variabile in base al livello dell’esame che si vuole sostenere. Per evitare sgradevoli sorprese è opportuno approfondire i contenuti del syllabus con i testi consigliati sul sito.</p>
<p>Gli argomenti trattati a livello Foundation sono i seguenti:</p>
<p>-          Fondamenti del SW Testing;</p>
<p>-          Il Testing all&#8217;interno del ciclo di vita del software;</p>
<p>-          Tecniche di test statico;</p>
<p>-          Tecniche di progettazione dei test;</p>
<p>-          Test management;</p>
<p>-           Strumenti di test.</p>
<p>Le tecniche di progettazione dei test sono di particolare interesse. Lo scopo di queste tecniche è quello di identificare i “test case”, ovvero l’insieme di valori di input, di pre-condizioni, di risultati attesi e post-condizioni per verificare i requisiti, e le “test condition”, ovvero gli eventi che potrebbero essere verificato/scatenato da uno o più test case. Questa parte si sofferma nello spiegare tutte le differenti tipologie di tecniche: da quelle basate sulle specifiche (black-box), passando a quelle strutturali basate sul codice (white-box) e a quelle fondate sull’esperienza. Lo scopo è sfatare il mito del tester come mero esecutore materiale di procedure automatizzabili e non meglio identificate: il vero valore aggiunto risiede nella fase di progettazione dei test. E’ questo che fa di un tester anche un designer e un analista funzionale.</p>
<p>A valle di tutto il percorso che mi ha portato alla certificazione, penso di poter affermare che tali competenze rappresentano sicuramente un valore aggiunto sia sul mercato del lavoro, sia per migliorare e implementare il contributo che si può dare all’azienda nella quale si opera. Queste skill sono riconosciute a livello internazionale e permettono, nel nostro caso ad ABS, di offrire ai propri clienti competenze di alto livello, con conseguente ritorno d’immagine. Posso inoltre confermare che gli argomenti trattati sono molto utili e interessanti, e permettono un reale e concreto miglioramento delle attività con alto riscontro da parte del cliente.</p>
<p>In definitiva penso che essere certificati sia fondamentale per chi vuole avere delle competenze distintive nell’ambito testing e Quality Assurance, per chi insomma del testing ne vuole fare un lavoro!!!</p>
<p>Gianfranco Netti</p>
<pre>Image by <a href="http://www.flickr.com/photos/edo-finelight/" target="_blank">EdoardoCosta</a>
</pre>
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		<title>Think Mobile – with Google</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/think-mobile-google/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 20:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[smarthphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Think Mobile – with Google – Triennale di Milano 26 settembre

L'evento organizzato da Google è incentrato sullo sviluppo di applicazioni mobile e orientato principalmente alle aziende ed ai servizi.

La roadmap prevedeva l'inizio del workshop alle ore 14:00 con la presentazione di Richard Hyndman, Android Developer Advocate di Google UK, il quale comincia il dibattito evidenziando il grado di crescita e diffusione di Android nel mondo, sottolineando che attualmente il market place di Android racchiude circa 250000 applicationi e un numero di cellulari Android attivi pari a più di 150 milioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-479" title="think_mobile_logo" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/09/think_mobile_logo.gif" alt="" width="363" height="118" />Think Mobile – with Google – Triennale di Milano 26 settembre</p>
<p>Dal nostro inviato Patrick Illarietti:</p>
<p>L&#8217;evento organizzato da Google è incentrato sullo sviluppo di applicazioni mobile e orientato principalmente alle aziende ed ai servizi.</p>
<p>La roadmap prevedeva l&#8217;inizio del workshop alle ore 14:00 con la presentazione di <strong>Richard Hyndman</strong>, Android Developer Advocate di Google UK, il quale comincia il dibattito evidenziando il grado di crescita e diffusione di Android nel mondo, sottolineando che attualmente il market place di Android racchiude circa 250000 applicationi e un numero di cellulari Android attivi pari a più di 150 milioni.</p>
<p>L&#8217;impostazione del dibattito non è molto tecnica in quanto  Richard Hyndman vuole far capire ai suoi ascoltatori come sia possibile trarre profitti e guadagni dal mondo mobile.</p>
<p>Innanzitutto ammette che le applicazioni più scaricate  dal market sono quelle free ed in secondo luogo fornisce le best practises per sviluppare un&#8217;applicazione Android di successo.</p>
<p>Non bisogna avere fretta di pubblicare l&#8217;applicazione sul Market, ma questo deve avvenire solo quando il software è completo e maturo.</p>
<p>Quando lo sviluppatore decide di pubblicare un&#8217;applicazione a pagamento, il prezzo richiesto deve essere commisurato a quello delle applicazioni dello stesso settore di mercato.</p>
<p>Il secondo intervento ad opera di<strong> Nick Butcher</strong>,  Android Developer Advocate di Google UK, aveva come tematica principale la user interaction UI in Android ed in particolare nella versione Honeycomb del sistema operativo.</p>
<p>Il titolo della presentazione era “Honeycomb UI Patterns” ed l&#8217;obiettivo del relatore era quello di mettere in luce quelli che sono gli aspetti caratterizzanti ed innovativi della release Honeycomb di Android che è la versione di riferimento per i tablet di nuova generazione.</p>
<p>Google definisce l&#8217;interfaccia di Android 3.0 olografica, probabilmente esagerando un po&#8217;, ma con lo scopo di sottilineare la nuova veste grafica del sistema operativo, che risulta più accattivante grazie alla presenza di elementi 3D, dove le app e le widget sono organizzate su 5 desktop differenti.</p>
<p>Un&#8217;altro punto di forza è costituito dalla “Action bar”, grazie alla quale è possibile controllare facilmente lo stato delle applicazioni. La “action barra” è divisa in 3 parti: in quella più a sinistra vengono posizionate tutte le icone relative alle applicazioni in esecuzione; in quella centrale vi è la possibilità di navigare nell&#8217;applicazione attraverso dei menù di tipo diverso (label, dropdown o tab) ed infine vi è la sezione dedicata alle “Contextual action” che permettono all&#8217;utente di selezionare le azioni che desiderano e che modificano lo stato dell&#8217;applicazione.</p>
<p>Nella versione “Honeycomb”, un valore aggiunto è sicuramente garantito dal sistema di notifiche, he tramite  dei pop up avvisa per esempio dell&#8217;arrivo di un nuovo messaggio su Gtalk in maniera chiara e al contempo non invasiva.</p>
<p>Ascoltare musica attraverso un player multimediale è un&#8217;operazione che l&#8217;utente può fare attraverso un menù minimale che permette di svolgere le classiche azioni: canzone precedente e successiva, play/pause e alzare il volume.</p>
<p>Le widget nella homescreen possono essere organizzate in diversi modi: in una lista, una griglia o come in una pila (stack).</p>
<p>La gestione dell&#8217;orientamento dell&#8217;immagine è stata migliorato: l&#8217;opzione di default è quella portrait, ma ovviamente è supportata anche la versione landscape. Il passaggio da un&#8217;opzione all&#8217;altra avviene in maniera automatica quando l&#8217;utente ruota il tablet, ma sono state migliorate le strategie con le quali  si passa dall&#8217;una all&#8217;altra. Gli approcci possibili sono stretch columns, show/hide columns, expand/collapse columns e stack columns.</p>
<p>Infine la funzionalità “Drag &amp; drop” è stata raffinata permettendo la visualizzazione di ciò che è stato selezionato e che verrà copiato e le operazioni distruttive verranno evidenziate con maggior enfasi all&#8217;utente.</p>
<p>Terminato il secondo talk, entrambi gli esperti rispondono alle domande che sono state inviate degli sviluppatori durante l&#8217;iscrizione all&#8217;evento.</p>
<p>Qualcuno chiedeva quando sarà rilasciato il codice sorgente della versione 4.0 di Android,  altri si chiedevano se con tutti questi linguaggi, sarà possibile un giorno avere un unico linguaggio di programmazione di reiferimento, uno standard insomma.</p>
<p>Terminate le domande, l&#8217;agenda prevede la review delle applicazioni che gli sviluppatori hanno inviato al momento della registrazione.</p>
<p>Le idee che sono alla base di queste app sono semplici, ma alcune davvero interessanti.</p>
<p>La prima app riguarda la gestione delle applicazioni dello smartphone e la possibilità di creare shortcut e widget nella homescreen per permettere un accesso semplice e rapido alle proprie applicazioni.</p>
<p>La seconda applicazione presentata realizza la funzionalità di traduttore simultaneo di testo e pagine web. Questa funzione è sicuramente utile, ma dal punto di vista della complessità del software non rappresenta uno scoglio insuperabile in quanto basta sfruttare le API messe a disposizione da Google per ottenere risultati molti simili a quelli mostrati dal simpatico sviluppatore che ha realizzato questa app.</p>
<p>La rassegna prosegue con la descrizione di un simpatico giochino simile a quelli dei premi hanni 80 con una grafica decisamente vintage: lo scopo di chi ha realizzato il game era quello di cimentarsi per la prima volta nello sviluppo di un&#8217;applicazione Android e di pubblicarla sul Market per osservare il successo che poteva avere l&#8217;applicazione.</p>
<p>L&#8217;applicazione che è piaciuta di più e che ha portato al suo sviluppatore la vincita di un telefonino, riguardava la possibilità di scambiera file tra un dispositivo mobile ed un PC attraverso il protocollo wifi.</p>
<p>Il workshop si conclude con un aperitivo sulle terrazze delle triennale e per chi vuole con una visita del museo del design.</p>
<pre> Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/johanl/4382372758/in/set-72157623336975827" target="_blank">Johan Larsson</a>
</pre>
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		<title>Prossime conferenze interessanti</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/conferenze-interessanti/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 21:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[user experience]]></category>
		<category><![CDATA[UX]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre alcuni colleghi ci salutano dalle spiagge della splendida Sicilia, ABS vi consiglia alcuni dei più interessanti eventi IT:

1) Google Think Mobile - Android Lab - lunedì 26 settembre alla Triennale per sentire direttamente dai tipi di Google cosa bolle in pentola su Android ed il mercato mobile in generale

2) UX Conference -a Lugano il 29 ottobre per parlare di User Experience.

Chiaramente emissari di ABS saranno presenti  e pronti a carpire tutto quello che possono !

A risentirci su queste pagine per un resoconto dettagliato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-470" title="marsala" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/09/marsala-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />Mentre alcuni colleghi ci salutano dalle spiagge della splendida Sicilia, ABS vi consiglia alcuni dei più interessanti eventi IT:</p>
<p>1) <a href="http://www.whymca.org/blog/evento-google-think-mobile-il-26-settembre-milano" target="_blank">Google Think Mobile </a>- Android Lab &#8211; lunedì 26 settembre alla Triennale per sentire direttamente dai tipi di Google cosa bolle in pentola su Android ed il mercato mobile in generale</p>
<p>2) <a href="http://www.uxcon.com/programma/" target="_blank">UX Conference</a> -a Lugano il 29 ottobre per parlare di User Experience.</p>
<p>Chiaramente emissari di ABS saranno presenti  e pronti a carpire tutto quello che possono !</p>
<p>A risentirci su queste pagine per un resoconto dettagliato.</p>
<pre>Photo by Campanelli &amp; Ciccio
</pre>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">http://www.uxcon.com/programma/</div>
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		</item>
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		<title>Better Software 2011 : la cronaca del secondo giorno</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/better-software-2011-resoconto2/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[bsw11]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed eccoci al secondo giorno di conferenza: tutti pronti per cominciare una nuova sessione, con undici nuovi talk.

Ad aprire la giornata è stato Gaetano Mazzanti, con il tema spinoso delle metriche: quanto le metriche utilizzate riescono a rappresentare correttamente la situazione? Possono essere "aggirabili" o "falsate"?
Nel talk è stato proposto il concetto di "learn, change and move on": le metriche non sono eterne e non descrivono sempre tutto, perciò bisogna saperle ridefinire, tarare e - eventualmente - sostituire nel corso del tempo; infine, è stato descritto un insieme di esempi in cui alcune metriche "standard" si dimostrano poco affidabili (primo tra tutti, la velocity).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-458" title="BetterSoftware11_cartellone" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/07/BetterSoftware11_cartellone-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" />Ed eccoci al secondo giorno di conferenza: tutti pronti per cominciare una nuova sessione, con undici nuovi talk.</p>
<p>Ad aprire la giornata è stato <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/gaetano-mazzanti" target="_blank">Gaetano Mazzanti</a>, con il tema spinoso delle metriche: quanto le metriche utilizzate riescono a rappresentare correttamente la situazione? Possono essere &#8220;aggirabili&#8221; o &#8220;falsate&#8221;?<br />
Nel talk è stato proposto il concetto di &#8220;learn, change and move on&#8221;: le metriche non sono eterne e non descrivono sempre tutto, perciò bisogna saperle ridefinire, tarare e &#8211; eventualmente &#8211; sostituire nel corso del tempo; infine, è stato descritto un insieme di esempi in cui alcune metriche &#8220;standard&#8221; si dimostrano poco affidabili (primo tra tutti, la velocity).</p>
<p>Subito dopo, <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/fabio-armani" target="_blank">Fabio Armani</a> ha introdotto Scrumban, una nuova metodologia di progettazione nato dalla fusione tra la metodologia Scrum e i concetti lean di Kanban.<br />
Fabio ha portato la sua esperienza in una grande realtà aziendale, in cui ha seguito il processo di migrazione verso metodologie agili. La cosa sicuramente più interessante è stato il concetto di scalabilità di questo approccio: Scrumban è adattabile sia in contesti relativamente piccoli che in società decisamente grandi ed articolate, attraverso il principio degli &#8220;Scrum of scrums&#8221;. Per poter rendere al meglio, però, bisogna sempre tener presenti le peculiarità di entrambi i &#8220;genitori&#8221; di Scrumban, e saperli adattare al contesto accentuando l&#8217;utilizzo di alcuni aspetti piuttosto che altri.</p>
<p><a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/matteo-vaccari" target="_blank">Matteo Vaccari</a> ha concluso il trittico &#8220;lean/agile&#8221;, ed ha presentato un talk su Pianificazione, Pattern e Antipattern. Il talk è stato particolarmente interessante, in special modo nell&#8217;analizzare la gestione dei rapporti tra consulenti e committenti: come ci si deve porre? Qual è il livello di interazione, quali sono i requisiti su cui ci si confronta e chi sceglie?<br />
Bisogna poi fare attenzione a distinguere i requisiti funzionali da quelli non funzionali, tenendo presente che sono spesso questi ultimi a causare il buon esito o il mancato raggiungimento dei risultati; inoltre, è importante saper distinguere sempre i requisiti dalle soluzioni, per evitare di passare direttamente a queste ultime creando prodotti ben fatti, ma sostanzialmente inutili.</p>
<p>Dopo la pausa caffè, il tema dei talk a cui ho assistito è cambiato radicalmente: da un contesto più &#8220;Agile&#8221; si è passati a temi &#8220;Mobile&#8221;:<a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/fabio-collini" target="_blank"> Fabio Collini </a>ha portato alcuni consigli su come sviluppare e proporre applicazioni Android, sottolineando gli aspetti su cui fare attenzione &#8211; per esempio, come realizzare l&#8217;internazionalizzazione &#8211; e i tipici errori di chi si avvicina a questo mondo. Inoltre, un altro aspetto evidenziato è stata la frammentazione dei dispositivi di destinazione: diverse dimensioni, risoluzioni, prestazioni richiedono una progettazione attenta e dedicata. Per inciso, Fabio è l&#8217;autore di Apps organizer e Folder organizer, due applicazioni che su Android sono decisamente un must.</p>
<p>Ancora in tema Android, <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/ugo-landini" target="_blank">Ugo Landin</a>i ha presentato la tematica del Mobile Game Programming, introducendo Lua, che con Corona e Moai permette di realizzare applicazioni mobili cross-platform. Purtroppo non si è potuti scendere molto nel dettaglio e nelle modalità di realizzazione delle applicazioni, peccato&#8230; tuttavia poter utilizzare un linguaggio per realizzare applicazioni sia per Android che per iOS sembra davvero un&#8217;ottima cosa!! Da provare!!</p>
<p><a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/francesco-fullone" target="_blank">Francesco Fullone</a> ha ripreso in mano la platea dopo la pausa pranzo, nel momento più delicato (:-D) con un talk spiccatamente tecnico, e con una panoramica a 360° sul funzionamento dei browser dei dispositivi mobili: nella progettazione in ambito web, bisogna sempre tener conto di aspetti come la cache dei dispositivi &#8211; che varia da modello a modello &#8211; e le capacità di eseguire codice più o meno elaborato: richiedere il download di JQuery per ogni pagina può essere fastidioso!!</p>
<p><a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/alfredo-morresi" target="_blank">Alfredo Morresi</a> ha invece proposto dei suggerimenti per migliorare il testing nel mondo Android: i test di integrazione proposti seguono progetti sviluppati con medologie TDD (Test Driven Development), e anche in questo caso si basano su librerie e script che permettono di automatizzare varie operazioni di testing.</p>
<p>Nel talk successivo si è parlato invece della piattaforma Flash con <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/luca-mezzalira" target="_blank">Luca Mezzalira</a>, focalizzandosi principalmente sul Adobe AIR, sulle sue potenzialità e sulle prospettive di sviluppo sui dispositivi &#8211; anche Apple &#8211; nel futuro prossimo.</p>
<p>Java viene da Marte, Ruby da Venere&#8230;. come titolo è curioso, non c&#8217;è dubbio. Così è stato anche il talk di <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/paolo-perrotta" target="_blank">Paolo Perrotta</a>, che in modo divertente ma non banale ha fatto riflettere un po&#8217; tutti sulle differenze &#8220;filosofiche&#8221; tra linguaggi statici e dinamici (prendendo ad esempio Java e Ruby) e su come queste influenzino in modo concreto il modo di programmare, organizzare e gestire il lavoro dello sviluppatore.</p>
<p>Nel talk successivo Manuele Piastra e Niccolò Francini hanno portato la loro esperienza relativamente a un progetto &#8211; durato 4 anni &#8211; gestito in parte in outsourcing in differenti paesi esteri, mostrando come esternalizzare alcune sezioni di un progetto non sia la garanzia di grandi risparmi, ma come &#8211; se ben gestito &#8211; un approccio di questo tipo può portare comunque a buoni risultati.</p>
<p>L&#8217;ultimo talk &#8211; presentato da <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/gabriele-bartolini" target="_blank">Gabriele Bartolini</a> &#8211; è stato una presentazione sintetica di PostgreSQL, descrivendone i vantaggi rispetto a soluzioni proprietarie ed evidenziandone gli aspetti che lo rendono un prodotto maturo, pronto per essere adottato anche in ambienti critici e di grandi dimensioni.</p>
<p>Una bella rassegna di temi, non c’è che dire: 24 talk di livello decisamente medio-alto, organizzati in modo impeccabile e con relatori sempre disponibili &#8211; nei momenti di pausa &#8211; a confrontarsi con chiunque, approfondendo o spiegando.<br />
Si percepisce in maniera netta come le problematiche e le tematiche trattate, in prevalenza in ambito Mobile e Lean/Agile, provengono direttamente da contesti lavorativi, e non sono elementi “teorici” che mi è capitato di incontrare in altre occasioni.<br />
Devo riconoscere che &#8211; specialmente per quanto riguarda il discorso Agile &#8211; nella mia esperienza lavorativa non mi è ancora capitato di far parte di gruppi di lavoro che seguissero queste metodologie, ma sicuramente potrò fare tesoro degli spunti visti in questi due giorni e provare ad applicarli quando possibile!!</p>
<p>Appuntamento al prossimo anno magari con un intervento targato ABS!</p>
<p>Gabriele Baroni</p>
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		<title>Better Software 2011 : resoconto del primo giorno</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 16:47:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quest'anno per la prima volta ho avuto l'occasione di partecipare alla conferenza Better Software, a Firenze, evento sponsorizzato da ABS al fianco di altre società del mondo IT.

Better Software è una conferenza (organizzata da Develer s.r.l.) rivolta a sviluppatori, manager e professionisti del mondo IT. Quest'anno è giunta alla terza edizione, proponendo un insieme di conferenze e seminari presentati durante i due giorni della manifestazione (27-28 giugno).

Di cosa si è parlato in questi due giorni? Gli argomenti trattati sono stati molti e variegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft size-medium wp-image-452" title="Firenze" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/07/4092525693_286ff21e93_z-300x199.jpg" alt="Firenze - Ponte vecchio" width="300" height="199" />Quest&#8217;anno per la prima volta ho avuto l&#8217;occasione di partecipare alla conferenza<a href="http://www.bettersoftware.it/" target="_blank"> Better Software</a>, a Firenze, evento sponsorizzato da ABS al fianco di altre società del mondo IT.</p>
<p>Better Software è una conferenza (organizzata da Develer s.r.l.) rivolta a sviluppatori, manager e professionisti del mondo IT. Quest&#8217;anno è giunta alla terza edizione, proponendo un insieme di conferenze e seminari presentati durante i due giorni della manifestazione (27-28 giugno).</p>
<p>Di cosa si è parlato in questi due giorni? Gli argomenti trattati sono stati molti e variegati.</p>
<p>L&#8217;organizzazione ha previsto lo svolgersi di talk (anche in contemporanea), suddivisi in tre &#8220;canali&#8221; paralleli, organizzati nelle sale dell&#8217;hotel Mediterraneo, ospite della manifestazione.<br />
Nella sala Auditorium, più grande e capace di contenere fino a 300 persone, i temi trattati sono stati più “ad alto livello”, in larga misura orientati al mondo Lean/Agile; la sala Workshop (100 persone circa) ha ospitato momenti dedicati a tematiche più puntuali e particolari; infine talk di diversa natura sono stati svolti nella sala &#8220;Interactive&#8221;: qui relatori e pubblico si sono confrontati in modo molto attivo, principalmente riguardo a tematiche molto specifiche come codice legacy e problematiche di gestione delle aziende in fase di start-up.<br />
Naturalmente, la concomitanza di diversi talk nello stesso momento ha comportato alcune scelte, più o meno difficili, ma devo dire che in nessun caso ci si è trovati davanti a qualcosa di poco interessante. Personalmente ho assistito a talk distribuiti tra le aule Workshop e Auditorium, spostandomi tra una e l&#8217;altra ogni mezz&#8217;ora o quarantacinque minuti (questa era la durata degli interventi).</p>
<p><em><strong>Cronaca del primo giorno</strong></em></p>
<p>All&#8217;arrivo, subito mi ha impressionato positivamente l&#8217;atmosfera: non ingessata, non seriosa&#8230; ma tranquilla e informale, e decisamente organizzata!!<br />
L&#8217;attenzione ai dettagli è stata un tratto distintivo dei due giorni, dal kit di accoglienza (badge, borsa con blocco per appunti, programma della conferenza e depliant degli sponsor dell&#8217;evento) alla puntualità e alla gestione ordinata dei talk.<br />
Il primo talk che ho seguito ha visto la presentazione di <strong>Node.js</strong>, un framework per l&#8217;<em><strong>esecuzione di javascript lato server</strong></em>. Visto il tempo non si è andati molto nel dettaglio, tuttavia si sono potuti osservare alcuni pregi e difetti di un approccio del genere: le alte prestazioni, con un linguaggio sempre più diffuso, il supporto nativo ai protocolli di rete (utilissimi anche per poter testare codice js tramite semplicissime socket). Un piccolo neo, emerso dalle domande della platea, è l&#8217;assenza nella versione attuale del supporto al multicore.<br />
<a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/luca-mearelli" target="_blank">Luca Mearelli</a> ha quindi presentato un talk davvero interessante, focalizzato <em><strong>sull&#8217;importanza del backoffice</strong></em>.<br />
Questo elemento è di frequente considerato come di secondo piano (&#8220;prima bisogna arrivare sul mercato, al resto si penserà!&#8221;).<br />
Il talk di Luca ha mostrato ancora una volta come non è così: per esempio, dare continuità (a livello grafico e di user-experience) tra front-end e back-end permette una minor confusione nell&#8217;utilizzo da parte di chi gestisce il servizio: gli utenti interni sono spesso una categoria poco ascoltata nella progettazione di applicazioni e servizi, ma proprio l&#8217;interazione con loro può fare la differenza tra un&#8217;interfaccia di amministrazione ben progettata e una poco utilizzabile.</p>
<p>Il <em><strong>Cloud Content Management</strong></em> è stato il protagonista del talk seguente: i due relatori hanno presentato le problematiche legate alla gestione dei contenuti, mirando ad eliminare le &#8220;sacche di inefficienza&#8221;.<br />
E&#8217; stata portata l&#8217;esperienza dell&#8217;agenzia regionale (Lombardia) per l&#8217;Istruzione, la formazione ed il lavoro (Arifl): per una collaborazione e una gestione ottimale delle informazioni, è necessario passare ad una nuova prospettiva, basata sul concetto di FRUIZIONE dei contenuti.<br />
Ad ognuno dei soggetti coinvolti non è assegnato un singolo ruolo, ma avviene una negoziazione continua e costante delle posizioni, permettendo di volta in volta di adattarsi e rendere al meglio.</p>
<p><a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/franco-roman" target="_blank">Franco Roman</a> ha quindi presentato la<em><strong> tematica delle start-up</strong></em> e delle possibilità che il mercato offre nel far crescere le idee e farle diventare business: è il caso della solida realtà di <a href="http://www.h-farmventures.com/" target="_blank">H-Farm</a>.</p>
<p>Nel talk successivo ci si è spostati più su un piano &#8220;legale&#8221;. L&#8217;avv. <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/carlo-piana" target="_blank">Carlo Piana</a> ha introdotto il <em><strong>Cloud Computing </strong></em>sotto una luce diversa, puntando l&#8217;attenzione su diversi aspetti: la Privacy, osservando come bisogna dichiarare come e dove vengono conservati i dati a livello legale; le Licenze, aspetto fondamentale per un progetto cloud perchè è indipensabile informare correttamente con quale licenza il servizio viene distribuito; infine la Concorrenza, analizzata dal punto di vista della migrazione da una piattaforma ad un&#8217;altra e dei costi che questo passaggio comporta.</p>
<p>La mattinata è proseguita con il talk di <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/mark-boas" target="_blank">Mark Boas</a> sull&#8217;<strong><em>HTML5 </em></strong>e sulle nuove funzionalità, direttamente &#8220;dalle trincee&#8221;: dopo aver parlato di JPlayer (plugin per JQuery), si è passati ad analizzare le specifiche di HTML5 ed il loro supporto nativo all&#8217;audio-video. Le sorprese non sono mancate, prima tra tutte la scarsa compatibilità dei formati audio-video tra i differenti browser che richiedono la generazione di stessi contenuti sotto forme diverse, ma il futuro sembra comunque essere positivo (specialmente guardando ad Android): riuscirà HTML5 a mandare in soffitta i player Flash? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza!!</p>
<p><a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/francesco-improta" target="_blank">Francesco Improta</a> ha coinvolto tutti nella <strong><em>diatriba tra grafici e progettisti</em></strong>, ossia tra grafica e contenuti. L&#8217;analisi è stata fatta ad alto livello, ma ha saputo portare degli spunti interessanti, sia per quanto riguarda il concetto di grafica nel web, area in cui l&#8217;informazione ha un&#8217;importanza preponderante, sia riguardo la ricerca di un design che sia intuitivo, non nel senso di &#8220;semplice&#8221;, quanto capace di riflettere il modo di pensare dell&#8217;utente.</p>
<p>Il pomeriggio &#8211; dopo un pranzo anche in questo caso ottimo &#8211; si è avviato nel segno della <em><strong>User Experience</strong></em>. Per User Experience si intendono i livelli di progettazione attraverso i quali vengono proposte esperienze agli utenti finali. Il primo talk ha evidenziato la necessità di porre l&#8217;utente al centro del progetto, imparare ad ascoltarlo ed aiutarlo a prevedere il modo in cui interagirà con i servizi da sviluppare.</p>
<p>Il secondo talk ha spostato l&#8217;analisi della User Experience accomunandola al pensiero Lean, evidenziandone i punti di contatto (specialmente il concetto di valore del prodotto). Lo sviluppo ottenuto attraverso un ciclo continuo di raffinamento che porta a migliorare costantemente il prodotto (focalizzandosi sul testimone, e non sui corridori della staffetta), coinvolgendo in special modo i designer e mantenendo comunque il focus sull&#8217;utente. In questo modo si possono ridurre gli sprechi e arrivare a far convergere business, design e sviluppo.<br />
La fase &#8220;UX&#8221; si è chiusa con il talk dal titolo &#8220;Evolutive User Experience Design&#8221;, in cui si è parlato di design evolutivo. La chiave di questo talk è stata la necessità di spostare il grosso delle attività di progettazione DOPO il rilascio, osservando l&#8217;utilizzo da parte degli utenti e basandosi su di esso per far evolvere il prodotto; mi è piaciuto molto vedere come le tematiche di questi tre talk si integrassero molto una nell&#8217;altra, seppur partendo da tre punti distinti &#8211; UX, lean ed evolutive design.<br />
<a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/marco-botton" target="_blank">Marco Botton</a>, di Balsamiq, ha proposto invece un approccio diverso alla progettazione e alla programmazione in generale: ripercorrendo la storia del software che si sono fatti apprezzare (soprattutto per la loro interfaccia) ha fatto presente in modo simpatico come anche nell&#8217;informatica chi sa &#8220;farsi amare&#8221; può fare molta strada!!</p>
<p>Il talk di <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/fabio-fabbrucci" target="_blank">Fabio Fabbrucci </a>su <strong><em>Selenium </em></strong>- applicazione per web testing &#8211; ha proposto uno strumento sicuramente valido per testare le proprie applicazioni specialmente a livello grafico, in modo leggero e accattivante, con il merito/demerito di non entrare mai troppo in dettaglio nelle modalità di utilizzo.</p>
<p>Il talk conclusivo del primo giorno della conferenza è invece stato quello di <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/speakers/david-welton" target="_blank">David Welton</a>: partendo dal libro Start Small, Stay Small: A Developer’s Guide to Launching a Startup, David ci ha dato dei consigli utili per creare una applicazione che non ci farà guadagnare milioni di Euro, ma che comunque può dare delle belle soddisfazioni. Devo dire che mi ha fatto venir voglia di comprare subito il libro!!</p>
</div>
<div>seguirà con la <a href="http://lavora.conabs.it/better-software-2011-resoconto2/" target="_self">cronaca del secondo giorno</a></div>
<div>Gabriele Baroni</div>
<pre><strong><em>photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/pinomoscato/4092525693/" target="_blank">pinomoscato</a></em></strong>
</pre>
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		<title>Conferenza Better Software 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 15:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[IT]]></category>
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		<description><![CDATA[Maggio per ABS  è stato il mese dell'evento al Politecnico: il Career Day 2011.

Giugno invece sarà il mese dedicato allo sviluppo ed in particolare alla sponsorizzazione di una importante conferenza italiana sull'argomento: Better Software 2011 (27 - 28 Giugno a Firenze).

Come sempre adottiamo uno stile molto pragmatico ed iniziamo col partecipare come sponsor per supportare eventi seri di questo genere.
Oggi iniziamo con la sponsorizzazione, la prossima edizione magari ci vedrà protagonisti di qualche intervento specifico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maggio per ABS  è stato il mese dell&#8217;evento al Politecnico: <a href="http://lavora.conabs.it/careerday-politecnico/" target="_blank">il Career Day 2011</a>.</p>
<p>Il 5 maggio al nostro stand abbiamo incontrato un sacco di giovani laureati o laureandi in ingegneria.<br />
Ragazzi che si sono dimostrati curiosi ed interessati ad avere più notizie su di noi e sul nostro modo di lavorare. Bene, l&#8217;approccio è quello giusto e finalmente non abbiamo più assistito alle classiche scene da &#8220;spammer professionista di cv&#8221; vissute in passato.</p>
<p>A tutti abbiamo poi suggerito di lasciare si un cv in quel momento, ma soprattutto di contattarci via mail in modo tale da riportare l&#8217;iter di selezione nel suo canale più tradizionale.</p>
<p>Da rilevare poi come quest&#8217;anno il numero di laureandi stranieri in cerca di un tirocinio fosse molto alto. Finalmente l&#8217;internalizzazione delle nostre università non è solo uno slogan da quotidiano ma una realtà sempre più evidente.</p>
<p>Giugno invece sarà il mese dedicato allo sviluppo ed in particolare alla sponsorizzazione di una importante conferenza italiana sull&#8217;argomento: <a href="http://www.bettersoftware.it" target="_blank"><em><strong>Better Software 2011</strong></em></a> (27 &#8211; 28 Giugno a Firenze).</p>
<p><a href="http://www.bettersoftware.it"><img class="alignleft size-full wp-image-426" title="better-software-logo-big1" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/05/better-software-logo-big1.png" alt="" width="559" height="47" /></a></p>
<p>Come sempre adottiamo uno stile molto pragmatico ed iniziamo col partecipare come sponsor per supportare eventi seri di questo genere.</p>
<p>Iniziamo con Better Software dove si parlerà tra l&#8217;altro di :</p>
<ul>
<li>Cloud Computing, benefici e pericoli</li>
<li> Programmazione Agile : come si trasforma il ruolo del PM nel mondo agile ?</li>
<li>Mobile programming: non possono mancare una serie di interventi sulla programmazione in ambito mobile</li>
<li> Startup e incubatori: come è fatto il mondo degli incubatori e dei business angels in Italia ?</li>
</ul>
<p>Secondo noi è  fondamentale che iniziative di questo genere siano il più possibile supportate dall&#8217;aziende che vivono di IT e che passino dalla teoria alla vera pratica.</p>
<p>Oggi iniziamo con la sponsorizzazione, la prossima edizione magari ci vedrà protagonisti di qualche intervento specifico.</p>
<p>Alla prossima per un resoconto delle due giornate di conferenza.</p>
<p>Massimiliano</p>
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		<title>Il team ABS in missione: CareerDay al Politecnico</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/careerday-politecnico/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 5 maggio al Politecnico di Milano si svolgerà l&#8217;evento dedicato all&#8217;incontro tra aziende e studenti.
ABS sarà presente con il suo stato maggiore per incontrare gli studenti e neolaureati del Politecnico  e presentare loro l&#8217;azienda ed il nostro percorso di formazione. Saremo allineati e coperti allo stand 48 del piano terra dalle 9.30 alle 17.00 nel Campus Bovisa &#8211; Broggi, edificio BL 27.
Chiunque voglia incontrarci, scambiare due chiacchiere e magari lasciare il proprio curriculum è chiaramente il benvenuto.
Le foto dell&#8217;evento saranno pubblicate in tempo reale su questo account Flickr
L&#8217;elenco delle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.careerservice.polimi.it/go/Home/Polilink/Career-Service/Studenti-e-Laureati/Incontri-con-le-Aziende/Career-Day-2011"><img class="alignleft size-medium wp-image-417" title="careerday" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/05/careerday-300x133.jpg" alt="" width="300" height="133" /></a>Il 5 maggio al Politecnico di Milano si svolgerà l&#8217;evento dedicato all&#8217;incontro tra aziende e studenti.</p>
<p>ABS sarà presente con il suo stato maggiore per incontrare gli studenti e neolaureati del Politecnico  e presentare loro l&#8217;azienda ed il nostro percorso di formazione. Saremo allineati e coperti allo stand 48 del piano terra dalle 9.30 alle 17.00 nel Campus Bovisa &#8211; Broggi, edificio BL 27.</p>
<p>Chiunque voglia incontrarci, scambiare due chiacchiere e magari lasciare il proprio curriculum è chiaramente il benvenuto.</p>
<p>Le foto dell&#8217;evento saranno pubblicate in tempo reale su questo account <a href="http://www.flickr.com/photos/conabs/" target="_blank">Flickr</a></p>
<p>L&#8217;elenco delle 110 aziende presenti ed il dettaglio dell&#8217;evento sul sito del <a href="http://www.careerservice.polimi.it/go/Home/Polilink/Career-Service/Studenti-e-Laureati/Incontri-con-le-Aziende/Career-Day-2011" target="_blank">Politecnico Career Service</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>11 anni di consulenza IT</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/11-anni-di-consulenza-it/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 06:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel gennaio 2011 (11/01/11) ABS ha compiuto il suo 11° anno di vita mentre il mese prossimo sarò io stesso a spegnere l&#8217;undicesima candelina di consulenza IT.
E beh ? direte voi. Beh, tutto questo mi serve solo come scusa per scrivere qualcosa sulla consulenza e sulla mia visione dell&#8217;ambiente di lavoro ideale. Ed ora ve la sorbite tutta tutta.
Il reclutamento
Ho conosciuto ABS ancor prima che partisse formalmente, partecipando nel lontanissimo 1999 agli incontri che il Politecnico di Milano organizzava tra studenti ed azienda. Cosa che tra parentesi il Politecnico fa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-404" title="2489077457_ec87dd5d14_o" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2011/04/2489077457_ec87dd5d14_o-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Nel gennaio 2011 (11/01/11) ABS ha compiuto il <a href="http://www.absontheweb.com/?p=103" target="_blank">suo 11° anno di vita</a> mentre il mese prossimo sarò io stesso a spegnere l&#8217;undicesima candelina di consulenza IT.</p>
<p>E beh ? direte voi. Beh, tutto questo mi serve solo come scusa per scrivere qualcosa sulla consulenza e sulla mia visione dell&#8217;ambiente di lavoro ideale. Ed ora ve la sorbite tutta tutta.</p>
<p><strong><em>Il reclutamento</em></strong></p>
<p>Ho conosciuto ABS ancor prima che partisse formalmente, partecipando nel lontanissimo 1999 agli incontri che il Politecnico di Milano organizzava tra studenti ed azienda. Cosa che tra parentesi il Politecnico fa ancora benissimo con il suo <a href="http://www.careerservice.polimi.it/go/Home/Polilink/Career-Service" target="_blank">Career Service</a> e che da allora ha arricchito la propria offerta con una serie di nuovi servizi di orientamento agli studenti.<br />
All&#8217;epoca ci parlarono di Extended ERP, di ottimizzazione della Supply Chain e di ebusiness, di consulenza, di progetti e di grandi sfide.<br />
Mi ricordo che durante la presentazione pensai : ma quindi tutte queste sigle ed argomenti non sono solo capitoletti dei miei libri universitari ma cose concrete. Bello.</p>
<p><strong><em>La consulenza</em></strong></p>
<p>Già da allora il mondo della consulenza, oggetto affascinante e misterioso per un laureando in ingegneria, mi appariva come un approdo naturale per il mio percorso di studi ma soprattutto per il mio modo di concepire il lavoro. Mi è sempre stato, infatti, difficile immaginarmi in un contesto lavorativo statico in cui &#8220;timbrare&#8221; il cartellino e far cadere la penna alle 18.00 precise.</p>
<p>All&#8217;inizio della mia carriera mi dipingevo la consulenza come uno strumento per trovare sempre nuovi stimoli e nuovi problemi da risolvere.Uno strumento per cambiare spesso scenario e conoscere tante realtà aziendali differenti. Uno strumento per crescere ed imparare velocemente.</p>
<p>E&#8217; stato effettivamente così in questi 11 anni ? In linea di massima penso di si.</p>
<p>Non sono sempre state rose e fiori, spesso ho dovuto spalare più che coltivare profumati fiorellini, ma non in definitva non ho mai rimpianto la scelta fatta.<br />
Ho conosciuto parecchie persone molto in gamba da cui ho imparato tantissimo e molto probabilmente qualsiasi altra scelta inziale non me lo avrebbe concesso.<br />
Una delle cose che provo sempre a trasmettere alle nostre giovani reclute è proprio quello di cercare di assorbire il massimo da chi ci sta intorno. Senza essere fastidiosi o supponenti ma educati e disposti ad ascoltare e mettere in pratica subito quello che si impara.<br />
Lavorare in tanti progetti diversi mi ha consentito di incappare in tanti temi differenti ed in altrettante modalità di affrontarli.</p>
<p><strong><em>L&#8217;importanza di chiamarsi ABS</em></strong></p>
<p>Nella consulenza l&#8217;ambito progettuale spesso annulla, o sminuisce, l&#8217;ambiente prettamente aziendale. Lasciando in secondo piano la costruzione di un contesto aziendale coeso e gradevole.<br />
Per fortuna le persone di ABS hanno sempre spinto per far crescere il senso di appartenenza verso l&#8217;azienda ed hanno investito tanto del proprio tempo (spesso quello libero) per migliorare l&#8217;ambiente lavorativo.<br />
Proprio in questi giorni leggevo su un blog le considerazioni di un lavoratore che si domandava cosa fosse veramente il senso di appartenenza ad una azienda.<br />
Ebbene io non ho una risposta facile facile ma nel mio personalissimo caso vuol dire sposare i principi che il management e l&#8217;operato giornaliero dei lavoratori costruiscono insieme.<br />
Vuol dire poter aver fiducia nei colleghi e nei diretti superiori, sicuri che le regole di business aziendali non vengano applicate in contrasto con la professionalità e la libertà del singolo lavoratore.<br />
All&#8217;inizio della mia carriera ho dovuto scegliere tra una classicissima offerta dell&#8217;allora Andersen Consulting e quella più innovativa e &#8220;casereccia&#8221; di una ABS all&#8217;inzio della propria storia.<br />
Ho sposato la seconda scelta scommettendo sulla possibilità di crescere velocemente e di non essere trattato come uno sterile numero o un&#8217;asfittica voce di ricavo in qualche pagina di bilancio.<br />
In questi anni ho assistito al consolidamento della gestione delle risorse in chiave &#8220;umana&#8221; e del coinvolgimento attivo in tutte le fasi decisionali della vita aziendale.</p>
<p><strong><em>Il futuro</em></strong></p>
<p>Tante cose sono state fatte, tante altre sono da farsi. L&#8217;importante è riuscire ad investire il proprio impegno per ottenere un ambiente lavorativo sempre più orientato alla massima trasparenza ed alla massima professionalità.<br />
E&#8217; importante soprattutto per costruire le basi per far crescere anche nelle nuove leve il senso di appartenenza all&#8217;interno dell&#8217;azienda.<br />
Tutto qua, direte voi ? Eh si, ma vi assicuro che aver raggiunto alcune degli aspetti che ho cercato di descrivervi è un obiettivo che tantissime azienda non hanno raggiunto o peggio hanno perso nell&#8217;arco di qualche anno.</p>
<p>11 anni fa feci una scommessa, oggi rilancio.</p>
<p>Massimiliano</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Innovazione concreta nella PA : usare l&#8217;eprocurement</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/eprocurement-pa-2/</link>
		<comments>http://lavora.conabs.it/eprocurement-pa-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 10:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[In rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[eprocurement]]></category>
		<category><![CDATA[PA]]></category>
		<category><![CDATA[Politecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Politecnico di Milano nella aula Rogers si è svolto ieri (16 novembre) il convegno di presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio sull&#8217;eprocurement nella PA.
L&#8217;affluenza rispetto alle scorse edizioni è stata meno importante (anche a causa del maltempo ?) ed infatti l&#8217;aula a 5 minuti dall&#8217;avvio dei lavori era mezza vuota.
Alla fine lo stesso Andrea Rangone , responsabile degli osservatori del Politecnico e moderatore dell&#8217;evento, ha evidenziato come la scarsa affluenza fosse un brutto sintomo da analizzare.
Nell&#8217;evento legato all&#8217;osservatorio sull&#8217;ecommerce i partecipanti al convegno erano quasi 800, in quello per l&#8217;eprocurement nella ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-377" title="Politecnico_Milano" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/11/Politecnico_Milano-300x222.jpg" alt="Politecnico di Milano" width="300" height="222" />Al Politecnico di Milano nella aula Rogers si è svolto ieri (16 novembre) il convegno di presentazione dei risultati dell&#8217;<a href="http://www.osservatori.net/eprocurement_nella_pubblica_amministrazione/eventi/evento/journal_content/56_INSTANCE_0HsI/10402/710979" target="_blank">Osservatorio sull&#8217;eprocurement nella PA</a>.</p>
<p>L&#8217;affluenza rispetto alle scorse edizioni è stata meno importante (anche a causa del maltempo ?) ed infatti l&#8217;aula a 5 minuti dall&#8217;avvio dei lavori era mezza vuota.<br />
Alla fine lo stesso <a href="http://www.dig.polimi.it/index.php?id=304&amp;tx_wfqbe_pi1[id]=61" target="_blank">Andrea Rangone</a> , responsabile degli osservatori del Politecnico e moderatore dell&#8217;evento, ha evidenziato come la scarsa affluenza fosse un brutto sintomo da analizzare.<br />
Nell&#8217;evento legato all&#8217;osservatorio sull&#8217;ecommerce i partecipanti al convegno erano quasi 800, in quello per l&#8217;eprocurement nella PA di ieri solo 200.</p>
<p>Perchè ?In effetti è una bella domanda.<br />
Il tema non è più centrale ? E&#8217; l&#8217;osservatorio ad aver perso smalto o appealing presso le Pubbliche Amministrazioni o per gli addetti ai lavori ?</p>
<p>La composizione dei partner dell&#8217;iniziativa prometteva bene, ci sono le tre principali centrali acquisti della PA (Consip, Intercent e Lombardia Informatica che gestisce SINTEL la piattaforma della Regione Lombardia) ed i due principali attori privati (i-Faber e Bravosolution).</p>
<p>In perfetto stile universitario (vecchio ordinamento) tutti i relatori si prendono il classico quarto d&#8217;ora accademico, e solo alle 10.15 qualcuno sale sul palco.</p>
<p>Di seguito qualche spunto di discussione emerso durante l&#8217;evento.</p>
<p>Andrea Rangone introduce <a href="http://it.linkedin.com/pub/paolo-catti/5/408/994" target="_blank">Paolo Catti</a>, responsabile dei lavori sull&#8217;osservatorio eProcurement, e pone una domanda molto interessante:</p>
<blockquote><p>Tante idee creative per fare innovazione nelle PA ma perchè si parla così poco di eprocurement che è innovazione e che ha portato e sta portando importanti risultati misurabili ?</p></blockquote>
<p>Qualche numero della ricerca:</p>
<ul>
<li> 4 edizione (l&#8217;osservatorio nasce nel 2005 per analizzare e misurare i volumi acquistati con l&#8217;eprocurement e supportare un uso più ampio dell&#8217;eproc presso le pubbliche amministrazioni)</li>
<li> la ricerca ha coinvolto 172 enti e 13 provider di servizi privati</li>
<li> il volume di transato gestito attraverso sistemi di eprocurement nella PA italiana nel 2009 si è attestato a 5096 milioni di euro, staccando un +60% rispetto al 2008.</li>
</ul>
<p>Fermiamoci un secondo sul dato del transato.</p>
<p>L&#8217;incremento rispetto all&#8217;anno precedente è consistente ma è dovuto soprattutto alla spinta che alcune Centrali d&#8217;Acquisto Regionali (Intercent-ER in particolare) hanno dato all&#8217;utilizzo delle convenzioni e degli acquisti da negozi elettronici.</p>
<p>Di questi 5 miliardi di euro <strong>CONSIP </strong>ne veicola circa il <strong>47% </strong>(come nel 2008) mentre gli altri operatori pubblici (leggasi Centrali d&#8217;Acquisto Regionali) nel 2009 sono<strong> passati al 40% dal 28%</strong> fatto segnare nel 2008.</p>
<p>Questi elementi pongono ancora più forte il tema della <strong>interoperabilità </strong>tra i vari operatori. Già da qualche anno il legislatore e CONSIP hanno instaurato un tavolo di lavoro per mettere in pratica quella struttura a rete tra le Centrali e gli operatori Nazionali allo scopo di trovare la massima efficacia ed efficienza.<br />
Sarà però lo stesso <strong>Danilo Broggi</strong> (<a href="http://www.consip.it/on-line/Home/Chisiamo/Organisocietariestruttura/OrganiSocietari/ConsigliodiAmministrazione.html#broggi" target="_blank">amministratore delegato di CONSIP</a>) a lamentarsi durante i suoi interventi di situazioni ancora fuori controllo, come enti che indicono gare per beni già offerti in convenzione da Consip con le stesse identiche caratteristiche lasciando invece esplodere la propria spesa, ad esempio, nel campo della Sanità.</p>
<p>E&#8217; chiaro quindi, aggiungo io,  che oltre agli aspetti tecnici per una reciproca buona operatività sia necessario eliminare o addolcire tutti quegli aspetti politici e, permettetemi il termine, di protezione della propria bottega che stanno ancora limitando l&#8217;utilizzo di strumenti più trasparenti ed efficienti come quelli dell&#8217;eprocurement.</p>
<p>Qualche altro numero:</p>
<ul>
<li> <em>su 11.000 Enti Pubblici Italiani <strong>il 50% non usa alcun strumento di eprocurement</strong></em></li>
<li> solo circa <strong>2.00</strong>0 enti sono utenti ricorrenti di eprocurement</li>
<li> solo <strong>un</strong><strong> centinaio di enti sono utenti esperti</strong>, cioè enti che hanno elaborato una strategia di adozione dell&#8217;eprocurement ed hanno esplorato tutte le modalità di acquisto con strumenti di eprocurement</li>
</ul>
<p>Conclusa la presentazione dei risultati numerici della ricerca Paolo Catti si avventura nell&#8217;area dello stimabile e cerca di quantificare dei livelli di obiettivi accettabili per i prossimi anni per l&#8217;adozione dell&#8217;eprocurement in Italia.</p>
<p>Oggi il transato prima commentato raggiunge solo il 4% della spesa pubblica in beni e servizi.</p>
<p><strong>Ma quale può essere un livello &#8220;aggredibile&#8221; accettabile ?</strong></p>
<p>Reiterando un processo di stima con i dati di riferimento del privato e del pubblico in altri paesi è possibile stimare un <strong>30% della spesa</strong> e pari a circa 36 mld euro come obiettivo aggredibile.<br />
Se dovessimo applicare le percentuali di risparmi ottenuti in termini di maggiore efficienza del processo ed anche di minor prezzo dell&#8217;acquisto condotto si potrebbero raggiunere risparmi pari a 3,6 mld di euro all&#8217;anno.<br />
Addirittura se si dovessero applicare i concetti e le procedure del &#8220;procure-to-pay&#8221; in modo serio<strong> i risparmi potrebbero salire a 5 mld di euro all&#8217;anno</strong>.</p>
<p>Chiaramente sono stime e numeri da discutere ma è innegabile che l&#8217;utilizzo di sistemi di eprocurement nel pubblico non può che abbattere costi reali e/o occulti che tutte le procedure pubbliche oggi si portano dietro.</p>
<p>Ma allora perchè non si vede questa onda di cambiamento ?</p>
<p>Le principali barriere all&#8217;utilizzo sono ancora oggi da ricercare in aspetti culturali e di opposizione al cambiamento.</p>
<p>Uffici pubblici che gestiscono da 40 anni le procedure di acquisto sono difficilmente scardinabili se non con una forte campagna di formazione e perchè no, come ha evidenziato <a href="http://it.linkedin.com/in/andreamartino" target="_blank">Andrea Martino</a> di Lombardia Informatica, elaborare degli indicatori di utilizzo dell&#8217;eprocurement come criteri di incentivazione per il personale della PA.</p>
<p>Allo stesso modo sembra essere sempre più necessario coinvolgere le Associazioni di Categoria nell&#8217;ambito privato per spingere un <strong>percorso di cambiamento culturale</strong> anche per i fornitori, Broggi si stupiva, ad esempio, come alcuni dirigenti di Confindustria non sapessero ancora cosa fosse il Mercato Elettronico.</p>
<p><strong>Obbligare </strong>gli enti all&#8217;utilizzo di questi sistemi ha senso ? Lasciando da parte per un secondo gli aspetti politici della questione (io ente faccio transitare attravero un diverso ente i miei acquisti e quindi la mia rete di contatti) l&#8217;esperienza della Regione Emilia Romagna sembra dire di si.<br />
Giancarlo Zocca di Intercent-ER infatti ci ha spiegato come gli enti facenti capo alla Regione e le ASL sono obbligati all&#8217;acquisto tramite Intercent che ad oggi ha permesso al 90% degli enti potenziali hanno avuto modo di interfacciarsi con uno strumento di eprocurement.</p>
<p>Per <a href="http://it.linkedin.com/pub/marcello-pietrangelo/8/587/911" target="_blank">Marcello Pietrangelo </a>di i-Faber è necessario utilizzare le Centrali di Acquisto per scardinare il territorio e portare l&#8217;eprocurement direttamente agli enti locali. Importante, poi sottolinea il responsabile Pa di i-Faber, concentrarsi anche sul mondo delle Uilities, bacino di acquisti e rapporti con il territorio molto radicate.</p>
<p>Il convegno poi è proseguito con l&#8217;intervento di Mario Dal Co (<a href="http://www.aginnovazione.gov.it/it/chi_siamo/struttura/direttore_generale/index.html" target="_blank">direttore generale dell&#8217;Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione</a>) dove ha ribadito la necessità di dialogare con tutti gli attori del processo  e la presentazione di alcuni casi specifici di eprocurement andati a buon fine. Dalle micro gare del Comune di Pero alla prima gara telematica per i farmaci della Regione Sicilia.</p>
<p>Che dire in conclusione ?</p>
<p>I temi trattati sono chiaramente un po&#8217; sempre gli stessi.</p>
<p>I benefici dell&#8217;utilizzo dell&#8217;eprocurement sono evidenti e reali, le barriere tecnologiche e normative, presenti qualche anno fa, ora sono molto meno forti, si tratta di cambiare la cultura e la modalità di lavorare degli Uffici Acquisti dei vari enti.</p>
<p>Dire che ci vuole solo più formazione è un po&#8217; troppo semplicistico. Utilizzare dei driver matematici per calcolare un variabile per i dirigenti pubblici agganciati ad esempio  al semplice rapporto tra numero gare telematiche e numero gare tradizionali potrebbe avere anche impatti poco simpatici (gare lanciate e poi non aggiudicate, gare fantasma e via dicendo).</p>
<p>Una cosa però mi sento di dire con certezza, c&#8217;è bisogno di una maggiore <strong>cassa di risonanza mediatica</strong> su un tema che non è più tecnologico ma politico: <strong>ci sono gli strumenti ed i metodi per risparmiare, perchè non vengono usati ?</strong></p>
<p>Se volete leggere il nostro post sulla presentazione dei risultati dell&#8217;Osservatorio dell&#8217;anno scorso, il post è questo : <a href="http://lavora.conabs.it/eprocurement-pa/" target="_blank">eProcurement nella PA: un sassolino nel mare della spesa pubblica</a></p>
<p>Massimiliano Grassi</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/chiaraemassi/5181354022/" target="_blank">ervortice</a>
</pre>
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		<title>Conversazioni semi serie tra un funzionale ed un tecnico</title>
		<link>http://lavora.conabs.it/conversazioni-semi-serie-funzionale-tecnico/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 12:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mgrassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenti]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Intervallo semiserio con qualche discussione avvenuta realmente tra il tipico consulente funzionale ed il tipico tecnico informatico. Nessuno in particolare si senta tirato in causa ed in ogni caso facciamoci insieme una risata !  
[riunione mattutina alla scrivania del funzionale]
F: &#8230; quindi il cliente si aspetta che l&#8217;applicazione abbia quest&#8217;aspetto &#8230; ma &#8230; scusa mi stai seguendo
T: eh, no scusa ma non riesco &#8230; senti posso sbrogliare il cavo del tuo mouse, è tutto arrotolato &#8230;
[tipica discussione del lunedì mattina dopo un rilascio fatto il venerdì sera di fretta]
F: ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-354" title="2196866243_8545fd3ee6_b" src="http://lavora.conabs.it/wp-content/uploads/2010/10/2196866243_8545fd3ee6_b-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<p>Intervallo semiserio con qualche discussione avvenuta realmente tra il tipico consulente funzionale ed il tipico tecnico informatico. Nessuno in particolare si senta tirato in causa ed in ogni caso facciamoci insieme una risata ! <img src='http://lavora.conabs.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>[riunione mattutina alla scrivania del funzionale]<br />
F: &#8230; quindi il cliente si aspetta che l&#8217;applicazione abbia quest&#8217;aspetto &#8230; ma &#8230; scusa mi stai seguendo<br />
T: eh, no scusa ma non riesco &#8230; senti posso sbrogliare il cavo del tuo mouse, è tutto arrotolato &#8230;</p>
<p>[tipica discussione del lunedì mattina dopo un rilascio fatto il venerdì sera di fretta]<br />
F: ecco, i test in collaudo mi danno strani risultati, sembra che le modifiche non ci siano proprio<br />
T: ma figurati, ho deploiato io stesso ieri. Ora controllo, ecco, ambiente IT83434EX21, cartella custom, deploy completato. Dovresti vedere tutto.<br />
F: &#8230; scusa &#8230; hai detto ambiente IT83 qualcosa ? ma quello è di PRODUZIONE , l&#8217;ambiente di PRODUZIONE , &#8230;.<br />
T: &#8230;. &#8230;. &#8230; ah si &#8230; hai ragione.</p>
<p>[test interni di sviluppo su una funzione per caricare un file excel con molte righe]<br />
F: niente da fare, non ha superato il test.<br />
T: eh si, è tutto bloccato. Quante righe hai caricato ?<br />
F: 21 mi pare.<br />
T: ma come ? Ma non si fa! è un test funzionale, non di carico! 21 , ma come 21 !<br />
F: &#8230; guarda che il cliente caricherà 2100 righe &#8230;non 21.<br />
T: ah ecco. Ottimizziamo il codice.<br />
F: ecco si. Ottimizziamo</p>
<p>[discussione interna ad un gruppo di consulenti]<br />
T: &#8230; è un po&#8217; da tutto da rivedere, bisognerebbe analizzare il workflow &#8230;<br />
F: e no fermo. Io sono una business, B U S I N E S S analyst, mica un tecnico, non parlarmi di workflow<br />
F2: guarda che per workflow intendeva l&#8217;analisi del flusso / processo.<br />
F: ah beh, ma io rimango una business analyst<br />
F2: no tu dovresti andare da un buon analista a farti curare<br />
F: ma come ti permetti &#8230;<br />
RISSA tra funzionali mentre il tecnico torna al pc a lavorare</p>
<p>[funzionale che gestisce il cliente e tecnico che gestisce lo sviluppo]<br />
F: guarda che ci sono dei casini con le versioni del sw, sembra che abbiamo gli stessi problemi del mese scorso<br />
T: certo. E&#8217; colpa tua.<br />
F: come, scusa ?<br />
T: TU hai insistito per avere un sistema di versioning ed ora ti becchi i casini<br />
F: SENZA PAROLE</p>
<p>[colleghi]<br />
F: scusa, puoi smettere di pulirti le orecchie con questa foga (mignolo nell&#8217;orecchio e movimento vorticoso). L&#8217;allarme delle vibrazioni sul portatile continua ad attivarsi.<br />
T: come, non ti sento ?<br />
F: niente, non fa niente</p>
<p>[in riunione con cliente, gruppo funzionale di analisi processo, due consulenti e due persone del cliente]<br />
F1: scusate, possiamo rivedere questo processo un secondo, non ci è chiaro.<br />
[seguono 10 minuti di spiegazione da parte del cliente]<br />
F1: mmm, capisco, ci dobbiamo ragionare un secondo<br />
F2: no, scusa , ma io qui non ci capisco nulla. L&#8217;ho detto al mio capo che non sono un funzionale, ma un programmatore &#8230; [ed esce dalla stanza]<br />
F1: ecco, si, scusate ma è un po&#8217; sotto stress di questi tempi. Dove eravamo rimasti ?</p>
<p>[fine prima parte]</p>
<pre>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/97041449@N00/2196866243/" target="_blank">loungerie</a></pre>
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